The Possession

Posted: 2nd November 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Jeffrey Dean Morgan, Kyra Sedgwick, Grant Show, Madison Davenport, Natasha Calis, Agam Darshi, Quinn Lord, Rob LaBelle, John Cassini, Nana Gbewonyo, Erin Simms, Jim Thorburn, Amanda Dyar
Regia: Ole Bornedal
Durata: 92 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2012

VOTO: 

Sempre lieto di esser smentito. Avevo fiutato l’odore di merda, scottato troppe volte da ciofeche a tema esorcistico ben reclamizzate ma che rivelavano ben poca sostanza e la consistenza umidiccia della sciolta. E invece…

Jeffrey Dean “non c’ho voglia” Morgan è un coach di pallacanestro e padre di famiglia poco premuroso: la moglie l’ha mollato per un dentista in carriera. La versione ufficiale è che Jeffrey trascurava le sue due figlie, la realtà è che il dentista guadagna una cifra di più. Jeffrey, per nulla scosso, si compra un villone da paura in periferia e il week-end ospita le pargolette a mangiare la pizza.

Un giorno vanno al mercatino dell’usato.
Papà, papà! Mi compri questa orrenda e misteriosa scatola piena di rune ebraiche intagliate nel legno?
Tesoruccio, sei sicura di non preferire il cubo magico di Hellraiser? Guarda che il venditore non accetta reso…
E così, siccome la più piccolina ha gusti assurdi, la famigliola si porta a casa questo sarcofago in miniatura zeppo di oggettini simpatici come falene mummificate e denti.
Chiaramente la piccola comincia a dare presto segni di squilibrio: mangia senza masticare e prende a schiaffi i compagnetti di classe cafoni. Comincia anche a vomitare falene, ma quello è il meno.

Pare che l’artefice del trambusto si chiami Abizu, collega di altra parrocchia del più celebre Pazuzu. Il bello di questo demonio è che non si tratta del solito passivo che si accontenta di far prendere scagazzi alla gente con strane apparizioni e basta, questo picchia come un fabbro, rovescia un paio di persone in stile chiropratico e schioda l’arcata dentale superiore al dentista.

Ovviamente nessuno crede a Morgan, disperato, tranne il professore di culture astruse dell’università che gli mette la pulce nell’orecchio. La scatola orrenda parrebbe essere una Dybbuk Box, ovvero la casetta delle bambole dei satanassi ebraici, come del resto indicato dall’incisione runica che più o meno recita “tenere fuori dalla portata dei bambini, può provocare effetti indesiderati anche gravi quali aumento dell’appetito, aggressività, possessione diabolica“, ma siccome nessuno sapeva leggere l’ebraico…
Morgan comunque non si fa prendere dallo sconforto e si spara in sequenza una decina di esorcismi su Vimeo, e, sicuro di aver imparato tutti i trucchi del mestiere, prova a liberare la piccola. La moglie ottusa lo caccia via di casa.

Non resta che chiedere aiuto al rabbino del paese, che però si caga sotto. Dopo una crisi isterica da padre distrutto (“Vorrei vedè se capitasse a voi, anfamoni!“), giungerà in aiuto l’esorcizzatore Tzadok (in sala, il montanaro seduto dietro me reclamava anche Tex Willer) ovvero Matisyahu, la versione yiddish di Chris Martin.

Durante il rito esorcistico vero e proprio è difficile rimanere seri. Chris Martin Matisyahu si mette in testa un lenzuolo e comincia a basculare strepitando una litania incomprensibile, mentre Morgan totalmente incurante della solennità del sacramento urla per conto suo “Prendi me, prendi me!“.
Abizu esegue, ma il finale sarà happy, più o meno.

Ora, magari sembrerà dalle mie parole che il film sia una merda, ma non è così. The Possession è un film onesto, con un tema preciso svolto in maniera sobria e lineare. Sceglie di trattare la possessione secondo i canoni delle altre confessioni, argomento quasi originale (ci aveva già provato Il Mai Nato, con esiti meno felici). Bornedal porta avanti la storia con gran gusto scenografico -spiccano la fotografia livida e i desolati spazi suburbani-, riducendo al minimo i momenti gratuiti e livellando verso il basso i decibel sonori. Anche la CG è centellinata a dovere, senza strafare con gli effettacci stronzi che ammazzano la tensione e distruggono ogni credibilità. Abizu è appena mostrato, saggia scelta, ed è abbastanza inquietante. Persino Morgan sembra meno svogliato del solito e la piccola Natasha Calis è un’ossessa credibile, salvo quando abbozza una spaccata come Trinity in Matrix.

Forse The Possession non sarà il top dell’originalità, ma fa bene il suo lavoro, non è ruffiano e soprattutto non viene spacciato come il film più terrificante di tutti i tempi. Pare che sia comunque tratto da una storia vera, solitamente una grave discriminante, ma lascio a voi la scelta di crederci o meno.

PRO
Nulla di nuovo ma ben realizzato

CONTRO
Alcuni momenti son parecchio WTF

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  1. Psichetechne says:

    Concordo. Poteva essere anche meglio, soprattutto rispetto asd un approfondimento delle tematiche ebraiche, ma va bene così, questo “Possession”. Ciao.

  2. Carlo says:

    Matisyahu? Ma veramente lui??? Colgo l’occasione per farvi i complimenti, siete fenomenali.

    • Death says:

      Grazie amigo! Io Matisyahu non lo conoscevo neanche, comunque è proprio lui: esordisce in scena persino canticchiando 😀

      • Carlo says:

        Meccojoni! Chissà cos’avranno detto i complottisti. 😀 P.S. Cosa ne pensate di Arnie che si rimette i mutandoni di Conan? Ok, lui sarà sempre un mito, ma ziocane… O__o

        • Death says:

          La news è di quelle esplosive, ma non so se il fisico di Schwarzy reggerebbe il ruolo… probabilmente si tratterà di un ruolo come quello di Ron Perlman nel nuovo Conan con Jason “culo depilato” Momoa… in tal caso ce lo vedrei benissimo!

  3. Un po mediocre ma non c’è di meglio in giro sul tema per il momento.

    • Death says:

      Esatto, diciamo che dopo aver visto lammerda più merda questo spicca come gran cioccolata, pur non essendo oggettivamente un capolavoro assoluto 🙂

  4. CinemaOut says:

    Non sono ancora riuscito a recuperarlo perché, ahimè, gli ho preferito Le Belve. Diciamo che il tuo parere non mi incentiva troppo: forse Hollywood mette i freni a questi registi. Perché Bornedal secondo me c’ha un gran cazzo di talento. Provate a recuperare questo e poi mi dite: http://www.imdb.com/title/tt0478394/

  5. CinemaOut says:

    Ah, è conosciuto anche col titolo “Alien teacher”.

  6. CinemaOut says:

    E’ un “ahimè” sui generis. Le Belve fila via che è un piacere, nonostante i suoi 130 minuti. Ma nonostante alcuni squarci interessanti (soprattutto come regia “tecnica”) a me pare che sia un altro colpo a vuoto di Stone, un Stone che ultimamente sembra voglia sempre dover dimostrare che “lui è Stone”, non so se mi spiego…

  7. CinemaOut says:

    A rileggere il commento mi sembra di aver scritto più una supercazzola che qualcosa di sensato… I’m sorry!

    • Death says:

      Mi son fatto un’idea! XD Comunque a me lo Stone un po’ matto piace parecchio, quindi mi sa che lo apprezzerò! Per farti un esempio, a me garba pure U-Turn…

  8. CinemaOut says:

    Beh, qui è matterello, diciamo.

  9. Le belve come da titolo è un film brutale: decapitazioni, ultraviolenza, sesso, droga, azzione…Con una fotografia che ricorda il grande Tony Scott, scondo me un gran film. Per gli amanti del action-thriller voto senza ombra di dubbio! Io te lo consiglio Death.

    P.S.: Poi magari ci scappa anche una recensione…

  10. Death says:

    Mi avete fatto venire l’acquolina in bocca! La recensione ci scappa, assicurata! 😉

  11. Neurocoso says:

    Non l’ho ancora visto, ma già la copertina l’ho trovata piuttosto inquietante, e questo è un bene.

    Postilla su “Il Mai Nato”: mi era capitata sotto gli occhi una recensione su uno di questi giornalini gratuiti che si trovano nelle metropolitane. A differenza delle altre, su cui ci spendevano almeno sei o sette righe, questa invece era di un rigo e recitava così: “e invece, purtroppo è nato”.
    Ridevo come un idiota, sulla banchina.
    Inutile dire che il giudizio equivaleva a “gran valanga di merda”

    Cazzo, una postilla più lunga del commento. Sto invecchiando, vado fuori fuoco ultimamente. Famo che lo guardo quando c’ho l’occasione e poi ti dico 🙂

    • Death says:

      C’è anche una copertina più minimal e meno esplicita, che trovo forse ancora più inquietante (ed effettivamente ritrae uno dei momenti migliori del film!)

      Quella recensione flash de Il Mai Nato è sprezzante come poche XD

      Aspetto news sul tuo gradimento del film!