Senza tregua 2

Posted: 28th September 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Scott Adkins, Robert Knepper, Rhona Mitra, Tamuera Morrison, Sean Keenan, Ann Truong, Adam Saunders, Troy Honeysett, Jamie Timony
Regia: Roel Reiné
Durata: 112 min.
Titolo originale: Hard Target 2
Produzione: USA 2016

VOTO: ½

Progetto un po’ particolare (e inaspettato), quello di rispolverare con un seguito l’ottimo Senza Tregua di John Woo, datato 1993. Un sequel a così tanti anni di distanza potrebbe rimarcare l’innegabile scarsità d’idee contemporanea, ma finché si producono ancora action con calci rotanti non ci si può lamentare, è tutto grasso che cola.

Più che di sequel, in realtà, si potrebbe tranquillamente parlare di remake, perché cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. No, non ci troviamo a New Orleans, il protagonista non è cajun e non ha il mullet lunghissimo e unto, ma anche se l’incipit è doverosamente variato, il succo del film rimane lo stesso.

Wes Bailor (Scott Adkins), noto sul ring come “il carceriere” (“jailor“, che fa rima n.d.), è un campione di MMA superforte che, nei primi minuti di pellicola, si deve scontrare a Las Vegas per il titolo mondiale. Polverizza di botte il suo contendente e, già che c’è, gli spezza il collo con un funambolico calcio volante.
Si scopre immediatamente dopo che i due lottatori, in realtà, erano amici fraterni. Wes è distrutto dal rimorso.
Certo, avrebbe dovuto pensarci prima di tempestare di calci pazzeschi il suo amicone, ma ormai la cagata è fatta.

Corroso dai sensi di colpa e allontanato dal circuito professionistico di serie A, Wes si ritrova in Thailandia a combattere sordidi incontri clandestini. Qui viene notato da Aldrich (Robert Knepper), procuratore squallidissimo che gli propone un ultimo grande incontro in Birmania, con una borsa in palio di mezzo milione di dollari.
La puzza di merda si fiuta lontano un miglio, ma Wes, a cui ormai frega meno che un cazzo, accetta.

Per sua sventura, si ritrova nel buco del culo del Myanmar, in una fitta foresta, inseguito da pittoreschi ricconi (c’è il nerd, il torero, il texano, la figa in latex…) in motoretta armati di balestra. Ebbene sì, l’incontro era solo una sonora presa per il culo, in realtà si tratta di una caccia all’uomo con le medesime modalità viste nel film di Van Damme.

Il film si articola dunque sul tentativo di fuga del nostro baldo protagonista, mentre questi laidi figuri cercano di fargli il culo in ogni modo possibile. Naturalmente, nonostante l’iniziale svantaggio, la situazione mutua in qualcosa di simile a Rambo, con i cacciatori che diventano gradualmente prede e finiscono scannati a colpi di machete o di calci in testa.

Senza Tregua 2 è un onestissimo film d’azione che peccherà anche nell’originalità del plot, ma si riscatta con un ritmo serratissimo e una cospicua quantità di combattimenti, esplosioni e tutte le belle cose divertenti che fanno felici gli action fan degli anni ’90.
Adkins non è Van Damme in quanto a carisma ma non è un problema; il buon Scott sta maturando come attore e anche se le giunture non sono più quelle di Undisputed 2, perché gli anni passano per tutti, rimane sempre capace di regalare brividi ipercinetici come, tra i tanti, due motociclisti disarcionati con un calcio in spaccata in volo e una resa dei conti improvvisata in un handicap match 5 contro 1 (tra i 5 spicca pura JeeJa Yanin con lo stesso taglio corto mostrato in Never Back Down 3).

Per i più feticisti, la cricca di aguzzini annovera tra le sue file anche Rhona Mitra (Doomsday) con top e pantaloni di pelle. Chissà che sudata.

La produzione, per un direct-to-video, è veramente eccellente. Ormai la qualità di questi prodotti destinati al circuito domestico sta raggiungendo degli standard veramente notevoli e il film non avrebbe sfigurato affatto, sul megaschermo di una multisala, soprattutto vista e considerata certa spazzatura uscita negli ultimi anni.
Roel Reiné, specialista del genere, non è John Woo – anche se prova a omaggiarlo girando una sua personalissima sequenza al ralenti con le colombe – ma dirige con grande mestiere e con buon senso tecnico coreografico. Nonostante la trama parrebbe dover escludere giocoforza scene di lotta (un calcio rotante non ha proprio la stessa potenza di un M16), con qualche stratagemma Reiné riesce a infilare almeno una decina di scontri one on one, permettendo ad Adkins di esprimersi al meglio e a noi di etichettare il film tra i martial arts flick sotto copertura.

A proposito di citazioni, ho sperato fino all’ultimo che Adkins riproponesse l’ormai leggendaria miscela di pistolettate e calci rotanti sfoggiata dal Van nell’originale, o almeno il suo stile di tiro anticonvenzionale con la pistola girata all’ingiù e il grilletto frullato con l’indice (alzi la mano chi non ha mai provato a emularlo, in sala giochi…), però no, pazienza.

Comunque consigliatissimo.

PRO
Più un remake che un sequel, ma con molte più botte e combattimenti

CONTRO
Niente mullet unto, niente canottiere, niente serpenti morsicati…

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  1. Consigliatissimo davvero. È un filmaccio brutto, sporco e cattivo, con tanta violenza e girato proprio bene.
    Mi sono divertita un sacco.

  2. Blackporkismo says:

    Del primo Senza Tregua mi ricordo il mullet di Van Damme e che non bastava un caricatore per uccidere uno sgherro ci voleva pure un round house kick finale!
    Tra l’altro mi sembra che il bluray sia un director’s cut,Adkins e un grandissimo atleta forse gli manca un pò di carisma o il viso lo rende più adatto a fare il cattivo.

    • Death says:

      La combo pistolettata + calcio rotante è da storia del cinema! Straordinaria!
      Adkins marzialmente è un drago, peccato per il viso un po’ troppo “standard”. Oltretutto ha già lavorato per qualche produzione cinematografica, ma mai in ruoli di gran rilievo… difficilmente lo scrittureranno come protagonista assoluto in una pellicola a grosso budget, ma forse è meglio così, se il risultato è Hard Target 2!

  3. Walter Marek says:

    certo che almeno una citazione dell’originale ci sarebbe stata! la zugatina e il colpetto secco per stordire il serpente forse sono impossibili da replicare perché sarebbe blasfemo imitare l’espressione concentrata del Van, suo marchio di fabbrica…però almeno il mullet viscido o come dicevi tu un omaggio alla sequenza finale con tanto di bomba a mano nel pacco del villain (“ops…” cit. Lance Henriksen) ci stavano… vabbé in ogni caso mi hai incuriosito, darò una chance al buon Scott!

    • Death says:

      Effettivamente quelle gigionerie se le poteva permettere solo il Van dei tempi d’oro, impossibile imitarlo! Comunque come villain hanno preso una sorta di sosia di Henriksen, gli assomiglia abbastanza… però niente granata nelle mutande, purtroppo! 😀

  4. Walter Marek says:

    dai non male, Adkins è cazzuto anche se la seconda parte del film mi è sembrata un po’ bolsa e ho trovato inconsistenti i “cattivi”…comunque si guarda tranquillamente, purtroppo nella stessa serata mi sono sparato “Vendetta e redenzione”, cagata immonda con un Van Damme mortificato, vederlo così bistrattato e dimesso mi ha rovinato la digestione.. se non l’hai ancora visto te lo sconsiglio caldamente..

    • Death says:

      Dovrebbe essere Swelter, giusto? Io i film del Van li ho visti tutti, ma ti giuro che questo qui (assieme a UFO, che dev’essere inguardabile) non mi è mai venuta voglia di guardarlo neanche di striscio…

      • Walter Marek says:

        si il titolo originale è Swelter…la trama (almeno leggendo su wikipedia) sembrava interessante e pensavo che Van Damme fosse il protagonista indiscusso invece la storia viene sviluppata in maniera mediocre (salverei 20 minuti su 90) e soprattutto al Van riservano una parte che nel complesso rasenta il ridicolo…credo che il buon Keith Parmer (regista e sceneggiatore, un artista completo) dovrebbe dedicarsi allo spurgo delle fognature e lasciar perdere il cinema..