The Lazarus Effect

Posted: 26th May 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Mark Duplass, Olivia Wilde, Sarah Bolger, Evan Peters, Donald Glover, Ray Wise, Scott Sheldon, Emily Kelavos, James Earl, Amy Aquino
Regia: David Gelb
Durata: 83 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2015

VOTO:

In The Lazarus Effect c’è un team di scienziati che sta lavorando a un fluido miracoloso capace di destare le persone dal coma profondo. Siccome sono dei veri crani, il fluido funziona oltre le più rosee aspettative: è in grado di far tornare in vita un cagnaccio schioppato.
Ma il mondo della medicina è governato dai gransoldi, perciò il team viene candidamente spedito a casa a calci in culo e il brevetto del loro fluido confiscato dalla solita corporation gretta e avida.

Rimane ancora un modo per aver salvo l’onore! Replicare l’esperimento sotto il crudo occhio della telecamera. Peccato che la figa di turno si scordi di indossare i guanti in gomma e, attivando un interruttore elettrico, finisce folgorata.
Poco male, il team ha ora la cavia perfetta per dimostrare ancora una volta l’efficacia del loro progetto. Peccato che…

Sì, insomma, avrete già capito tutto. Il trailer, del resto, era fin troppo generoso nel mostrare i risvolti (peraltro poco originali già in partenza) della sceneggiatura.
Si torna in vita dopo la morte e non è un’esperienza piacevole. Ne aveva già parlato, con risultati decisamente migliori, Joel Schumacher in Linea Mortale.

Ma siccome plagiare un solo film non va più di moda, ecco che viene introdotta l’ormai bolsa menata del cervello che funziona solo al 10% del potenziale e via dicendo.
Ma se in Lucy il medesimo spunto aveva dato esiti squisitamente cafonaction, qui l’argomento è ripreso in maniera incerta, senza che si capisca bene dove il film voglia andare a parare.

In pratica Olivia Wilde, liftatissima e la cui carriera è ormai in caduta libera, risorge come Lazzaro ma un po’ più stronza del solito: guarda tutti storto e fa i dispettuci, prima di cominciare ad ammazzare i membri dell’equipe uno a uno.

C’è la storia d’amore, c’è il negro che muore per primo, ci sono gli immancabili flashbacks, ERGO non c’è uno straccio di idea che sia originale, tant’è che il film dura tipo un’ora e dieci credits esclusi, praticamente il minimo sindacale per essere considerato un lungometraggio.

Non sorprende, allora, che la parte migliore del film siano i titoli di testa in digitale, abbastanza inquietanti, mentre il resto del film faccia sprofondare in un sonno più profondo del coma che l’Effetto Lazzaro si proporrebbe di curare.

L’unica intuizione sensata sembra essere quella per cui l’inferno consisterebbe nel rivivere all’infinito il momento più doloroso della propria esistenza terrena, ma sono piuttosto convinto che la trovata non sia nulla di inedito.
Perciò andateci cauti, spettatori di Lazarus. Non si sa mai che il vostro inferno personale possa essere poi la visione eterna di questo film.

Considerata la scarsità d’impegno profusa nella realizzazione, suggerisco di rititolare il film come Lazzaron Effect: zero sangue, zero spaventi (e i timidi tentativi vengono sputtanati nel trailer), zero idee.
Zero spaccato.

PRO
Belli i titoli di testa

CONTRO
Terribile tutto il resto

  1. lazyfish73 says:

    ” il negro che muore per primo ”
    XD XD XD

    più ne leggo,più mi fate passare la voglia di vederlo.E sì che Olivia Wilde(a prescindere dalla sua scarsa carriera recente) me ne aveva fatta venire parecchia!

    • Death says:

      Persino la Wilde è fuori forma, mi è sembrata veramente sfranta nell’aspetto… neppure lei è riuscita a salvare questo pastrocchio svogliato!

  2. psichetechne says:

    Concordo appieno con la tua recensione, fin troppo buonista: io l’ho (purtroppo) visto e, ti dirò, mi sono rifiutato di recensirlo. A presto!

    • Death says:

      Mi sono reso conto di aver recensito solo pellicole valide, nell’ultimo periodo. Evidentemente avevo bisogno di prodotti di qualità o quantomeno gradevoli… ma un ritorno alle care vecchie stroncature feroci ogni tanto ci sta! 🙂