The Boy

Posted: 25th May 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Lauren Cohan, Rupert Evans, Jim Norton, Diana Hardcastle, Ben Robson, James Russell, Jett Klyne, Lily Pater
Regia: William Brent Bell
Durata: 97 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2016

VOTO:

Era da un po’ che non usciva un film del terrore al cinema, se ne sentiva proprio la mancanza (Sarcasmo? Non del tutto).
The Boy, a giudicare dal trailer, sembra coinvolgere anche uno di quei pupazzi infernali che tanto inquietano lo spettatore, sicché mi convinco che possa valere la pena di guardarlo.

La trama, però, pare un po’ una stronzata.
Greta, giovane ragazza in fuga da non si sa cosa, viene incaricata da una ricca famiglia di bacucchi di fare da babysitter a un bambolotto, Brahms, feticcio che rimpiazza il bimbo deceduto della coppia. Per inciso, ci troviamo in un castello nelle periferie inglesi: enorme, oscuro e immerso nella campagna. Bambolotti o meno, già quello mi sarebbe bastato per cagarmi addosso e rifiutare l’incarico, nonostante la paga sia precisa e cospicua.

Mammina e Papino partono in vacanza e lasciano la nostra eroina con questo pupazzo in porcellana dallo sguardo vitreo e il taglio a caschetto. Si insinua nella mente della ragazza che il pupazzo possa essere stregato: Greta comincia infatti a ricevere strane telefonate ove si ode il vociare sinistro di un pargoletto, gli oggetti della casa si spostano in maniera misteriosa e sparisce pure qualche abito sexy utile a rimorchiare qualche contadino locale (no, davvero, cosa si sarà portata a fare un vestito simile?).

In casi simili, la soluzione dell’enigma può dipendere da sole due cose: la presenza concreta di un’entità soprannaturale o un colpo di scena finale in stile Scooby Doo.
Non vi sto a svelare in cosa consista il twist ma, converrete con me, la risposta è di facile lettura.

The Boy ha dalla sua una buona atmosfera, difficile negarlo. Il maniero è sufficientemente spettrale e fotografato con toni malinconici, ambientazione ideale per una ghost story romantica e decadente.
Anche l’incipit che mescola tragicamente amore e morte è coinvolgente. A un certo punto sospetto quasi che il film sia un drammone familiare mascherato da film del terrore, con Brahms a rappresentare il transfert emotivo della perdita del proprio figlio e altre cose psicologiche così. Roba cerebrale, capito?

Il fatto è che l’incedere del film è ritmato in maniera non troppo efficace. Alla prima avvisaglia, una qualsiasi persona ragionevole avrebbe gettato il pupazzo nel fuoco, avrebbe depredato la villa di ogni bene di lusso e sarebbe fuggito ai Caraibi senza lasciare traccia. Greta invece tergiversa, si lascia spaventare e indugia di fronte ai macabri ammonimenti che non lasciano presagire nulla di buono. Quando poi la minaccia assume connotazioni più fisiche, in coincidenza con un drammatico ritorno dal passato, ci sembra di assistere a un clone malandato di un Venerdì 13 qualsiasi, uno slasher sui generis che pecca proprio nella caratteristica fondamentale del genere, ovvero la presenza di sangue e squartamenti.

Appurata la vera natura del progetto, si rimane con l’amaro in bocca per la totale assenza di spaventi nella prima parte e di esecuzioni sanguinolente nella seconda. The Boy, continuo a ribadirlo, ha uno spunto di partenza interessante e un buon utilizzo delle scenografie, ma manca di tutti i crismi fondanti del genere horror. Esangue, noiosetto, pieno di potenzialità inespresse.

Non una merda, ma neanche un capolavoro.
Guardabile? Sì. Ve lo dimenticherete il giorno dopo? Avoja.

PRO
Bella atmosfera

CONTRO
Ritmo fiacco e storia blanda

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  1. Cumbrugliume says:

    Molto (MOLTO!) più vicino ad essere una merda che a un capolavoro 🙂

  2. psichetechne says:

    Concordo più con Cumbrugliume che con la tua recensione, questa volta. Io l’ho trovato terribile, quasi inguardabile. Bè, ma i gusti son gusti, si sa 🙂 A presto e buona estate!

  3. Cumbrugliume says:

    Scusa l’OT.. se e quando vorrai, ti invito a fare un salto da me! http://www.cumbrugliume.it/2016/05/29/liebster-award-2016/