The Vatican Tapes

Posted: 11th November 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Olivia Taylor Dudley, Kathleen Robertson, Djimon Hounsou, Michael Peña, Dougray Scott, John Patrick Amedori, Michael Paré
Regia: Mark Neveldine
Durata: 90 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2015

VOTO:

Siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio, nonostante abbia più volte asserito di essermi rotto i coglioni dei vari film a sfondo esorcistico, ecco che mi ritrovo a guardare The Vatican Tapes, ennesima pellicola del filone demoniaco che promette complotti ecclesiastici, croci rovesciate e anticristi assortiti.

La storia vede Angela (Olivia Taylor Dudley), biondina sexy ma espressiva come Kristen Stewart, venire posseduta da Satana dopo essersi tagliata un dito affettando una torta di compleanno (?). Quella che inizialmente viene scambiata per una semplice infezione da sutura maldestra si rivela essere una vera e propria possessione coi controcazzi. Angela viene ricoverata e monitorata da familiari, investigatori e preti ma, fuori dall’orario delle visite, comincia a uccidere tramite i suoi poteri diabolici un po’ di gente a caso, attirando l’attenzione della chiesa vaticana che, in incognito, decide di intervenire.

Il problema di The Vatican Tapes è che, oltre a essere colmo dei peggiori stereotipi del genere, è un film che non ha le palle.
A un certo punto Angela, visibilmente indemoniata, entra nel reparto nido dell’ospedale e afferra un neonato in fasce. Cazzo!, mi son detto, vuoi vedere che stavolta esagerano e ci mostrano una sequenza vietatissima di infanticidio? Macché. Il demonio sotto sotto è caritatevole e ci ripensa dopo pochi istanti, mettendo nuovamente il pupo nella culla e premurandosi di rimboccargli le copertine.

Ancora, a un certo punto un personaggio viene persuaso tramite la forza oscura, tipica più dei Sith che del diavolo, a sfregiarsi malamente il viso con dei cocci fino a uccidersi. Peccato che venga inquadrato o di spalle o dal volto in giù, lasciando tutto all’immaginazione dello spettatore.

Il film prosegue così per circa 80 minuti, noiosissimi, prevedibili, privi di alcuna attrattiva.
Ecco però che, proprio nel finalone, dopo aver sbrigato il doveroso esorcismo con qualche esplosione di troppo, il film sembra trovare l’idea giusta (anche se non propriamente inedita) per dare un senso alla pellicola. Mi desto dal torpore e dedico tutta la mia attenzione agli ultimi istanti del film, fidente in un epilogo quantomeno coraggioso… e invece no. Il solito spiegone, la solita frase estrapolata random dalla Bibbia, torna tutto nei ranghi, come non detto.

Nonostante il titolo, che sembra strizzare l’occhio alla branca dei found footage, The Vatican Tapes di registrazioni ne mostra veramente poche, mentre il grosso del film è girato in maniera tradizionale.
Tradizionale per modo di dire, perché in regia troviamo Mark Neveldine, lo stesso che, in coppia con Brian Taylor, aveva firmato Crank e High Voltage e che tanto mi aveva entusiasmato con il suo stile forsennato al servizio di uno Statham al top della forma.

Il problema sta proprio nel fatto che Neveldine gira un film sulle possessioni come se stesse girando Crank, con carrellate assurde e inquadrature sghembe che non ci stanno a fare un cazzo in un film che avrebbe bisogno di un respiro più posato per essere inquietante.

Sotto l’influsso malefico di Angela, in ospedale scoppia una rissa pazzesca e i pazienti cominciano a picchiarsi con ginocchiate volanti (!) e sediate nella schiena, una sequenza delirante e sopra le righe che in un eventuale Crank 3 avrebbe funzionato alla grande, ma in un film dell’orrore che dovrebbe, nelle intenzioni, fare paura, è una delle stronzate più grosse che abbia mai visto in vita mia.

Siamo dunque arrivati al paradosso. Ormai il cinema demoniaco ha buttato la spugna, non ci prova neanche più a instillarci quel minimo di paura atavica che un tempo ci accompagnava sotto le coperte, finita la proiezione. Preferisce stordirci a suon di urla, effettacci da quattro soldi e qualche frase ruttata in aramaico.
Il risultato, purtroppo, è solo quello di sembrare più demenziale di una puntata di Scary Movie.

PRO
Preso come film demenziale funziona

CONTRO
Il peggio del peggio del filone demoniaco

  1. bradipo says:

    eppure ho letto anche che qualcuno consigliava di vederlo…

  2. Lucia says:

    Una merda, ma di quelle che poi ci stai anche male, pensando a chi c’è dietro la macchina da presa.
    Ormai i film demoniaci sono tutti, ma proprio tutti, così. Gente che urla, roba che levita, altra gente che urla, jump scares anche se l’indemoniato va al cesso e via così.
    Però, ed è strano, ci sono alcune piccole perle del filone tra i recenti found footage.
    Tipo The Atticus Institute

    • Death says:

      The Atticus Institute l’ho visto in un pigrissimo pomeriggio estivo ma temo di essermi abbioccato malamente… dovrei rivederlo, perché non mi aveva convinto più di tanto…

  3. Steven says:

    Eh ma diamine, ci rifinisci sempre davvero in questa ciofeca!
    Io dopo The last Exorcism ho decisamente chiuso con la categoria!
    Se proprio vuoi farti del male tanto vale che ti orienti verso la filmografia della temutissima casa plagiatrice (di merda) ASYLUM o sui polentoni di Uwe Boll (occhio però perchè poi lui ti sfida sul ring!)!

  4. psichetechne says:

    L’avevo anch’io accuratamente. Sei coraggioso ad averlo sopportato per tutto il tempo del minutaggio. Per questo motivo la mia stima per te aumenta sempre più 🙂

  5. babol81 says:

    Una roba che già dal trailer promette malissimo e che credo non recupererò quando uscirà in Italia.
    No, chi prendo in giro? Lo guarderò eccome, anche solo per stroncarlo un po’!