The Conjuring – Il caso Enfield

Posted: 10th July 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Patrick Wilson, Vera Farmiga, Madison Wolfe, Frances O’Connor, Lauren Esposito, Benjamin Haigh, Patrick McAuley, Franka Potente
Regia: James Wan
Durata: 133 min.
Titolo originale: The Conjuring 2: The Enfield Poltergeist
Produzione: USA 2016

VOTO:

The Conjuring – Il caso Enfield esce a distanza di qualche anno dal primo L’evocazione come seguito diretto delle matte avventure dei coniugi Warren, in realtà un prequel sul piano temporale sempre tratto da una matta storia vera delle loro: l’infestazione di Enfield, nota agli avezzi del paranormale come la Amytiville inglese.

Il setting si sposta infatti nel Regno Unito proprio mentre sui TG contemporanei impazzano le contestazioni al Brexit ma, essendo il film ambientato al calar degli anni ’70, si respira un altro tipo di atmosfera, forse non serenissima, come sottolineato dall'(anacronistico) esplodere marziale di London Calling subito dopo il prologo, ma comunque più conciliante rispetto ai tempi moderni.

Una famigliola composta da madre divorziata e numerosa prole a carico è insidiata da strane presenze che infestano la topaia in cui abitano. In realtà non avrebbero neanche i soldi per pagare l’affitto, per cui sarebbe sufficiente trasferirsi sotto un ponte a chiedere l’elemosina per risolvere la situazione, ma per amor di spavento i nostri si ostinano a fronteggiare le inquietanti manifestazioni.
Nello specifico, lo spettro di un vecchio morto di crepacuore mentre guardava la tele (forse segandosi di fronte a una televendita di biancheria intima?) sembra aver sviluppato una morbosa passione per la più piccola delle figliole, e ogni notte si presenta in cameretta ad ansimarle all’orecchio, sollevarle le coperte e tirarla giù dal letto per una gamba.

Aspetto piuttosto inedito, stavolta gli spiriti sono così sfrontati da fare casino anche in presenza di individui estranei alle vittime. Avete presente la solita situazione da film soprannaturale dove prima succede il finimondo ma poi, arrivata la polizia o i vicini, tutto torna a essere assolutamente tranquillo, in modo che questi pensino che i protagonisti siano pazzi?
È un cliché abbastanza abusato che, sorprendentemente, stavolta sembra esser stato riposto nel cassetto.
Le manifestazioni si presentano anche di fronte a sgomenti agenti di polizia o addirittura al cinico occhio delle telecamere di una troupe televisiva, sicché la notizia diventa di portata mondiale e il Vaticano stesso si vede costretto a inviare gli Warren (i sempre adorabili Patrick Wilson e Vera Farmiga) a fare luce sul caso.

E da qui in poi il film si struttura come il precedente episodio, con l’anamnesi del caso, le iniziali investigazioni, le false piste, le apparentemente estranee visioni malefiche (c’è una suora, una specie di monaca infame che ogni tanto appare a lanciare occhiate minacciose a Lorraine, forse la sezione più scagamutande del film) fino all’inaspettata risoluzione dell’intrigo che, complice la durata massiccia (ben 2 ore e un quarto!) riesce davvero a incasinarsi al punto giusto e spaziare tra i vari generi dell’orrore: c’è un po’ di film esorcistico, un po’ di mockumentary, un po’ di mistery classico e via dicendo, quanto basta per giustificare il film, forse diluendolo eccessivamente ma rendendolo comunque qualcosa di più del solito “more of the same” prodotto per questioni economiche.

Wan gira sempre con una tecnica della madonna, specie nella prima parte dove sono rimasto più incantato ad ammirare i movimenti di macchina che a lasciarmi spaventare dalle sequenze orrorifiche, ancora una volta saldamente incentrate su terrori atavici tipici dell’infanzia, filastrocche inquietantissime, giocattoli spaventosi che per fortuna io giocavo con He-Man e le Tartarughe Ninja e il solito corollario di demoni antichi assortiti.

C’è un passaggio in cui l’apparizione di un boogeyman è realizzata in computer grafica veramente pedestre, forse l’unica scena che mi ha fatto storcere il naso per la fattura tecnica, perché se mi sottendi l’esistenza di un babau ma non me lo mostri io mi cago in mano lo stesso, a seconda di come me la gestisci, ma se questo babau me lo sbatti in primo piano con grafica da FMV di gioco PC budget degli anni ’90, perdonami se mi scappa la risatina di scherno. Ho pensato anche che si trattasse di un qualcosa di voluto, ma resta comunque una scena risibile.

Come al solito, quando un film mi piace trovo difficoltà a parlarne troppo bene, mi sembra sterile masturbazione fine a sé stessa, non una vera e propria critica. Sintetizzo quindi dicendovi che se vi piace lo stile tecnico di James Wan e apprezzate di buon grado le ghost stories – stavolta con qualche interessante variazione sul tema compresa nel pacchetto -, fiondatevi pure a vedere The Conjuring 2, ma non fate come i fottuti teenagers che avevo affianco in sala, che non hanno fatto altro che ridacchiare isterici per farsi coraggio o dissimulare l’evidente scaga con battutine da bulli di periferia.
Perché ok, la suora infernale fa un sacco paura, ma sono molto più pericolosi due schiaffi del sottoscritto.

PRO
Un ottimo tentativo di variare la formula senza snaturarla

CONTRO
A tratti dispersivo

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  1. Walter Marek says:

    Il primo mi era piaciuto e se dici che anche questo vale me lo tenterò, forse 130 minuti per un horror mi spaventano più delle suore infernali ma si può provare…è curioso il fatto che spettri e affini finalmente compaiano anche in presenza di sbirri ben armati (il piombo caldo è inutile ma se proprio dovessi passare la notte in case così accoglienti mi piazzerei in un corridoio con tanto di XM312 e sparerei istericamente e vanamente all’impazzata per 2-3 ore, giusto per sfogarmi)…essendo creature balordissime mi dava fastidio che non si mostrassero ai poliziotti, non temono Glock e Beretta quindi come lo giustifichi il nascondino ad oltranza, sempre demoni che usano trucchetti psicologici? E dai cazzo, basta.. hai pienamente ragione, uno dei cliches più abusati e odiosi del cinema horror…a proposito di piombo contro soprannaturale il mio sogno sarebbe “Expendables vs. Poltergeist”, Sly e Terry Crews contro un Boogeyman, probabilmente neanche Tarantino riuscirebbe a girare in maniera sensata un delirio con tale “trama” ma spero che qualche folle prima o poi decida di giocarsi la carriera e ci provi…

    P.S. con tutti i mocciosi molesti e rompicoglioni che ti sei beccato negli ultimi 10 anni al cinema è MIRACOLOSO che non ne abbia ancora stordito qualcuno, magari con un bel mazzolone al cranio alla maniera dell’indimenticabile Bud ah ah..

    • Death says:

      Purtroppo l’intervento armato sembra essere sempre l’ultima opzione a cui ricorrere; i due agenti che si scagano di fronte ai poltergeist non possono certo ambire alle rassicuranti muscolarità di Sly e soci. Per un horror-sparatutto ci vedrei molto bene un Rodriguez! Tamarro, avezzo al cazzeggio e abbastanza “autoriale” da gestire un progetto così folle senza scadere nell’effetto Asylum dei vari MegaCroc contro SuperGator 😀

      • Walter Marek says:

        si hai ragione, Rodriguez probabilmente sarebbe il più indicato per girare una roba del genere, un cast robusto con gente tipo Crews, Andy “Zangief” Bryniarski e Nathan Jones ed è fatta…probabilmente non verrebbe presentato in concorso al Festival di Berlino ma sarebbero 100 minuti divertenti!