Wolverine – L’immortale

Posted: 8th August 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Hugh Jackman, Haruhiko Yamanouchi, Tao Okamoto, Rila Fukushima, Hiroyuki Sanada, Svetlana Khodchenkova, Ken Yamamura, Famke Janssen
Regia: James Mangold
Durata: 107 min.
Titolo originale: The Wolverine
Produzione: USA 2013

VOTO: 

La cosa più eclatante di Wolverine – L’immortale è che Hugh Jackman più invecchia e più diventa grosso. Provate a guardare le foto promozionali del primo X-Men, quanto era soggetto e viscido. Ora provate a comparare quelle pics al frame in cui il buon Hugh si becca Fat Man in piena schiena. Che petto bomba, che solidità, che consistenza.

L’altra cosa degna di attenzione è che il film è ambientato a Tokyo, quindi nostalgia abbestia anche se, essendoci stato, ho potuto sgamare immediatamente un paio di forzature geografiche, nel senso che, a meno che Wolverine non sia anche un po’ Flash, mi sembra improbabile che si possa fare di corsa dalla Tokyo Tower alla stazione di Ueno (passando per le intricate stradine di Akihabara) in soli 5 minuti e con tanto di geisha frignona sul groppone.

Ci sarebbe poi il fatto che alla regia ci sta James Mangold, un tipino che, tra i tanti, avrebbe diretto anche roba del calibro di Copland e Identità, e un po’ non ci si capacità di come ottimi registi a volte si azzerbinino a mo’ di Yes Man per far contente le case produttrici.

Il resto è un cinefumetto standard. Ci sono le mazzate, ci sono gli effetti speciali, ci sono i cattivoni pittoreschi; nella fattispecie una zoccola slavata che sputa veleno, un arciere asiatico molto agile e Silver Samurai, una cafonata robotica da leccarsi i baffi.

La storia dovrebbe essere ispirata ad un fumetto parecchio violento di Frank Miller. Purtroppo, della presunta violenza (presunta perché non l’ho letto, parlo sempre per sentito dire) non v’è traccia. Wolverine scorna parecchi scagnozzi della Yakuza ma non vola mai neanche una goccia di sangue. È un vero peccatone, come al solito, non avere le palle di schierarsi tra le fila dei film R (cioè vietati ai minori). Si cerca di essere tronfi nella sceneggiatura ma guai a turbare la psiche dei poveri fanciulli in sala, sicché è un alternarsi di serioso e faceto che non giova certo alla buona riuscita della pellicola.
Hugh Jackman, insomma, ce la mette sempre tutta per interpretare il miglior Wolverine possibile ma, ancora una volta, la produzione non riesce a valorizzare degnamente la sua performance (più muscolare che altro).

Wolverine: L’immortale finisce per essere un fumettone soporifero, capace di generare attenzione (peraltro scarsa) solo grazie alle fascinose locations nipponiche e alla vascolarizzazione suprema di Hugh che, detto tra noi, secondo me in qualche sequenza si è fatto un po’ aiutare dalla computer grafica. Non ho infatti mai visto delle vene guizzare come quando il Hugh spacca legna con un’accetta. No, neanche in Schwarzy.

PRO
Muscles from Tokyo

CONTRO
Sprofonda nell’indifferenza

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  1. Wolverine PGI-13? EPIC FAIL! Wolverine dovrebbe essere una cosa alla ninja assassin non sta roba qua!

  2. margas says:

    alla fine la maggior parte degli eroi marvel (non punisher) sono fatti per tutti, non ci si può aspettare del sangue, bisogna prenderlo per quello che è, cioè come hai detto un fumettone

    • Death says:

      Hai ragione, ma a seconda dei cicli narrativi ci sono stati autori che hanno calcato un po’ di più su certe tematiche. Secondo me un po’ di violenza grafica avrebbe giovato tantissimo al film. Le coreografie sono gagliarde ma sembra tutto troppo incerto…

  3. Fabio says:

    filmetto passabile e nulla più, secondo me il meno riuscito della saga degli X men

  4. Cleaned says:

    Sto giro passo.
    Cmq quella pettinatura che gli fanno non se po’ vede

  5. Lupokatttivo says:

    Sta uscendo in questi giorni una collection di 7 blu ray con annesso anche questo. Il tutto con manona artigliata in adamantium di wolverine…formato reale, con guantino annesso…che quasi quasi me la metto sulla scrivania….