Spectre

Posted: 20th November 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Daniel Craig, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Dave Bautista, Christoph Waltz, Monica Bellucci, Andrew Scott
Regia: Sam Mendes
Durata: 148 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2015

VOTO: VOTO: ½

Io ero tra quelli che, tre anni fa, non concepiva lo spropositato entusiasmo nei confronti di Skyfall. Ricordo che, prima di andarlo a vedere, leggevo sull’internet i commenti sperticati di gente che lo acclamava come il miglior Bond mai fatto, se non uno dei film più belli degli ultimi vent’anni. Tutte cazzate. Si trattava di un film certamente di buona fattura, ma ben lontano dai picchi di eccellenza che i cialtroni del web decantavano.

Entro in sala per Spectre con la stessa carica di diffidenza, messa in discussione stavolta non da accorati elogi internettari, bensì da alcuni commenti fuori dal coro che definivano addirittura questo Bond 24 come una cagata fotonica. Non che me ne freghi nulla dell’opinione altrui, ma tra il capolavoro e la cagata c’è un bel po’ di differenza, dunque power-up di curiosità e culo ben saldo sulla seggiola, inizia il film.

La prima sequenza è confortante. Inizia con un (secondo me finto) long take ambientato a Città del Messico durante El Día de Muertos, ove Bond sfoggia un mascherone da teschio che starebbe molto meglio sul mio faccione, ma questo è un altro discorso. Per sventare un attentato dinamitardo, il nostro James rade al suolo mezza città e viene sospeso a tempo indeterminato dall’MI6 e dal progetto Doppio Zero.
Ovviamente Bond non ci sta, e comincia a indagare sull’accaduto per i cazzi suoi, spostandosi tra Roma, innevate locations austriache e “profumati” villaggi marocchini. Salta fuori che ad aver ordito il masterplan che gli caga il cazzo sin da Casino Royale è un’organizzazione criminale superpower chiamata (SPOILER!) Spectre. Sullo spoiler sono ironico, naturalmente, ma non svelerò altri dettagli, perché seppur profano capisco che ulteriori informazioni potrebbero rovinare la sorpresa a chi campa di pane e 007 da una vita.

Io invece, come già detto varie volte, apprezzo il personaggio solo dalla gestione Craig in poi, perché mi piacciono i muscoli e le sequenze di azione indiavolate, ché di vedere un attempato signorotto british cavalcare uno tsunami sopra un kitesurf (povero Pierce…) non ne ho proprio voglia.
Quindi, come si difende Spectre in quanto a muscoli e azione?

Inanzitutto Daniel Craig non si vede mai a petto nudo, se non nei (bei) titoli di coda, ma visibilmente pompato al computer. Sospetto che il Craig si sia lasciato un po’ andare dal punto di vista fisico, ed è un errore grave, perché stavolta si ritrova contro lo scagnozzo/villain Dave “The Animal” Bautista, enorme, cattivissimo ma invero un po’ sottosfruttato. Appare in 3 scene scarse, spezza il collo a un pirla, tira un fracco di schiaffi a Bond e pronuncia una sola battuta per tutto il film, e questa battuta è “cazzo”. Sì, dai, lo scontro sul treno è abbastanza poderoso, fermo restando che Craig un pugno di Batista non lo reggerebbe neanche in armatura di kevlar, ma mi sarei aspettato molto di più.

Il prologo, però, è veramente pirotecnico e vertiginoso, così come è discretamente serrato l’epilogo londinese. Il problema sta nel mezzo, dove si peregrina da una nazione all’altra senza avere le idee ben chiare su come impostare il racconto, ovviando ai vicoli ciechi con comportamenti assolutamente inverosimili, ellissi di sceneggiatura mal gestite e dei punti che avrebbero dovuto essere cruciali risolti in maniera vistosamente frettolosa.
Sempre senza voler spoilerare troppo, nel menu abbiamo un “mi hai condannato a morte ma ti scopo lo stesso”, un “da vaffanculo a ti amo in 5 sequenze” e un “cavarsela da un’esplosione subatomica con un graffietto”.
Sembra quasi che gli sceneggiatori si siano intestarditi a voler far quadrare a tutti i costi gli avvenimenti degli ultimi 4 film, col risultato che molti agganci appaiono troppo tirati per i capelli e c’è un tanfo di revisionismo insopportabile.

Stavolta poi neanche la sempre lustra patina tecnica risolleva le sorti di una pellicola troppo lunga e priva di stimoli. L’inseguimento automobilistico girato a Roma è quasi imbarazzante e la Bond Girl collaterale Monica Bellucci è inascoltabile, quando doppia sé stessa in italiano. Cristoph Waltz ormai recita con il pilota automatico e il suo villain è più ridicolo dell’Amalric di Quantum: due mossette isteriche, il solito ghigno sardonico, mocassini senza calze e caviglia fuori; più che il leader di un imponente organizzazione terroristica worldwide sembra un finocchio a secco di cazzo da troppo tempo.

Bilancia in positivo il cast di comprimari, con un sempre professionale Ralph Fiennes e un simpatico Ben Whishaw in versione supergeek.
Bella e brava, nonostante il plot ingrato, la Bond Girl ufficiale Léa Seydoux, già ammirata in Protocollo Fantasma.
E siccome ho citato Mission: Impossible, è impossibile non notare le somiglianze nell’impianto scenico che Spectre condivide proprio con la saga capitanata da Tom Cruise, che già a sua volta, nella sua incarnazione moderna, era debitrice dello spionaggio avveniristico e un po’ fighetto reso noto proprio dalle pellicole tratte dai romanzi di Fleming. Sarebbe come dire che il maestro si riduce a copiare l’allievo, e non so quanto questo possa essere onorevole.

Spectre è insomma un film che non tiene fede alle aspettative. Con un titolo simile e con il successo del fenomeno Skyfall sulle spalle, l’ultimo lavoro di Sam Mendes doveva osare molto di più, mentre invece l’ansia da prestazione ha finito per farlo diventare un action scritto maldestramente, girato con buona mano e sufficientemente spettacolare ma assolutamente non all’altezza dell’incarico. Il peso dell’hype esagerato finisce per schiacciare ogni buona intenzione e, non so i fanboys, ma allo spettatore medio rimane in bocca l’amaro di una grossa occasione sprecata.

Forse la saga ha bisogno di un nuovo reboot, di reiniziare da capo?
Non lo so, e se il nuovo Bond non sarà una montagna di muscoli forse non me ne frega neanche un cazzo.

PRO
Niente male prologo ed epilogo

CONTRO
Non all’altezza delle aspettative

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