The Courier

Posted: 27th June 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Jeffrey Dean Morgan, Mickey Rourke, Til Schweiger, Miguel Ferrer, Lili Taylor, Mark Margolis, Dawn Himel, Josie Ho, David Jensen, Tom Proctor, Michael Arata, Felder Charbonnet
Regia: Hany Abu-Assad
Durata: 99 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2012

VOTO:

Jeffrey Dean Morgan credo sia l’attore hollywoodiano più scazzato della storia. Qualsiasi ruolo interpreti, sia esso il fascistissimo Comico o il segaiolo di The Resident, lo fa con un tale disinteresse in volto che dà l’impressione di preferir mangiarsi un piatto di merda fumante piuttosto che recitare.

Al contrario Mickey Rourke sembra non aver ancora imparato a scegliere bene i suoi ruoli ma qualsiasi porcata interpreti lo fa con una tale professionalità da nobilitare anche le peggio merde.
È il caso di questo The Courier, scoglionato clone di The Transporter.

Il corriere in questione (Dean Morgan) ha 60 ore di tempo per consegnare una valigetta al misterioso Evil Sivle, micidiale sicario dato per scomparso. Evidentemente Dean Morgan non è Frank Martin, perciò anzichè condurre la missione a 180khm prendendo a calci in culo anonimi scagnozzi, questo corriere da discount preferisce affidarsi alla noiosa analitica di un’indagine vecchio stile.

Naturalmente ogni indiziato viene prontamente trucidato, sicchè il corriere brancola sempre più nel buio, anche se da un certo punto in poi spalleggiato da una zoccola asian niente male. Lo schema è sempre trova l’indizio – omicidio – trova un altro indizio – altro omicidio e via discorrendo. Poi, una volta finiti gli indizi, gli sceneggiatori devono essersi guardati in faccia e devono aver detto “e mò che cazzo facciamo?”.

Allora ecco che la trama naufraga nel nonsense più totale, con complotti che sbucano dal nulla, flashback gettati a cazzo, personaggi chiave che esauriscono la loro funzione nel giro di due inquadrature e un terribile colpo di scena finale a base di Mickey Rourke travestito da Elvis Presley e paradossi temporali impossibili (Mickey – classe ’52, Jeffrey – classe ’66… guardatelo e capirete).

Capite bene che se una sceneggiatura di merda viene affidata ad un regista nazareno sconosciuto incaricato di dirigere un cast con la voglia matta di essere in qualsiasi luogo tranne che il set, il risultato vien da se.

Meno male che c’è Mickey.
Il suo ruolo è nuovamente ingrato, un po’ come quelli dei direct-to-video che girava alla fine degli anni ’90, convocato da qualche regista fantoccio esaltato di avere “Mickey Fucking Rourke” nel proprio filmino. Ma nonostante la parrucca da Elvis e il trucco sfatto – un look che non avrebber sfigurato affianco ai Kevin Costner e Kurt Russel de La Rapina – Mickey sembra essere l’unico a credere in quello che pronuncia, anche se certamente in cuor suo anche lui malediva il progetto come il resto del cast. La sua è una comparsa fugace, neanche 10 minuti, ma è l’unico vero momento in cui posso dire di essermi interessato al film. Non è un caso che il regista, resosi conto di avere tra le mani un film di merda, abbia puntato tutto sull’aspettativa della sua comparsa, costringendo gli spettatori a rimanere seduti sino alla fine in attesa di vederlo “esplodere” in scena.
Io, purtroppo, ci sono cascato in pieno.

PRO
10 minuti di Mickey Rourke

CONTRO
Senza senso

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