Upside Down

Posted: 10th March 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Jim Sturgess, Kirsten Dunst, Timothy Spall, Blu Mankuma, Frank M. Ahearn, Nicholas Rose, James Kidnie, Vlasta Vrana, Vincent Messina, Jayne Heitmeyer, Kate Trotter, Holly O’Brien, Elliott Larson
Regia: Juan Solanas
Durata: 107 min.
Titolo originale: id.
Produzione: Canada 2013

VOTO: ½

Sarò breve e spietato, perché mi sento letale e sull’orlo di qualcosa di tremendo.

Upside Down è un film dal grosso potenziale buttato tra i rovi di una melensa storia d’amore o, se preferite, dritto nel cesso.
Si parla di due pianeti gemelli che gravitano intorno a un sole che non splende mai, ognuno con una gravità propria e inversa all’altro. Il pianeta “di sotto” è popolato da straccioni e mentecatti, quello “di sopra” da bauscia e figli di papà. Ovviamente il pezzente Jim Sturgess, sempre scapigliato, si innamora di Kirsten Dunst, di “alta” levatura, ridotta però a riciclare se stessa con una citazione al bacio a testa in giù di Spider-man.

Chiavare è piuttosto complicato, perché l’attrazione gravitazionale dei rispettivi pianeti li allontana inesorabilmente. Neanche l’utilizzo di biechi stratagemmi quali corde e paletti riesce a mantenere stabile l’idillio.
La loro relazione è clandestina e irrimediabilmente stroncata dai poteri forti.

Jim se le inventa tutte pur di ricongiungersi alla sua amata, fottendosene bellamente di aiutare il proprio pianeta (ne avrebbe le potenzialità) ma perseguendo esclusivamente un ideale egoistico, e conduce incursioni nel mondo di sopra per ciularsi la sua bella, che nel frattempo ha perso la memoria dopo una craniata contro il soffitto (o pavimento? Comincio a confondermi…).

Nel mezzo, buchi logici a rotta di cranio ed esilaranti sequenze a gravità invertita, come Jim che piscia sul soffitto.
L’apice tragicomico del film è però la liberatoria scena della scopata, coi due piccioncini che roteano sospesi per aria, come se avessero un girarrosto infilato su per il culo.

La morale del film, che manda a puttane un lavoro scenografico ispirato e un tema che, se opportunamente sviluppato, avrebbe potuto toccare problematiche più intense, è che l’amore vince su tutto, anche sulla forza di gravità. Così, Kirsten finisce incinta e i pargoli che porta nel ventre fungono da piombi che la àncorano allo stesso terreno del paparino.
Viene sviluppata una sottotrama secondaria per giustificare un epilogo più conciliante per tutti, in modo da respingere le accuse di individualismo, ma questo non fa altro che peggiorare la situazione, che raggiunge livelli insopportabili di ruffianeria.

Immagino un trickster ben allenato al posto della mezzasega Sturgess, e la mia mente vola su acrobazie marziali a doppia gravitazione, flash kicks e rondate impazzite su due piani paralleli, la ricetta ideale per l’action sci-fi più spettacolare (e confusionario) di sempre…

…e invece no.

PRO
Scenografie patinate

CONTRO
La forza dell’ammmore

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  1. Lucia says:

    Mio dio che rottura di palle cosmica questo film.
    Una roba di un imbarazzo senza precedenti.
    Volevo essere morta, e invece stavo guardando upside down.
    E la scena della scopata liberatoria è quanto di più ridicolo io abbia mai visto, anche perché il tutto si riduce a un languido bacio sospesi a mezz’aria e piroettanti.
    E tutti ridono.

  2. Psichetechne says:

    Come al solito recensione godibilissima, stilisticamente filobatica, divertente e creatrice di stimoli mentali in chi legge. Il film l’ho visto stroncato ovunque, quindi lo butto nel cesso io prima ancora di vederlo. Ciao!

    • Death says:

      Ho imparato una parola nuova, “filobatico”! 😀
      Il film è un vero spreco, perché il tema, deliri marzialistici a parte, poteva generare qualcosa di veramente buono… e invece, ammmore ammmore…!

  3. Fabio says:

    già dal trailer si vedeva che sta roba era inguardabile, di certo è quel tipo di film che eviterò sempre come la peste XD

  4. bradipo says:

    anche io sono stato parecchio spietato con questo filmetto! Imperdonabile buttare via così tutta questa impalcatura visiva per raccontare la solita storiella d’ammmore!