Sotto shock

Posted: 10th February 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Michael Murphy, Mitch Pileggi, Peter Berg, Cami Cooper, Sam Scarber, Heather Lagenkamp, Richard Brooks, Timothy Leary, Ted Raimi
Regia: Wes Craven
Durata: 100 min.
Titolo originale: Shocker
Produzione: USA 1989

VOTO:

Sotto shock è un film che avevo intenzione di recensire qualche anno fa, dopo averlo rispolverato da un’oblio più che decennale, ma alla fine, non ricordo perché, non se ne fece più nulla.
Poi, quest’estate, la tragedia. Wes Craven ci lascia e con la sua morte riemergono bellissimi ricordi sopiti, assieme alla determinazione di tributarlo con una bella recensione commemorativa. Ma siccome parlare di Nightmare o Scream sarebbe stato troppo scontato, avrei gradito parlarvi di qualche suo film reputato “minore”, come Sotto Shock, per l’appunto. Anche in quella triste occasione non se ne fece più nulla, preferendo dedicargli un breve Dossier commemorativo sulla sua sfavillante carriera.

Ora che è in corso lo special concettuale dedicato ai mitici eighties, Death Row’s Time Warp ’80, l’occasione è propizia per chiudere in maniera definitiva la faccenda.

Parliamo finalmente di Sotto shock!

Sotto shock fu il tentativo di Craven, dopo aver visto la sua creatura più riuscita, Freddy Krueger, stuprata a ripetizione dai produttori cinematografici, di creare un nuovo villain al quale riservare un futuro senza complicazioni anali di natura seriale. I parallelismi con Nightmare sono innumerevoli e piuttosto evidenti, a partire dall’incipit del film, ricalcato quasi paro paro, sino al continuo giocare sul piano onirico della vicenda.

Lo spunto del film è piuttosto canonico. Horace Pinker (Mitch Pileggi, l’indimenticato Vice Direttore Skinner di X-Files), ferocissimo tecnico TV con la sconveniente passione per l’omicidio, finisce finalmente dietro le sbarre grazie alle visioni di Jonathan, clairvoyant improvvisato al quale ha ucciso la famiglia. Jonathan, che tra l’altro è pure figlio adottivo del tenente che lavora sul caso, sogna l’omicidio in maniera vivida e, grazie alla sua allucinazione, aiuta la polizia a identificare e arrestare il killer. In tempo breve, Pinker viene arrostito sulla sedia elettrica senza troppi complimenti, perché è una merda disumana con la quale pure il prete del carcere fatica a empatizzare.

Peccato che, tramite un grottesco rituale di magia nera, Horace riesca a insinuarsi nella rete elettrica mondiale sotto forma di entità soprannaturale, sfuggendo alla morte e ottenendo superpoteri pazzi come la possibilità di materializzarti da qualsiasi presa di corrente, manipolare le persone a mo’ di possessione demoniaca e, proprio come il collega Kruger, infestare i sogni delle sue vittime. Qualche anno fa, mi divertii a sfottere quel puffo ipervitaminizzato di Electro in The Amazing Spider-Man 2 proprio con un bel meme dedicato a Pinker, che riciclo in questa occasione per sottolineare la sua superiorità nei confronti di quella mezzasega azzurra.

horacepinker

A ogni modo, Pinker è ovviamente incazzato a morte con Johnatan e comincia a perseguitarlo per fargli il culo e pareggiare i conti.

Devo essere onesto.
Sotto shock non ha retto benissimo lo scorrere del tempo. La struttura del film è derivativa e anche il ritmo è altalenante, perché dopo un ottima prima mezz’ora, diciamo fino all’esecuzione sulla sedia, il film arranca vistosamente nella parte centrale, diventando un po’ ripetitivo, per nulla ansiogeno e guastato da alcune sequenze decisamente goffe, effetti speciali datati a prescindere. Non ci sono neanche pesanti dosi di splatter (gli omicidi avvengono prevalentemente fuori campo) che potrebbero risollevare l’attenzione dello spettatore tediato da uno sviluppo eccessivamente farraginoso.
La tecnica registica c’è tutta ma un po’ più di cura in fase di sceneggiatura avrebbe certamente giovato, sicché sembra che Craven stavolta abbia fallito il colpo e che il film possa essere liquidato come uno slasherino di seconda categoria, clone scaduto di Nightmare senza alcuno spunto memorabile… e invece NO!

Perché nel finale Craven si ricorda di essere Craven e infila una sequenza pazzesca in cui Pinker e il protagonista, smaterializzati nell’etere, si ritrovano digitalizzati all’interno di una televisione in balia dello zapping più selvaggio e cominciano a rincorrersi in mezzo a film, programmi televisivi, documentari storici e servizi del TG facendo un bordello assurdo, una scena concettualmente geniale e visivamente straordinaria che non perde l’occasione, tra l’altro, di ironizzare sull’influsso negativo della “TV spazzatura” sulle menti delle masse, argomento sempre attuale che ha toccato ormai apici negativi veramente preoccupanti.
Grazie a questo colpo di genio, oltre all’interpretazione memorabile di un Pileggi ferocissimo e sardonico (oh, e anche la colonna sonora hard rock non scherza mica!), le sorti del film si risollevano notevolmente e Sotto Shock si impone con prepotenza nel novero dei cult movies anni ’80, non all’altezza della produzione migliore di Craven (Nightmare e Il serpente e l’arcobaleno rimangono il top, per ciò che concerne quel decennio) ma sicuramente interessante e degno di essere riscoperto e benvoluto.

Il film ebbe un discreto successo al botteghino ma, nonostante i piani iniziali, un sequel (pianificato ma poi cancellato in favore di Scream) non vide mai la luce, confinando il boogeyman Horace Pinker in una singola, fugace apparizione, ma non per questo meno memorabile.

PRO
La sequenza dello zapping è storia del cinema

CONTRO
Derivativo e scritto maluccio

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