RoboCop (2014)

Posted: 20th February 2014 by Death in Recensioni
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Interpreti: Joel Kinnaman, Gary Oldman, Michael Keaton, Abbie Cornish, Jackie Earle Haley, Michael K. Williams, Jennifer Ehle, Jay Baruchel, Samuel L. Jackson
Regia: José Padilha
Durata: 118 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2014

VOTO: 

Sembra che ormai vada al cinema solo a vedere remake, il ché tratteggia un quadro piuttosto desolante dei palinsesti cinematografici attuali (a meno che non mi preferiate a recensire Storia d’Inverno, con Colin “sopracciglione” Farrell che fa il languido per cercare di riscattare la sua immagine dopo lo squallido sex tape di qualche anno fa).

Ampiamente spernacchiato in fase promozionale, RoboCop 2014 cerca di rilanciare lo storico poliziotto di latta del celebre film di Verhoeven, operazione che si commenta da sola in quanto a inutilità, perché RoboCop 1987 era un ottimo fanta-poliziesco zeppo di trovate narrative e stilistiche che non è invecchiato di un solo istante.

Un cast di rilievo e un regista intrigante (il Padilha di Tropa de Elite) facevano quantomeno presagire un prodotto dignitoso, nonostante il PG13 ci ammonisse di non riporre troppa fiducia nel progetto.

Invece RoboCop 2014 è un film mortalmente palloso. Palloso e inutile, anche se l’ho già detto, ma è bene ribadirlo.
Uno dei miei timori iniziali era che il film potesse essere una tamarrata tutta action e niente sostanza, ma durante la visione ho rimpianto quella preoccupazione, perché il film vorrebbe essere profondo, puntando tutto su dialoghi e faccette corrucciate, ma il risultato è che:

1) Manca tutto il cinismo di fondo, riducendo le critiche militariste e sociali alle tirades qualunquiste di un Samuel L. Jackson sempre più presenzialista e perciò insopportabile.
2) Non c’è uno straccio di splatter o gore. Murphy non viene crivellato a colpi di shotgun ma deflagra blandamente assieme alla sua utilitaria. Nessun criminale viene sparato nei coglioni né alcun scagnozzo viene squagliato da una cisterna di rifiuti tossici.
3) Le sequenze d’azione sono poche e sembrano appicciate con lo sputo giusto per destare lo spettatore, piombato in catalessi di fronte al dramma di un uomo cyborg sovraumano dotato di mano organica ma non di pisello da smanettare. Inoltre, sono girate in maniera confusissima e aprossimativa, ricorrendo pure al laido stratagemma della sparatoria epilettica al buio, forse perché non c’avevano voglia di realizzare effetti speciali appositi.
4) La trama è contorta e priva di mordente. Si gira a vuoto per più di mezzo film, poi RoboCop si ricorda di avere un conto in sospeso che risolve in pochi minuti e qualche dozzina di proiettili. Rimasto a corto di nemici, ci si inventa un plot twist giusto per concludere una sceneggiatura in evidente stallo. Murphy è ritratto in maniera più umana e cosciente e questo, paradossalmente, azzera completamente il dramma etico dell’uomo-macchina.

E basta, ci si trascina sino alla fine con due coglioni così, due ore che sembrano un’eternità. A poco serve l’istrionismo di Keaton o il professionismo navigato di Oldman (dispiace vederlo relegato a loffie produzioni commerciali, quando potrebbe fornire prestazioni molto più eclettiche).

Poi vabbe’, si potrebbe parlare anche di quanto sia ordinaria la rivisitazione moderna dell’armatura, anche se si cerca di omaggiare il prototipo durante le prime fasi di collaudo.
Al contrario, ho gradito particolarmente il Murphy dissezionato ma senziente, forse l’unica sequenza veramente d’effetto dal punto di vista grafico.
C’è pure qualche citazioncella qua e là, solo per i fans più attenti, ma la sensazione di fondo è che questo film sia nato senza uno straccio di idea valida, tale da giustificare la produzione stessa. Mi sento di fare il parallelismo con il nuovo Total Recall, guarda caso pure quello tratto da Verhoeven, tecnicamente realizzato a dovere, col culo parato da un buon budget e da un cast di celebrità, eppure così vuoto, sterile e privo di qualsiasi attrattiva per chiunque abbia già visto il film di riferimento.

PRO
Buon cast

CONTRO
Senz’anima

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  1. bradipo says:

    eppure sono curioso, magari lo spernacchio lo stesso ma una visione in memoriam ( dell’altro) voglio dargliela…

  2. Cleaned says:

    Il fatto che esistano i remake è “il male” del secolo e si può vivere benissimo senza vedere questo.

    Eppure… ho visto un minimo di sforzo di cambiare qualche carta in tavola invece di fotocopiare inutilmente.

    ***SPOILER

    Nel primo film c’era tutto un crescendo ben calibrato di lui che (ri)prende coscienza lentamente e combatte la macchina con la sua anima. Crescendo che culminava negli ultimi minuti con la maschera tolta, le direttive OCP sfanculate per sempre e Robocop che dice “da oggi chiamatemi Murphy”. La questione del tornare più umano e più libero era insomma utilizzata come finale perfetto (nel senso che non avrebbero dovuto girare alcun sequel) mentre qui lui è un semplice uomo bionico ben cosciente di essere Murphy, molto chiacchierone (pure troppo) e riconosciuto ufficialmente da colleghi e parenti, fin da subito. E si trasforma in super-Murphy all’occorrenza con questa storia della visiera a scomparsa. Una scelta narrativa (da cinecomics) ben diversa che motiva almeno un giro di visione in divx.

    Qualche “ideuzza” nuova ci sta (anche il fatto che possono spegnerlo a distanza) e alla fine i momenti in cui funziona meno sono proprio quelli in cui cerca di ricordare il cult originale utilizzando scene simili e frasi storiche (“vivo o morto tu verrai con me”). Perché è nel confronto che tutto risulta più moscio.

    • Death says:

      Sono d’accordo che abbiano tentato di distanziarsi dall’originale con la scelta di tenere Murphy cosciente della sua situazione, eppure, come scrivevo, per me è una scelta che ammazza tutto il pathos. Tutte le varie scenette in casa, col bambino che tra un po’ si infoga abbestia per avere il papi in versione Iron Man, la moglie che frigna ma L’HA VOLUTO LEI ecc. ecc.
      Avrebbero potuto sfruttarlo molto meglio, che peccato.
      D’accordissimo anche sulle citazioni obbligate che suonano forzatissime (più simpatica invece quella dove Haley sfotte Robocop con “Non lo comprerei per un dollaro”).

  3. Fabio says:

    ti dirò, mi aspettavo peggio, il trailer era orrendo, il film è tuttosommato guardabile, cmq si non se ne sentiva la necessità.

    Se ti interessa ho scritto anche io la rece

    http://fabiobraccioni.blogspot.it/2014/02/robocop.html

  4. Horace Pinker says:

    Visto l’amore che ho per l’originale (unico ed inimitabile) di Verhoeven,credo proprio di aver sprecato 118 minuti inutilmente. Inutile dare un nome a una cosa per fare hype se poi alla fine non c’entra un cazzo. E poi Robocop è e sarà sempre Peter Weller.