V/H/S

Posted: 31st October 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Calvin Reeder, Lane Hughes, Kentucker Audley, Adam Wingard, Hannah Fierman, Mike Donlan, Joe Sykes, Drew Sawyer, Jas Sams, Joe Swanberg
Regia: Adam Wingard, David Bruckner, Ti West, Glenn McQuaid, Joe Swanberg, Radio Silence
Durata: 116 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2012

VOTO: ½

Siccome le feste pagane non mi interessa festeggiarle ma in compenso mi piacciono i bon-bons, celebriamo ‘sto cazzo di giorno di Halloween (che è uno dei giorni dell’anno che odio di più, per altri motivi) con una recensione a tema horrorifico.
Magari vi sareste aspettati Paranormal Activity 4, vero?
Ma io vi dico in anteprima che è LAMMERDA, anche se non l’ho visto e non ho fretta di vederlo, fidatevi del Death.

V/H/S è un’antologia di 6 cortometraggi horror ideata da Brad Miska, il boss di Bloody Disgusting, e realizzata in collaborazione con The Collective che, come dice il nome, è un collettivo di giovani registi rampanti e con voglia di fare.
Ricalcando il modello episodico già rodato dai vari Creepshow et similia, V/H/S cavalca l’onda postmoderna presentandosi interamente realizzato con la videocamera a mano, nello stile found-footage che va tanto di moda tra i giovani ma che ad ogni nuova incarnazione (leggi sopra) ci lessa i coglioni sempre più. L’operazione però fa l’occhiolino a tutt’altra generazione di fans, quella ormai âgée cresciuta a colpi di BASF e TDK sovraincise innumerevoli volte. Tutti gli episodi (tranne uno) infatti hanno la qualità tipica della ripresa su nastro, in bassa definizione, con graffi nella pellicola e artefatti di ogni tipo, replicando lo stesso effetto che si provava anni addietro quando l’unico modo di fruire l’horror nella comodità del proprio loculo erano le VHS, appunto.

Cominciamo…

TAPE 56” di Adam Wingard
La vicenda prende spunto da una banda di teppisti che per raggranellare qualche soldo aggrediscono le ragazze per strada denudandone le tette in favore di telecamera per poi rivendere il nastro a qualche squallido porno-sito. Frustrati dalla scarsa remunerazione, perché effettivamente il “lavoro” che si son scelti è una coglionata, decidono di optare per il furto con scasso, ovviamente filmando la loro impresa su video. Insomma, dei geniacci. Entrano nella casa di un babbione alla ricerca di una fantomatica videocassetta (da rivendere non si sa a chi), senonché trovano il babbione morto di fronte a una specie di totem composto di televisori. Il babbione è in realtà un videomaniaco che colleziona nastri snuff, morto probabilmente spippettandocisi di fronte. Il film ci mostra in sequenza proprio questi nastri, mentre nella casa fervono le ricerche.
Questo sketch apre, inframmezza e conclude l’antologia e serve più a fare da cornice che a raccontare una storia horror vera e propria. Ovviamente nel finale la situazione si movimenta un po’, ma ciò che succede è abbastanza intuibile.

AMATEUR NIGHT” di David Bruckner
Una combriccola di buontemponi compra degli occhiali-videocamera da internet e decide di filmare di nascosto la loro notte brava. L’obiettivo finale è quello di girare in stile POV una scopata finale che sperano si possa consumare tra il nerd del gruppo (che inforca gli occhiali) e la prima malcapitata disponibile pescata nel peggiore pub della città. La baldoria è alta e il nerd sembra piacere ad una tipa inquietantissima che però è amica di una strafiga, quindi le due combriccole si uniscono nei festeggiamenti nonostante il nervosismo. Il finale di serata però non va come pianificato, perché la tipa oltre ad essere inquietantissima è pure parecchio pericolosa.
Questo sketch rappresenta il finale ideale per ogni American Pie di merda o stronzate analoghe come Project X, o almeno è quello che io spererei di vedere. I personaggi sono tutti stupidissimi e nella strage conclusiva non sai se esultare per la loro indegna fine o se compatirli, perchè in fondo un po’ fanno tenerezza nella loro stolidità. Senza spoilerare troppo, do un indizio sul killer: Twilight gli puppa la fava.

SECOND HONEYMOON” di Ti West
Una coppia di novelli sposini filma il proprio viaggio di nozze nelle lande desolate del “selvaggio West“. L’idillio è totale, se non fosse che di notte qualcuno si introduce nella loro camera d’albergo, li filma mentre dormono e poi si diverte a fare scherzetti tipo fargli il solletico sul culo con un coltello a serramanico e sciacquare lo spazzolino con l’acqua del cesso.
Questo è lo sketch più breve e sembra il più buttato lì, per via di un finale forse sbrigativo ma incredibilmente spiazzante nella sua improvvisità. Peccato, perchè la variazione sul tema “guardoni notturni” è parecchio inquietante, ma avrebbe meritato qualche minuto in più.

TUESDAY THE 17TH” di Glenn McQuaid
Due gonzi e due fighe decidono di passare un week-end nel bosco, ovviamente portandosi appresso la videocamera nella speranza di filmare qualche porcheria notturna. A un certo punto una delle fighe sibila “Oggi morirete tutti” ma tutti la prendono per il culo. Nel bosco, si mormora, si aggira un temibile serial killer. Storia vera o leggenda metropolitana? Voi che ne pensate?
La peculiarità di questo sketch è senza dubbio l’entità omicida, The Glitch, ovvero la disfunzione, in quanto l’assassino appare all’occhio della camera come un’interferenza e dunque non viene mai propriamente registrato. Ciò amplifica l’inquietudine dello spettatore, ma aldilà di questo ci ritroviamo dalle parti dello slasher classico, anche se si segnala in chiusura un bello sbudellamento.

THE SICK THING THAT HAPPENED TO EMILY WHEN SHE WAS YOUNGER” di Joe Swanberg
Che nonostante il titolo chilometrico noioso solo a leggerlo è anche l’unico episodio che mi ha fatto scagazzare un po’ la mutanda.
Una ragazza fanatica di cam 2 cam stressa un suo “amico di internet” perché la notte sente dei rumori strani e la mattina si sveglia coperta di lividi e rigonfiamenti. Effettivamente nel suo appartamento sembra albergare lo spiritello di un bambino morto un po’ dispettoso.
Questo sketch è caratteristico poiché costituito da due inquadrature sovrapposte, mimetiche di una conversazione su Skype o simili, ed è anche l’unico che interrompe la continuità stilistica dei precedenti episodi. La trovata non è originalissima ma rimane intrigante, perché la contemporaneità degli avvenimenti è frammentata sul piano spaziale ma il livello spettatoriale è allo stesso tempo duplicato e rovesciato. Le apparizioni spiritiche fanno sempre prendere abbastanza scaga, sopratutto se si guarda il film a notte fonda e in cuffia, ma siccome ogni tanto si vedono tette in cam l’inquietudine lascia presto il posto ad altro.

10/31/98” dei Radio Silence
È la notte di Halloween e la solita cricca di cafoni mascherati si dirige ad una festa ma non ricorda con precisione l’indirizzo. Alla fine entrano nella casa sbagliata, dove è in corso ben altra tipologia di celebrazione.
Questo è lo sketch tecnicamente più elaborato dove si nota maggiormente l’intervento post-produttivo computerizzato, con un crescendo di tensione che sfocia in una bolgia finale di poltergeist e urla. Ancora una volta, non avanguardistico concettualmente ma molto efficace nella realizzazione pratica. L’effetto più spiazzante è dato dai protagonisti, agghindati a festa ma costretti a confrontarsi con qualcosa di orrendo. Così, il povero pirla conciato da pirata alla fine della festa avrà le braghe esondate di merda.

In definitiva, V/H/S è un’iniziativa simpatica e lodevole, fresca e originale pur proponendo idee già sfruttate ma al contempo ideando nuovi spunti realizzativi. Detto in altre parole, se Paranormal Activity è un calcio diretto nei coglioni, V/H/S pur durando tre quarti d’ora in più scorre liscio liscio che neanche te ne accorgi, intrattiene bene e soprattutto mostra l’orrore in ogni suo aspetto, per ogni gusto e devianza. Nessuno dei due spaventa veramente, ma se nel cacatone di Peli non succede un cazzo fino agli ultimi 5 minuti, nell’opera corale del Collective le situazioni sono così varie e serrate che non ci si può proprio annoiare.

Buon Halloween a tutti, sempre che ve ne freghi qualcosa.

PRO
Finalmente un found-footage che non impalla

CONTRO
Non fa strizza come reclamizzato

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  1. John Carpentiere says:

    Quando lo recuperai pensai un’altra merda alla paranormal activity e poi alla fine esultai Una bomba! Veramente ben fatto e poi AMATEUR NIGHT e una gemma, davvero! Merita un casino!
    Splendida recensione come al solito e.

  2. Psichetechne says:

    Hai un modo di scrivere geniale, scoppiettante ma contemporaneamente lucidissimo. “Twilight gli puppa la fava” è bellissimo come aforisma che ben descrive “Amateur Night” e le sue atmosfere così stranianti (forse l’episodio migliore della serie, insieme a “10/31/98” che secondo me usa gli spazi di allestimento in maniera sublime). Anch’io ho parlato bene del film , come hai letto nella mia rece, e mi fa piacere sentire spesso sintonia coi tuoi illuminati pareri 🙂

    • Death says:

      Grazie mille per i complimenti carissimo, così però arrossisco 😀 Pure per me Amateur Night e 10/31/98 sono gli sketch migliori! Il finale del secondo mangia in testa a tutta la quadrilogia Paranormale, e ne dura un decimo! La tua rece è uno dei motivi per cui mi è salita la scimmia di vedere questo film 😉

  3. Psichetechne says:

    La serie di “Paranormal Activity”, ti dirò, non è neanche paragonabile, secondo me, a “V/H/S”, che introduce una luce sommamente creativa all’interno di un genere (il mocku) che ormai fa cascare le palle su un piano inclinato facendole così rotolare ad libitum, sfumando. Forse il primo “Paranormal” contiene cose buone, poi distrutte dai soliti sequel. Ciao.

    • Death says:

      Davvero cazzarola, in V/H/S c’è tutto quello che Paranormal promette ma non ha mai mantenuto in oltre 3 film! Il primo aveva potenzialità effettivamente, soffocate da un battage promozionale martellante ma ingannevole… 🙁

  4. Mi unisco al coro fenomenale il foudfotage definitivo! Must see!
    TEAM AMATEUR NIGHT!

  5. Zenn says:

    In caso vi fosse sfuggito, ne esiste un 2…e supera il suo predecessore dibbrutto!