Real Steel

Posted: 18th January 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Hugh Jackman, Evangeline Lilly, Dakota Goyo, Anthony Mackie, Kevin Durand, Hope Davis, Olga Fonda, James Rebhorn, Antoinette Nikprelaj, David Alan Basche, Karl Yune, Richard Goteri, Ron Causey, Torey Adkins
Regia:
Shawn Levy
Durata:
127 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2011

VOTO: ½

E proprio quando Guderian mi accusa di recensire solo blockbusters (minacciando una recensione di Acapulco, prima spiaggia… a sinistra che mi provoca una crisi di angoscia immediata) mi rendo conto che… ha ragione. Eppure l’unico film di cui mi senta attualmente in grado di disquisire è Real Steel, una cafonata che parla di un ex pugile ormai in miseria che per sbarcare il lunario fa l’allenatore di boxeurs robotici.

Rifletto a lungo su come approcciare un film simile: ok, c’è Hugh Jackman piuttosto fisicato anche quando non interpreta Wolverine, per contro viene affrontato il tema dell’inadeguatezza a crescere un pargolo, cosicché troviamo il figlio di Hugh, viziato e indisponente, che rompe i coglioni per tutto il primo tempo. Se avete pensato ad Over The Top avete ragione, in più mescolato a grosse spruzzate di Rocky se non fosse che a menare le mani non sono arzilli italo-americani filadelfiesi ma grossolani cyborg antropomorfi dalla carenatura hi-tech e con griffes in bella mostra.

Questi marcantoni animatronici però non è che si muovono per conto loro: vanno manovrati da un “player” come fossero in un videogame (gli spettatori più attenti non mancheranno di notare, tra i vari cartelloni pubblicitari dell’arena finale, il logo Xbox 720 -poichè ci troviamo nel futuro prossimo-, una cosa che direi si commenta da sola). Infatti il viziatello, avezzo ai giochini elettronici, diventa la chiave di volta per pilotare il robotico avatar protagonista, Atom, sino alla battaglia finale contro il super vilain Zeus, governato da un giapponese ex campione anch’esso di qualche disciplina picchiatoria.

Naturalmente tra il bimbo spaccamaroni e il freddo automa nasce una sorta di empatia, per la quale l’ammasso di ferro continua a farsi massacrare di botte ad libitum pur di non far piangere il moccioso viziato, ma non se ne capisce capisce il perchè. Ok, il bimbo gli lava la carrozzeria con la pompa, gli passa la cera, forse gli fa anche qualche carezza (ma son troppo stravolto per esserne certo), ma in fin dei conti questo povero disgraziato di un robot non è altro che un gladiatore pronto a farsi trasformare in scatoletta di tonno per il puro diletto ludico dell’infante, stancatosi di giocare a Virtual On (ve lo ricordate? che figo) e ansioso di sperimentare qualcosa di più adrenalinico, benchè spiare Evangeline Lilly che si fa la doccia potrebbe risultare più appagante.

Gli effetti speciali son gagliardi e le mazzate fioccano più che in una puntata di Gundam, ma manca il sudore, il sangue (sebbene i robots sconfitti secernano un liquido vagamente ematico, forse olio per motori futuristico?) e il pathos sta a zero, pure nello scontro finale scopiazzatissimo dall’odissea di Balboa (qui però, anzichè urlare “Adriana” si urla “Papà”). E poi dura troppo, cazzo!

Dalla regia mi giunge voce che il film è tratto da un racconto di Richard Matheson, Acciaio, col quale in realtà non ha granché a che vedere, ma probabilmente la firma di un’autore di fantascienza importante è un buon biglietto da visita per i fans dello sci-fi. Io invece, che ne sono ignorante, me ne sbatto.

PRO
Se vi piacciono i robotti…

CONTRO
Si grida al plagio parecchio

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  1. joe r. lonsdale says:

    eddai no! me l’avete massacrato!