Skin Trade – Merce umana

Posted: 13th September 2015 by Panzer Guderian in Recensioni
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Interpreti: Dolph Lundgren, Tony Jaa, Michael Jai White, Ron Perlman, Peter Weller, Celina Jade, Cary-Hiroyuki Tagawa
Regia: Ekachai Uekrongtham
Durata: 96 min.
Titolo originale: Skin Trade
Produzione: USA, Tailandia 2015

VOTO:

COMPENDIO
Tony Jaa scazzotta come suo solito contro giganti del calibro di Lundgren e Jai White, confermando ufficialmente il ruolo di action star nell’universo hollywoodiano. L’azione, nelle sua espressione più classica, bilancia in positivo una sceneggiatura piuttosto bolsa. Skin Trade è troppo patinato per essere derubricato a direct-to-video alla stregua di Missionary Man, ma fin troppo scolastico per collocarsi al livello di, che ne so, un Rogue – Il Solitario (War).

RECENSIONE
Che Skin Trade fosse un prodotto mediocre lo testimonia il fatto che, a neanche un anno dall’uscita nei cinema, ce lo troviamo sbattuto sulla prima serata di Rete 4. Io ovviamente non potevo mancare all’appuntamento, nonostante in contemporanea ci fosse Il commissario Lo Gatto, ma la curiosità così tanto sedimentata in un anno di aggiornamenti sul Facebook ha avuto il sopravvento.
Skin Trade – Merce Umana affronta il tema della prostituzione minorile. Anche questa volta, l’immagine cinematografica della Thailandia è quella di un bordello a cielo aperto. A memoria credo che solo Anna and the King possa vantare estraneità da quelle venature nefaste che a noi piace ricondurre alla bolgia di Creampie Thais.

Detto ciò passiamo alla mera parte discorsiva: Il criminale serbo Viktor Dragovic (Ron Perlman) gestisce con l’aiuto dei suoi 4 figli un lucroso business della prostituzione minorile tra Europa Orientale e Sudest Asiatico, finché non compie il passo falso di estendere le sue attività negli States. Qui la sua filiale viene stroncata sul nascere dalla rapida azione repressiva degli agenti Reed (Michael Jai White) e Cassidy (Dolph Lundgren), il quale fredda senza tanti complimenti il più giovane dei serbi davanti agli occhi del padre. Viktor gli restituisce il favore massacrandogli la moglie, bruciandogli la casa e sfruttando la piccola Cassidy in qualche bordello arabo. A questo punto il Lundgren entra in automatico in modalità shoot em up col rischio di inguaiare persino il collega thailandese Tony Vitayakul (Tony Jaa), anch’egli in lotta contro il racket dei Dragovic.

L’incontro tra i due dipana le fila della sceneggiatura ma senza tanti colpi di scena. La materia del film è abbastanza banale da non convincere lo stesso Lundgren, che appare un po’ incartapecorito. Dicasi lo stesso per Jai White, che sembra implodere all’interno del suo completo con panciotto, e probabilmente ciò costituisce la causa di una certa goffaggine nel gesto atletico. Unica effervescenza da parte del saltimbanco Jaa, decisamente manierista nelle sue pleonastiche “ruote” sopra i cornicioni ma unico tra i colleghi a buttare fiato su questa roba.

Un discorso sul messaggio sociale: al termine del film appaiono due righe sulle cifre del racket della prostituzione minorile. Ciò significa che il film vorrebbe sembrare serio. Ma è inutile negare che la questione sia strumentalizzata per far saltare teste e fuochi d’artificio. Senza contare che la faccia di Tony Jaa provoca tutto fuorché commozione. Non possiamo infatti cancellare con un colpo di spugna mesi e mesi di following del #SOCIALMEDIACONTENTMANAGEMENT di Tony, di cui proponiamo alcuni contributi:

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P.S. C’è anche quella sagoma di Cary-Hiroyuki Tagawa, ma viene BLASTATO SUBITO, prima comparendo in scatti pornografici, poi saltando su un razzo sparato dal solito Lundgren, delicatissimo.

tagawa

PRO
Lundgren vs Jaa vs Jai White

CONTRO
Trama insignificante

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