Redemption – Identità nascoste

Posted: 21st December 2014 by Death in Recensioni
Tags:

Interpreti: Jason Statham, Agata Buzek, Vicky McClure, Benedict Wong, David Bradley, Christian Brassington, Lee Nicholas Harris, Andrew Ellis, Jason Wong
Regia: Steven Knight
Durata: 100 min.
Titolo originale: Hummingbird
Produzione: USA, Gran Bretagna 2013

VOTO: 

Non è proprio il film di Natale ideale, ma mi ritrovo a recuperare Redemption – Identità nascoste dopo averlo inspiegabilmente ignorato alla sua uscita in sala.
Si parla di uno Statham meno avezzo a menare le mani e più tormentato del solito, ma sempre con quel grugno a cui è difficile non voler bene.

Jason è un ex-soldato delle forze speciali che ha perso la brocca e si è ridotto a barboneggiare per le vie più sudicie di Londra. Ovviamente tutto ha una spiegazione, ma non sarò io a spoilerarvela.
Comunque, Jason a un certo punto è costretto a fare a botte con alcuni pusher balordi, e lì ci si aspetta che li stecchisca con le sue consuete combinazioni di CQC e calci nel culo… e invece no, Jason le busca di brutto ed è costretto alla fuga, moribondo.

Trova rifugio in un attico paura, roba da molte migliaia di paperdollari, che appartiene a un finocchione (a giudicare dai quadri ritraenti muscolosi culi maschili disseminati in ogni angolo della casa) in viaggio d’affari. C’è pure un po’ di cash in un cassetto e delle carte di credito pronte all’uso. Come giustificare la propria presenza a casa di uno sconosciuto? Semplice, basta raccontare ai vicini di essere l’amante del finocchione, nonostante Jason avesse precedentemente dichiarato di non essere “the gay” in Transporter 3.

Ma siccome l’appropriazione indebita non è nelle sue corde, il nostro usa lo stretto indispensabile per rifarsi look e guardaroba e poi si cerca un onesto lavoretto per sbarcare il lunario, al soldo delle triadi cinesi ovviamente.
Il suo fine ultimo è in realtà quello di sgominare una banda di papponi e spacciatori, invischiati in un sordido giro di mignotte malmenate.

Allora, dopo una fase preparatoria piuttosto lunga, il film assume dei tratti marcatamente action, con tutta la doverosa sequela di pugni alla gola, pistolettate, macho vengeance e persino una goffa liaison con una suora.
E siccome Jason deve rimarcare ancora una volta di non essere “the gay“, sappiate che ebbene sì, si bomba la suora (fuoricampo) dopo una rocambolesca uscita galante.

Il finale è agrodolce, catartico ma vagamente malinconico. Infatti Steven Knight, già sceneggiatore de La promessa dell’assassino, non dev’essere il tipico shooter da film muscolare senza cervello, appare ancor più evidente dalla sua opera seconda Locke (che vi consiglio caldamente, a patto che non vi stia sul cazzo il faccione barbuto di Tom Hardy).

Redemption dunque è una pellicola che lavora di atmosfere, quelle ai neon notturni londinesi, e con un buon lavoro di caratterizzazione dei personaggi, pur concedendosi le tanto amate sfuriate marziali che tanto ci fanno fomentare di fronte allo schermo.

Statham copre i muscoli e cerca ormai sempre più la svolta d’attore. A volte gli va bene (Homefront), altre un po’ meno bene (Parker), ma rimane comunque uno dei pochi eroi d’azione moderni degni di esser seguiti.
Aspettiamolo al varco in Fast & Furious 7, per vedere se la sua comparsa in quella che è forse la serie action più poderosa del momento sarà in grado di dargli quel boost di popolarità necessario a farlo figurare in film tripla A.

PRO
Naughty nuns gone wild

CONTRO
Forse da Jason vorremmo più mazzate?

Leggiti anche...