Schegge di follia

Posted: 16th March 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Winona Ryder, Christian Slater, Shannen Doherty, Kim Walker, Lisanne Falk, Patrick Labyorteaux, Jennifer Rhodes, Penelope Milford
Regia: Michael Lehmann
Durata: 102 min.
Titolo originale: Heathers
Produzione: USA 1989

VOTO:

Un liceo di una piccola cittadina dell’Ohio è dominato da 3 puttane superpopolari col cervello di un protozoo e l’innata propensione al rendere la vita un inferno agli studenti comuni, considerati inferiori poiché poco fashion o più preoccupati dall’avere una buona pagella piuttosto che un taglio all’ultimo grido. Questa trinità di zoccole, chiamate tutte Heather (Heathers è infatti il titolo originale del film), sono spalleggiate da Veronica (Winona Ryder), ragazza di buona famiglia che segretamente vorrebbe ammazzarle tutte ma, pur di sopravvivere alla bolgia scolastica, è ben disposta a leccarle il culo a trenino.
A rivoluzionare la situazione interviene J.D. (Christian Slater), fascinoso studente trasferitosi da poco che osserva le dinamiche dai margini e insinua nella mente di Veronica la possibilità di ribellione.
I due cominceranno a frequentarsi e a mettere in atto uno spaventoso piano distruttivo che porterà prima all’eliminazione sistematica degli individui più “feccia” dell’istituto, stecchiti inscenando degli elaborati suicidi, fino a pensare di disintegrare l’istituto stesso con tutti i suoi studenti all’interno.

Schegge di follia è un riuscitissimo mix di commedia nera, satira sociale ferocissima e una spruzzata di slasher.
La prima sezione è abilissima nel delineare una situazione scolastica – e, per estensione, sociale – allo sfascio. Nel borghesissimo Ohio, tanto benestante quanto superficiale, ha successo solo chi, con una faccia da culo esemplare, infama alle spalle gli altri per godersi gli onori derivanti dal non essere la persona offesa, una meccanica gretta che imperversa, purtroppo, ancora oggi.

Allora i propositi di J.D., lo “straniero” che ha viaggiato lungo metà degli Stati Uniti e ha capito che il disagio è diffuso e proliferante, sarebbero quelli di ripulire la società da questi rifiuti cancerogeni che soffocano l’individuo e non permettono un’interazione virtuosa tra gli appartenenti alla stessa comunità, difatti ghettizzandone alcuni ed elevando a divinità proprio quelli meno meritevoli.
Peccato che, nel borghesissimo Ohio – tanto benestante quanto superficiale, come dicevamo -, il suicidio, o meglio la morte prematura, porti a rivalutare anche la persona più meschina della merda, auto-eliminatasi in quanto sofferente di un mondo incapace di accettarla. Così, quella troia di Heather n° 1, sempre pronta a sbeffeggiare le studentesse ciccione o i nerd della classe, passa per povera vittima e santarellina quando viene ritrovata con metà flacone di Mr. Blu Sgorgatutto nello stomaco. Nessuno sarebbe stato capace di comprendere il suo rovello interiore, dice nella sua lettera d’addio, vergata in realtà da una Veronica al top del lirismo.

La società contorta e deformata da media invadenti e persuasivi arriva addirittura a concepire il suicidio come un atto dovuto della libertà individuale, giacché cominciano a moltiplicarsi gli epigoni, tutti salutati come coraggiosi eroi delusi dalla vita e consapevoli artefici del proprio destino.
Un simile cortocircuito mentale va fermato con un attentato dinamitardo capace di deflagrare il liceo e tutti i suoi abitatori, alla luce di quanto esposto dai TG, forse non così meritevoli di essere salvati.
Peccato che Veronica rinsavisca e, ignorata da tutti, cerchi di ostacolare un J.D. sempre più succube della sua lucida (e fino a un certo punto logica) follia annichilitrice.

Anche se potrebbe esser banalmente scambiato per una black comedy grottesca per teenagers, Schegge di follia raccoglie in sé una carica sovversiva anti-americana spaventosa, stemperata certamente dai toni leggeri e dal costante ricorso all’ironia, sempre a denti stretti, ma proprio per questo capace di esser lanciata a un pubblico molto più vasto del solito film di denuncia che si cagherebbe solo il cinefilo appassionato o l’anarco-insurrezionalista con la maglietta di V per Vendetta e l’iPhone 6 in tasca.
Nessuno stupore se il film, che oltretutto floppò pesantemente al box-office, fu accusato di promuovere il concetto di suicidio ai giovani perché, per fortuite coincidenze, agli esordi della Generazione X qualche poveretto cercò di impiccarsi. Il ché, per derivazione, conferma la bontà del messaggio veicolato, che è esattamente opposto all’auto-eliminazione, a favore di una condotta di vita più empatica e socialmente volitiva, e la terrificante stupidità dei media avvoltoi, che puntualmente capiscono l’esatto opposto di tutto e spargono il loro veleno worldwide, causando anche danni collaterali non trascurabili.

PRO
Commedia nerissima pregna di sociale

CONTRO
Se c’è il rischio di capire aglio per cipolla…

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  1. poison says:

    Adoro questo film che – quando passò in concorso al Torino Film Festival, che però allora si chiamava ancora “festival internazionale cinema giovani” – usci con il titolo di “LETHAL ATTRACTION”.
    Ma secondo me “Heathers” è perfetto, e il tuo “trinità di zoccole” ancora di più.
    Comunque all’epoca lo vidi più volte.

    • Death says:

      Non sapevo di questo titolo alternativo, per una volta avrebbe avuto pure senso! Grazie per la segnalazione e il tuo ricordo, molto graditi! 🙂

  2. Belushi says:

    Grande film, Lehman era un regista interessante, almeno agli inizi. Mi ricordo “Meet The Applegates” che mi piacque molto, così come “Hudson Hawk”, comunque questo è il suo film migliore. Non ci fu un problema del cazzo quando fu trasmesso in prima serata, non mi ricordo più molto bene, qualcuno che imitò la scena dell’impiccagione, rimanendoci secco. Vabbè. Un paio d’anni fa, credo, lo replicarono su rai Movie con il suo “gemello” anni settanta, ovvero “Massacro al Central Central College”. Ciao Death!!! Grande!!!

    • Death says:

      Grandissimo anche Hudson Hawk! Ricordo che fece un floppone al cinema ma poi dominò i palinsesti televisivi a lungo. Effettivamente saranno quasi vent’anni che non lo vedo… credo di avere ancora una VHS registrata dalla tele, da qualche parte…
      Massacro al Central College mi manca, vedrò di recuperarlo! Un saluto, amigo! 😉