Tulpa – Perdizioni mortali

Posted: 31st January 2014 by Death in Recensioni
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Interpreti: Claudia Gerini, Michela Cescon, Michele Placido, Ennio Tozzi, Ivan Franek, Federica Vincenti, Giulia Bertinelli, Crisula Stafida, Nuot Arquint
Regia: Federico Zampaglione
Durata: 82 min.
Titolo originale: Tulpa
Produzione: Italia 2012

VOTO: 

Lisa è una donna in carriera con la passione per i club privé. La notte si infila in uno squallido localaccio per scambisti e si fa chiavare fino a perdere i sensi. Il locale si chiama Tulpa ed è gestito da quello stralunato di Nuot Arquint, che parla tutto suadente e sgancia pasticche allucinogene nei drink che distribuisce per scaldare l’atmosfera.

Tulpa sarebbe anche (copio-incollo da Wikipedia) “un termine della lingua tibetana usato in ambito buddhista e, soprattutto, meditativo che definisce un’entità incorporea creata attraverso particolari metodi meditativi sviluppati dai monaci, soprattutto i grandi lama tantrici. Secondo tali credenze l’essere, che vive nel piano astrale, può essere visualizzato sotto molteplici aspetti, soprattutto quello animale, da altri monaci raccolti in meditazione”.

Capito? Sì? Io no, ma tanto nel film non c’è nulla di tutto ciò e queste nozioni non vi serviranno a un cazzo ai fini della comprensione del plot. La realtà è che Lisa piglia le pasticche, le sale l’ormone e scopa come se non ci fosse un domani, per cui il mantra del film, “free your Tulpa“, avrebbe avuto più senso se fosse stato “free your Vulva“.

Comunque, un misterioso killer pellato comincia ad ammazzare tutti gli scopamici di Lisa.
E basta, il film segue lo schema omicidio-scopata-omicidio-scopata fino allo spiazzante finale. Spiazzante perché tragicomico e insensato, mica per altro.

Si era parlato assai di questo Tulpa, definito come il grande ritorno del giallo all’italiana e bla bla bla.
È vero, le atmosfere sono quelle peculiari dei thrilleroni anni ’70, nel bene e nel male, così come la commistione tra Eros (laido) e Thanatos (splatter) si ricollega in pieno al filone.
La trama, in verità, mi ricorda parecchio un albo di Dylan Dog, “I delitti della mantide”, anche se la sceneggiatura di quest’ultimo è scritta infinitamente meglio.
Tulpa invece soffre di uno svolgimento troppo frammentato e sconnesso, con personaggi buttati a cazzo, scene senza un’utilità precisa e una risoluzione finale sbrigativa a dir poco, per non dire delirante. Pare che il cut originale del film fosse più lungo ma, considerato troppo palloso dopo le prime proiezioni festivaliere, per la release italiana son state sforbiciate un po’ di scene di collante, sicché il film dura poco, annoia meno (presumo), ma di punto in bianco finisce lasciando lo spettatore smarrito.
Molti gialli d’epoca soffrono degli stessi problemi, se rivisti ora: si tratta di citazionismo esasperato o è il film a essere proprio difettoso? Boh.

Tra le buone intenzioni va certamente annoverata una certa crudeltà nelle metodiche degli omicidi, che parrebbero anche cruenti e fantasiosi se non fosse che la fotografia piatta e impastata renda spesso ardua la comprensione della scena, trattandosi in prevalenza di sequenze buie. Mi son trovato spesso a strizzare gli occhi di fronte alla tele, cercando di decifrare cosa accadesse su schermo. Per esempio, durante il primo assassinio, ho equivocato un cazzo e due palle per un fegato.
Buono invece l’ammazzamento con una padellata di olio bollente in piena faccia, sempre dolorosissimo.

Poi ci sono le scene zozze, che hanno sollevato grande scalpore prima dell’uscita. In realtà si tratta di qualche sequenza vagamente hot dove la Gerini fa sesso convulso, anche lesbo, coi frequentatori del club. Più goffi che eccitanti, durante gli amplessi Claudia ancheggia poco convinta (sembra che il suo partner voglia perforarle l’addome con la sua “spada di carne”) mentre tutt’intorno biechi figuri si agitano in maniera perversa. Come dire, un pelino naïf.

Ma un po’ di sangue e qualche tetta non bastano comunque a risollevare le sorti di un thriller maldestro, recitato male (forse colpa del ridoppiaggio italiano?), privo di tensione, che abbonda in sequenze WTF e non riesce mai a creare interesse né mistero, o se lo fa ha comunque la cattiva idea di mandare tutto in malora con un finale campato per aria. Che è un po’ lo stesso problema che affliggeva il precedente Shadow (che personalmente ritengo migliore).
E perseverare, si sa, è diabolico…

PRO
Buona l’intenzione

CONTRO
Maledestro e affrettato

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  1. bradipo says:

    io non sono stato cattivo come te, in fondo anche se ricco di difetti e maldestro come hia giustamente sottolineato, l’ho trovato un tentativo onesto di scrollarsi di dosso la commedite acuta che ha contagiato tutto il cinema italiano…

  2. Fabio says:

    A me è piaciuto assai questo Tulpa, certo i difetti non mancano, il finale è pietoso, ma trovo che il film in se funzioni, gli omicidi son uno + ganzo dell’altro, le scene eros arrapanti, non come quelle di quella merda di Canyons , talmente brutte che te lo fanno ammosciare XD e come ha giustamente detto anche il nostro amico bradipo, il tentativo di allontanarsi dalle varie commediacce tricolori va apprezzato a priori

  3. Death says:

    Il tentativo è lodevole, quello lo rispetto, ma sarebbe bastato veramente poco per sfornare un prodotto decente, giusto un po’ di cura in più, una revisione attenta dello script e via dicendo. Dai, in certi frangenti sembra un prodotto quasi amatoriale… a maggior ragione la delusione è grande, visto che le premesse tutto sommato erano persino intriganti! Aspettiamo il prossimo lavoro a questo punto 🙂

    • Fabio says:

      si si non posso negarlo, alcuni difetti sono lampanti, ma la grande quantità di violenza e sesso e il richiamo al cinema di genere che fu mi fanno cmq apprezzare assai questa gradevolissima pellicola che IMHO è assai meglio del sopravvalutato Shadow

  4. Lupokatttivo says:

    Nei pro metterei tette e culo della gerini… Free your tulpa death… :mrgreen:

  5. Babol says:

    A me non era dispiaciuto così tanto, anzi. Finale a parte l’avevo trovato inquietante e ben fatto!

    Ah, finalmente ho recensito un film che mi avevi richiesto 100 anni fa:

    http://bollalmanacco.blogspot.it/2014/02/il-bollalmanacco-on-demand-le-notti.html

  6. Psichetechne says:

    Carissimo, concordo completamente con il tuo visioning di un film assurdissimo e proprio brutto, direi. L’avevo detto io che Zampaglione era una bufala, sebbene “Shadow”, come anche tu dici, sembrava promettere bene. A presto 🙂

  7. Il film non vale la pena purtroppo.
    Sì è vero gli omicidi non sono male, ma per tutto il resto si fatica a trovare un punto a favore.
    Le banalità non si contano, trama, scenografie, persino gli oggetti di scena sono ridicoli. Le dinamiche della società sono girate in maniera raggelante, le uniche scenografie di un certo effetto sono quelle girate in alcuni ambienti del club privè e di due (dicasi due) scene di omicidi. Tutto è sempre e comunque fotografato in maniera talmente sciatta da avvilire lo spettatore. Ovunque non si prova mai paura o angoscia, ma un distacco totale da quello che avviene sullo schermo: questa cosa si chiama noia.
    Del finale non parlo perché sarebbe come sparare sulla croce rossa e non mi va.
    Anche per me Shadow era meglio.
    Ed è tutto dire

  8. Death says:

    Bene, non sono l’unico matto a cui il film non è piaciuto 😉