The Legend of Tarzan

Posted: 10th August 2016 by Death in Recensioni
Tags:

Interpreti: Alexander Skarsgård, Samuel L. Jackson, Christoph Waltz, Margot Robbie, Djimon Hounsou, Casper Crump, Ella Purnell, Jim Broadbent
Regia: David Yates
Durata: 109 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2016

VOTO: ½

Vado a vedere Tarzan sicuro di non sfigurare di fronte al fisico tartarugato di Alexander Skarsgård.
La mia sicurezza vacilla quando la trama mi si presenta apparentemente contorta, ricca di flashback e di intrighi dal sapore coloniale, troppo per il mio cervello (gia di suo non proprio performante) ridotto in pappa dal caldo di Agosto.

Christoph Waltz fa il gretto che se ne va in Congo a caccia di diamanti. Viene accolto in maniera poco amichevole da una tribù di mandinghi muscolosissimi capitanati da Djimon Hounsou, che però anziché incularlo a sangue decidono di fare un patto: i diamanti in cambio della testa di… The Legend of Tarzan!

Comincia proprio così, questo nuovo adattamento del romanzo di Edgar Rice Burroughs, ma nella sequenza dopo siamo già a Londra, dove Tarzan è diventato Lord Greystroke.
Tarzan incarna alla perfezione il brocardo Muscoli & Denaro, perché a un fisico bestiale forgiato nella savana abbina un lignaggio ereditario di alto bordo, tanto più che ha sposato la bella Jane che nel film ha i conturbanti lineamenti di Margot Robbie.

Con un intricato magheggio che il mio cervello non è stato in grado di cogliere, Tarzan viene spedito nuovamente in Africa e da qui in poi si sviluppa un’avventurosa quest vecchio stile, inframmezzata da flashback esplicativi del passato dei nostri protagonisti.

Particolarmente avvincenti quelli che mostrano come Tarzan sia stato allevato dalle belve più pompate della giungla, dei Gorilla coi braccioni enormi e il crestino all’insù. Bestie che gli hanno spappolato la famiglia a pestoni, per inciso, ma vabbe’, Tarzan ci si affeziona un mondo e cresce selvaggio col cazzo all’aria, capellone e con gli addominali torniti: il trionfo della bestia sull’uomo.

A mandare in tilt il mio cervello già compromesso è anche il concetto di contemporaneità spaziotemporale (non scontato, a fine ‘800), ben delineato dalle sequenze che vedono i nostri alternare le proprie vite tra i salotti alla moda londinesi e le baracche di fango e paglia congolesi, entrambe considerate “casa” ed entrambe dotate di affetti peculiari.

Naturalmente Jane verrà rapita dai gretti e Tarzan, sempre più nudo durante il film, dovrà flettere tutti i muscoli per riuscire a salvarla. Sarà accompagnato da un birbante Samuel L. Jackson che, nel momento più dubbio della pellicola, si ritrova a un passo dal leccare le palle a un gorilla gigante (sic!).

Le sequenze d’azione sfortunatamente sono troppo sincopate, abusano a dismisura del ralenti e sono aggravate da un montaggio poco efficace. Alcune mosse di Tarzan sono degne di un supereroe, specie un letale calcione capace di scagliare gli avversari a una decina di metri di distanza, mentre altri impatti appaiono fin troppo posticci e pianificati.

Poi Skarsgård si è sicuramente fatto un culo così, in palestra; c’ha degli addominali cesellati da urlo e anche una buona struttura superiore, specie la catena deltoidi-trapezi, ma in numerose scene è evidente l’intervento della computer grafica per pomparlo come solo un’assunzione massiccia e sconveniente di steroidi avrebbe potuto fare.

Alla fine della fiera, feticci fisici e interpretazioni discount (Waltz recita col pilota automatico) a parte, The Legend of Tarzan rimane un film di avventura moderno nell’impianto tecnico e narrativo ma memore e rispettoso del passato, a suo modo coraggioso nel voler riproporre una storia così datata negli ormai ipertecnologicizzati anni 2016, ignari del fascino dei grandi classici di un tempo. Ma è anche incapace di lasciare il segno con la stessa potenza degli schiaffi di Tarzan, di imprimersi in maniera indelebile nella memoria dello spettatore e, a eccezione di qualche scena (e forse dovuta solo alla mia personale sensibilità distorta), riesce difficilmente a emozionare.

Comunque ottimo per caricarsi prima di un allenamento pesante in palestra, specie se si pompa il dorso, ma potenzialmente privo di attrattive per chi se ne sbatte del proprio fisico, per chi ha sul culo gli animali selvatici e per chi si lava le palle con le storiellone d’avventura vecchia scuola.

PRO
Il trionfo della bestia sull’uomo

CONTRO
Non troppo memorabile

Compralo su Amazon in DVD e Blu-ray.

Leggiti anche...