Unholy Women

Posted: 8th October 2015 by Death in Recensioni
Tags: ,

Interpreti: Noriko Nakagoshi, Yuko Kobayashi, Kosuke Toyohara, Tasuku Emoto, Nahana, Teruyuki Kagawa, Maki Meguro, Kenta Suga
Regia: Keita Amemiya, Takuji Suzuki, Keisuke Toyoshima
Durata: 107 min.
Titolo originale: Kowai Onna
Produzione: Giappone 2006

VOTO:

Sempre alla ricerca di brividi inediti, mi capita spesso di frugare tra le filmografie più remote sperando di beccare qualche visione meritevole. Il primo posto dove volgere lo sguardo, ovviamente, è il Giappone. Mi capita dunque tra le mani questo Unholy Women (Kowai Onna, letteralmente “donne spaventose”), raccolta di 3 episodi horror tutti aventi come tema centrale delle figure femminili poco raccomandabili.
Vediamoli nel dettaglio.

Rattle Rattle (KataKata)
Una ragazza tutta presa dal lavoro e dal suo manzo, una sera, comincia a essere perseguitata da una donna minacciosa armata di coltello. In principio si pensa possa essere l’ex del manzo, gelosa al punto tale da farle stalking duro, ma la realtà delle cose è molto più critica. Si tratta, di base, di uno slasher senza vittime, il tipico gioco del gatto e il topo tra un’ignara vittima e un’assassina apparentemente senza movente. Com’è lecito aspettarsi, l’episodio prende una piega soprannaturale con tutti i flashback del caso, gli spiegoni obbligatori su un inquietante passato ma anche un paio di ribaltoni per gli inevitabili colpi di scena. L’immancabile assassino/fantasma coi capelli lunghissimi stavolta fa più strizza del solito perché c’ha una faccia deforme da cagarsi sotto e, come suggerisce il titolo, è rumorosa come un serpente a sonagli. Abbastanza canonico ma con una messa in scena niente male.

rattlerattle

Steel (Hagane)
Un timido teenager, meccanico in un’officina, viene incaricato dal proprio capo di portare in uscita galante sua sorella, a giudicare dalla foto piuttosto carina. Peccato che, vista di persona, Hagane non sia poi così kawaii. Infatti, la poverina vive celata dalla testa ai fianchi da un enorme sacco in iuta. L’episodio inizia in maniera grottesca, quasi comica, per poi prendere una deriva feticista a base di piedi leccati e sniffati, cunnilingus e un accenno di necrofilia, per poi degenerare nel delirio più assoluto tra inseguimenti, bastonate e cecchinaggi con cerbottane. Completamente folle e pieno di allusioni sessuali, brutale in una maniera così innocente da lasciare spiazzati. Weirdo horror totale, l’orrore nella sua forma più incomprensibile.

hagane

The Inheritance (Uketsugu Mono)
Mamma e figlioletto vivono in una casa di campagna, in compagnia della nonna svitata che gli ammonisce costantemente di tornarsene a Tokyo. Ovviamente loro non la ascoltano, sicché, dopo aver fatto un sinistro ritrovamento in un ripostiglio, faranno la conoscenza di alcuni spettri aleggianti intorno alla dimora. Ghost story con accenni di possessione di impianto piuttosto classico, l’episodio si carica di tensione in maniera progressiva senza però esplodere mai in maniera veramente efficace. È certamente l’episodio più debole del tris, nonostante la supervisione di Takashi Shimizu (Ju-On, Marebito).

inheritance

Unholy Women è un film a episodi piuttosto standard, che non si distingue per originalità o per profondità dei contenuti. È quello che in gergo verrebbe definito un film di cassetta ma, nonostante le ambizioni modeste, risulta comunque essere un prodotto dignitosissimo, di buon intrattenimento e valido nella realizzazione tecnica, in particolare di alcune sequenze visivamente di forte impatto, come vuole la tradizione nipponica.
Un prodotto di facile consumo anche se di difficile reperibilità, per chi, in astinenza, vuole saziare la propria fame di horror senza dover pescare ancora nella marea di junk movies americani.

PRO
Visivamente potente

CONTRO
Nulla di troppo originale

Leggiti anche...

  1. Lupokatttivo says:

    Ecco a me sti film mi garbano un casino….devo assolutamente recuperarlo… Intanto ringraziamo per la segnalazione…aspettando tobe hooper 🙂

    • Death says:

      Tra qualche giorno dovrebbe arrivare il buon Tobe 😉
      Per quanto riguarda il J-Horror forse son troppo di parte, mando giù tutto, riescono sempre, anche nelle pellicole più scrause, a infilarci la scena power o lo spettro paura 🙂