Sex Crimes – Giochi pericolosi

Posted: 26th October 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Matt Dillon, Kevin Bacon, Neve Campbell, Denise Richards, Theresa Russell, Bill Murray, Daphne Rubin-Vega
Regia: John McNaughton
Durata: 108 min.
Titolo originale: Wild Things
Produzione: USA 1998

VOTO: ½

“Dov’è la sua pompa, signor Lombardo?”
Basterebbe questa battuta, pronunciata da una Denise Richards da capogiro a un allupatissimo Matt Dillon, per annoverare honoris causa Sex Crimes tra i cult movie.
In realtà si tratta di un thriller erotico parecchio furbetto, con un cast di fighe stellari (all’epoca lanciatissime) e un intrigo in più punti sorprendente, ma che, all’epoca, mi meravigliai di scoprire essere stato girato dallo stesso John McNaughton di Henry – Pioggia di sangue.

La storia vede appunto Dillon nei panni di Sam Lombardo, professore universitario idolo delle studentesse e scopatore incallito – si mormora abbia trombato il 50% delle donne della ridente cittadina di Blue Bay, Florida -, accusato di stupro da una delle sue allieve, Kelly Van Ryan (Denise Richards), figlia di una delle famiglie più potenti del paese e la cui madre, MILF totale, prendeva grosse quantità di nerchia proprio da Lombardo.
Sam si rivolge allo spregiudicato avvocato Ken Bowden, un Bill Murray irresistibile con borsalino e collare ortopedico per ingannare l’assicurazione, mentre due cops esperti in crimini sessuali, Kevin Bacon e Theresa Russell, indagano sull’inghippo a luci rosse.

Lo scioglimento della vicenda non sarà scontato, dal momento che nel giro di 40 minuti ci sono almeno una decina di plot twist, tutti ribaltoni da paura, ed è proprio questo uno dei maggiori punti di forza di Sex Crimes.
Aldilà dell’aspetto puramente pruriginoso, perché comunque il marketing esige giustamente che vengano reclamizzate le scene lesbo o le scopate threesome (nulla di ché, oltretutto… giusto le tette della Richards) piuttosto che la sceneggiatura, a rendere Sex Crimes un film per certi versi memorabile è proprio l’ottima gestione di un cast di superstar, perlomeno nel ’98, riunite da uno script di qualità, un po’ legal thriller, un po’ porno soft, un po’ noir, sicuramente caliente come le paludose locations della Florida in cui l’intrallazzo ha luogo.

E poi sì, anche le scene hot, inutile negarlo, perché anche se Verhoeven ci aveva ben abituato a sequenze decisamente spinte, in Basic Instinct così come nel delirante Showgirls, Sex Crimes cerca di spingersi un po’ oltre addentrandosi in territori “proibiti” (all’epoca PornHub e la categoria teacher threesome non esistevano neanche nelle fantasie dei segaioli più esperti) e mettendo a repentaglio la carriera di due stellette nascenti e in ascesa come la Richards, affermatasi con Starship Troopers sempre di Verhoeven (anche lì a tette di fuori), e Neve Campbell, fortissima del successo di Scream. In effetti Denise e Neve, dopo averci dato dentro con la lingua immerse in una lussuosa piscina, non è che abbiano poi lavorato così tanto, successivamente.

Si sente la mancanza di qualche improvviso lampo di violenza esagerata, la stessa che in Henry lasciava atterriti proprio per la sua imprevedibilità, ma forse i produttori si saranno un po’ cagati sotto a spingere sul pedale di porno e splatter, ché l’argomento delle teenagers stuprate era già un azzardo non da poco.

Stranamente anche McNaughton, così come gran parte del resto del cast, ha lavorato pochissimo negli anni seguenti, concentrandosi prevalentemente su roba televisiva.
Sembra quasi che Sex Crimes, nonostante la profusione di sequels spuri usciti nel corso degli anni, sia stato un film ammazza-carriere, una di quelle pellicole maledette capaci di perseguitare la crew anche a distanza di anni. Forse colpa del cadavere ritrovato a galleggiare sul fiume, durante le riprese? Forse troppo audace per l’America puritana che tutti segretamente disprezzano ma che nessuno ha coraggio di infamare in pubblico? O forse film di merda che piace solo a me, abbagliato da ricordi adolescenziali?

Quale che sia la verità, Sex Crimes rimane un neo noir interessante, scritto e recitato a dovere, con un cast in palla e un paio di sequenze da antologia, per quanto ruffiane potessero essere. Perché, ipocrisie a parte, un ménage à trois con la Richards e la Campbell è un qualcosa per cui vale la pena uccidere…

PRO
Ottimo script e un po’ di pruriti

CONTRO
Stranamente caduto nell’oblio

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