The Last Stand – L’ultima sfida

Posted: 7th February 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Johnny Knoxville, Jaimie Alexander, Rodrigo Santoro, Luis Guzmàn, Genesis Rodriguez, Peter Stormare, Eduardo Noriega, Forest Whitaker, Harry Dean Stanton
Regia: Kim Jee-woon
Durata: 107 min.
Titolo originale: The Last Stand
Produzione: USA 2013

VOTO: ½

Dieci anni senza Schwarzy al cinema, cazzo!
Sembra ieri quando il vecchio Arnold si ritirò a giocare al Terminator in California… nel frattempo il cinema ha fatto in tempo ad evolversi, involversi e riciclare se stesso. L’ultima moda è quella di guardare al passato, in maniera nostalgica ma autoironica.
Dopo il doppio tripudio de I Mercenari, il pubblico di aficionados (come noi) bramava una pellicola dove l’austriaco più imponente della storia giocasse il ruolo di protagonista assoluto. L’idea giusta per rilanciarsi sembra essere quella di affidarsi a un regista di qualità, e non uno shooter da quattro soldi. Mentre Stallone sceglie Walter Hill per il suo Bullet to the Head, Arnold volge lo sguardo a oriente, affidandosi al talentuoso coreano Kim Jee-woon (Two Sisters, I Saw the Devil).

La trama è semplice, perché il film si propone come un tributo all’action più spensierato, quello scevro di contenuti ma ad alto tasso di adrenalina.
Il boss di un importante cartello della droga sfreccia sulle superstrade americane verso il confine messicano. Il suo culo poggia sui sedili di un vero e proprio mostro a 4 ruote, una Corvette ZR1 da 1000 cavali che tocca i 320 km/h senza troppi scazzi al motore.
Il viatico verso la salvezza passa per Summerton, tranquilla cittadina sudista ancorata alla placidità della vita di provincia. Lo sceriffo Ray Owens (Schwarzenegger) esercita in completo relax la sua professione per sfuggire a un sanguinoso passato nella LAPD.
Nonostante l’età che avanza, Ray si ritrova come ultimo baluardo alla fuga del super trafficante, passato indenne anche attraverso i posti di blocco più impenetrabili. Là dove l’FBI non può nulla, i muscoli grinziti di un vecchio osso duro possono fare la differenza.

Schwarzy, ovviamente, affronta il ritorno sul grande schermo con leggerezza, la giusta dose di citazionismo (a un certo punto spunta fuori addirittura la spada di Conan) e riflettendo col volto lo scorrere inesorabile del tempo. Gli anni passano per tutti, anche per una leggenda del cinema muscolare che invecchia assieme ai suoi fans e non ha timore di mostrarlo. Meritevole il fatto che Schwarzy, a 65 anni, sembra non abbia ricorso per nulla alla chirurgia o al lifting, a differenza di Stallone (tirato da far paura), proponendo la sua monolitica (mono)espressione decorata da rughe piuttosto marcate, che ricordano un altro grandissimo monoespressivo, Clint Eastwood.

Fisicamente Arnie sembra davvero acciaccato. Nonostante i suoi bicipiti facciano sempre la loro figura in T-shirt, il suo portamento pare a tratti goffo e impacciato, specialmente quando si tratta di compiere i gesti più comuni. Probabilmente anni e anni di squat e stacchi con carichi sovraumani gli hanno fottuto le articolazioni. Ciononostante, quando si tratta di tirare mazzate, Schwarzy sfodera tutto un campionario di suplex, powerbomb e spezzaschiena che dimostrano ancora la sua abilità in materia di sollevamento pesi (umani).

Jee-woon dirige con gusto e piglio sicuro una storia che probabilmente non gli appartiene quasi per niente. Poco male, avrà modo di rifarsi in futuro con pellicole più personali. La vicenda è più che mai classica e si innesta con una fase preparatoria non troppo movimentata, in modo da delineare le personalità dei personaggi, per poi ingranare le marce alte e schizzare a folle velocità tra inseguimenti automobilistici degni di un Fast & Furious, momenti di grande splatter inatteso e sprazzi della comicità tutta fisica del jackass Johnny Knoxville (che non perde occasione di lanciarsi in uno dei suoi stunt suicidi) per stemperare il tutto. Il finale è un vero e proprio festival di tamarrate, ambientato in località rupestri che si impongono prepotentemente sulle ambientazioni metropolitane, come a significare che non ci troviamo dalle parti dell’ultimo action tecnologico e fichetto, ma dove vige la vecchia scuola vera, muscolare e un po’ vintage.

Come contorno gourmet un cast di grandi comprimari, tra cui spicca il latino Luis Guzmàn, il mefistofelico Peter Stormare (abbonato a ruoli da motherfucker), il cop “baggiano” Forest Whitaker e il bacucco di lusso Harry Dean Stanton.

The Last Stand è dunque un film che mantiene fede alle aspettative. È equipaggiato di tutto ciò che un buon action old school deve avere – esplosioni, lanciarazzi, gatling, teste che saltano e cazzotti che volano – e funge da ripassone totale di ciò che Schwarzy è stato: non è affatto la sua Ultima Sfida, ma solo l’inizio di una nuova carriera.

PRO
Schwarzy is back

CONTRO
Le articolazioni un po’ scricchiolano

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  1. marco panattoni says:

    I AM BACK…. da T3, e Arnold, concordo, resta un MITO

  2. bradipo says:

    ” Ma tu chi sei ? ” ….”Io sono lo sceriffo!” Ecco quando ha detto questa battuta, un paio di volte se non sbaglio, mi sarei quasi alzato per applaudirlo, me lo sarei abbracciato e baciato a Schwarzy!

  3. Film grandioso, il miglior ritorno possibile!!! Una recensione che gli rende giustizzia, comunque hai dimenticato di citare quella gran topa di Jaimie Alexander che e’ brava dai.
    Adesso non vedo l’ora di vedere The tomb insieme al nuovo Conan e si vocifera che ad dirigerlo ci sara il grandissimo Paul Verhoeven !

    P.s.1: Ma sembra solo a me o dopo I Mercenari l’action sta tornando al suo vechio splendore di un tempo(grazie anche a Fast5?)

    P.s.2: Come mai solo 3 teschi e mezzo dai almeno quattro se li merita.

    • Death says:

      Se Conan lo girerà davvero Verhoeven possiamo davvero stare tranquilli!
      Secondo me non sbagli affatto, c’è stato un buon ritorno di action vecchia scuola dopo Expendables, purtroppo però pare che Last Stand abbia floppato negli USA e anche qui in Italia non è andato alla grandissima… speriamo non ci sia un’inversione di tendenza proprio ora!
      Il voto è proporzionale alla media dei film con Schwarzy: in una filmografia comprensiva di Commando, Terminator, Predator e altre bombe simili, direi che il voto ci può stare 😉