Solo Dio Perdona

Posted: 7th June 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas, Tom Burke, Vithaya Pansringarm, Yaya Ying, Byron Gibson, Gordon Brown, Sahajak Boonthanakit
Regia: Nicolas Winding Refn
Durata: 90 min.
Titolo originale: Only God Forgives
Produzione: Francia, Danimarca, Thailandia 2013

VOTO: 

Fischiato a Cannes dai soliti rompicoglioni perché Refn è diventato troppo importante in poco tempo. L’accusa è quella di aver voluto riciclare l’ottimo Drive, il che lascia presumere che costoro ignorino completamente il resto della produzione del danese. Effettivamente Solo Dio Perdona si propone come sintesi dei precedenti lavori del regista, con la laconicità e il gusto estetico di un Drive, lo squallore suburbano di un Pusher e l’ermetismo simbolista di un Valhalla Rising.

Julian (Ryan Gosling) gestisce una palestra di Muay Thai a Bangkok assieme al fratello Billy. In realtà è tutta una copertura per un grosso giro di droga e Billy, strafatto sino ai capelli, finisce per ammazzare una prostituta minorenne. Verrà giustiziato dal padre della vittima, per intercessione di Chang (Vithaya Pansringarm), poliziotto in pensione dall’aura quasi soprannaturale che dispensa giustizia sommaria negli ambienti più malfamati.
Julian si ritrova a dover vendicare il fratello piuttosto controvoglia, perché forse quella merda si sarebbe meritato anche di peggio, ma la sudditanza riverenziale nei confronti di sua madre (Kristin Scott Thomas) fa sì che la vendetta si compia e si innesti un sanguinoso gioco di rappresaglie.

Ma solo Chang è il detentore del gravoso compito di equilibrare i conti, come un dio della morte che esercita la legge superiore del taglione e pareggia le controversie.
Al contrario Julian, impotente e complessato per via di un rapporto conflittuale edipico mai superato, le busca di brutto nonostante la coolness del sempre bravo Gosling, ancor più silente che in Drive ma con un’indubbia presenza scenica.
Ottima anche la volgarissima Scott Thomas, davvero straniante, trasformata in una mostruosa baldracca ossigenata che strepita oscenità e plagia il figlio superstite per i suoi scopi, in culo al mother love.

Nonostante la cornice thailandese e il trailer montato ad arte lasciassero presupporre a un Kickboxer d’autore, siamo ben lontani dal pragmatismo di Kurt Sloane. L’ultima fatica di Refn è un film fortemente surrealista (dedica finale a Jodorowsky, ma anche un bell’omaggio al cane andaluso di Buñuel) dai tempi dilatatissimi e con un gran gusto foto & scenografico. Quasi ogni inquadratura ha un estetica mozzafiato e, per non dire ogni volta “sembra un quadro!”, diciamo che figurerebbe benissimo come still promozionale nel retro del DVD.
La valenza simbolica di alcune sequenze definisce le caratterizzazioni in vece dei dialoghi, praticamente assenti, ma chi si aspetta pedate sul muso a tutto andare resterà certamente deluso.

Il timore, condiviso da Guderian, di ritrovarsi di fronte a un film esclusivamente cerebrale è però fortunatamente scongiurato. Benché venga dato gran spazio all’aspetto psicologico dei personaggi, non vengono tralasciati momenti più “carnali”. La violenza abbonda, con dovizia di particolari, in numerose sequenze coinvolgenti la spada thai di Chang e la pellaccia dei colpevoli, costretti al sacrificio per ottenere l’indulgenza.
Il resto dello script, turbe psichiche a parte, è lineare e uguale a tanti altri crime movie in salsa orientale e non.

Solo Dio Perdona non è dunque un film facilissimo nel senso che, se c’avete voglia solo di veder menare le mani, la sua lentezza vi straccerà i maroni in tempo zero. Altrimenti potrete farvi trascinare dalle sensazioni che una visione così “anomala” può suscitarvi o, se siete gentili pulzelle, lasciarvi ammaliare dal bel faccino di Gosling.
Anche se…

PRO
Esteticamente supremo

CONTRO
Non aspettatevi calci rotanti a ruota libera

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  1. Fabio says:

    “Fischiato a Cannes dai soliti rompicoglioni”
    ahahahahahahhah FRASE DA INCORNICIARE, concordo pienamente, la gente che si mette a fischiare ad un festival di cinema beh, mi piacerebbe trattarli come il polziotto di questo film tratta il criminale nella scena della tortura con gli spilloni XD, cioè che diamine, sono ad un festival sul cinema non allo stadio che cazzo fischieranno sti buffoni…..

    Ok detto questo, come avrai potuto leggere dalla mia rece a me il film è piaciuto non poco, anche se siamo diversi gradini sotto l’immenso Drive, forse questa volta Refn dilata i tempi un po troppo, ma sta di fatto che questa pellicola è girata e fotografata in modo che definire sublime è un eufemismo

  2. Fisio says:

    Bella recensione con un tocco di cinefilia che so certo da chi di voi proviene 🙂 comunque lo guarderò in dvd appena esce

  3. “Non aspettatevi calci rotanti a ruota libera” ecco io mi asspettavo proprio quello, perche’ era il trailer a prometterlo. Ora non dico che per questo non lo guardero o che fa schifo a priscindere, Drive e tutti gli altri film di Riefen mi sono piaciuti(apparte Valhalla Rising), pero mi asspettavo LeBotte ecco.
    P.s.: Almeno qualche scena splatter forte forte ce?

    • Fabio says:

      si si Michael, di violenza ce ne è parecchia, una scena in particolare è spietata al massimo

    • Death says:

      Il trailer è montato ad arte per farlo sembrare un picchiaduro cafonissimo, comunque vai tranquillo Michael, ci sono un paio di sequenze piuttosto grafiche e forti…

  4. Fabio says:

    Inoltre in questo film c’è la ragazza orientale forse più bella che abbia mai visto, (la prostituta che sta con Gosling) a me le orientali non piacciono per niente, ma cacchio questa era uno spettacolo