Re-Animator

Posted: 5th May 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Bruce Abbott, Barbara Crampton, David Gale, Jeffrey Combs, Robert Sampson, Gerry Black, Al Berry, Peter Kent, Carolyn Purdy-Gordon
Regia: Stuart Gordon
Durata: 86 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 1985

VOTO:

In programma ci sarebbe dovuta essere la recensione di Highlander ma, come fattomi giustamente notare sulla nostra Pagina Facebook, su quel film son state già spese fin troppe parole di commento e sarebbe preferibile qualcosa di più “nascosto”, di meno noto.
Così, sempre partendo dal monito tardo-romantico dei QueenWho wants to live forever, when love must die? -, ho deciso di trattare un altro film a tema immortalità, meno toccante ma condito da pesanti dosi di splatter, come meglio ci si addice.

Chi vuole vivere per sempre?, dicevamo. Di sicuro il dottor Herbert West che, per ovviare alla sconveniente dipartita dei propri cari e delle persone amate, unico svantaggio degno di nota di un’esistenza eterna, sintetizza un siero dall’invitante colorazione fluo capace letteralmente di resuscitare le persone dal sonno della morte.
Il problema sta nella dose da somministrare in proporzione alla freschezza del cadavere.
È possibile risorgere un cadavere mezzo decomposto con una bella pera intracervicale di siero fluo, ma gli esiti diventano grotteschi.
Su un corpo stecchito di fresco, invece, basta una peretta leggera per rianimare il defunto e fargli preservare quel minimo di raziocinio indispensabile alla vita in comunità. Comunità di esseri umani e non scimmie, per inciso.

Re-Animator, firmato da un esordiente Stuart Gordon (e prodotto dal compare Brian Yuzna) nel 1985, è diventato cult proprio per l’aver saputo sfruttare un tema così ancestrale (prelevato nello specifico da un racconto di Lovecraft, “Herbert West rianimatore”) rielaborandolo in chiave moderna e puntando tutto sulla violenza e sull’umorismo macabro.

Re-Animator non si prende mai sul serio, né quando la colonna sonora parodizza il tema principale di Psyco, né quando, in apertura di film, si indugia più del dovuto su un poster dei Talking Heads, presagendo quella che sarà una delle sequenze più celebri del film, in cui West decapita il primario che vuole fottergli la scoperta, salvo poi rianimare in separata sede testa e corpo che si produrranno in una sequela di gag slapstick culminanti in un tentativo di cunnilingus sul corpo nudo della figa di turno.

Il siero stesso ha più l’aspetto di una rinfrancante bibita per sportivi, un bel Gatorade fresco al gusto lime, che di un farmaco dagli effetti collaterali così micidiali.
Re-Animator riesce a intrattenere e a divertire, al massimo disgustare ma non far paura in senso stretto, proprio per il suo continuo altalenare tra serio e faceto. Ovviamente, se avete lo stomaco molto debole, il mio consiglio spassionato è quello di volgere lo sguardo altrove, magari su un cartoon della Disney, già che ci siete.

Nonostante la leggerezza di fondo, infatti, il film quando vuole sa essere veramente devastante, dal punto di vista grafico. Gli effetti gore prostetici sono una cannonata, anche quando a essere macellati sono evidenti pupazzi sintetici, e nel finale, in cui scoppia una apocalisse zombie nello spazio ristretto di una cella di obitorio, il sangue gronda veramente a litri.

L’apoteosi, proprio durante il troiaio conclusivo, è un intestino umano che, in overdose da siero fluo, si anima e impazza come un Boa constrictor, cercando di strangolare il povero West che, zitto zitto, fa pure la figura dell’eroe, pur essendo il primo dei figli di puttana.

Jeffrey Combs, grazie a questa interpretazione, diventerà un attore di culto per il genere, lavorando spesso proprio al fianco di Gordon, anch’esso in forte ascesa (ma sempre “relegato” alla serie B) di lì a poco.

La saga continua per altri due capitoli, Bride of Re-Animator e Beyond Re-Animator, sempre con Combs ma con Brian Yuzna in cabina di regia; tempo permettendo, ne leggerete la recensioni su queste pagine, a breve.

PRO
Tripudio di splatter e invenzioni visive

CONTRO
Qualche pupazzo, qua e là

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  1. Walter Marek says:

    eh questo Re-Animator mi manca, è un genere in cui ho gravi lacune.. gli unici di Gordon che ho visto sono l’ottimo “2013 – La fortezza” e “space truckers” ma siamo nel suo periodo fantascientifico! da poco ho beccato Cujo (quello di lewis teague, non so se ci siano anche remake in circolazione) e cercando qualche altro film con cagnacci nervosi ho scoperto “Rottweiler” girato proprio dal produttore di Re-Animator, Yuzna…tu lo conosci? perché se pensi ne valga la pena provo a recuperarlo…

    • Death says:

      La fortezza vorrei rivederlo, il gommoso Lambert dava il meglio nei ruoli più leggeri! Rottweiler non l’ho visto, dovrebbe essere un B-movie del periodo europeo di Gordon, forse è proprio una fetecchia ma considerati i film con cui siamo cresciuti potremmo trovare più godibile quello di certe superproduzioni campioni di incassi 😀

      • Walter Marek says:

        ah ah ci puoi contare anche se come sai i B-movie che preferisco sono quelli anni ’80-’90, più “sporchi” e sgranati…del periodo d’oro del genere trash-horror ho ancora in lista d’attesa Il gelato che uccide (se non sbaglio l’hai recensito) e ho letto da qualche parte che meriterebbero una visione Tetsuo e La maledizione di Elmer (solo nel 1988 e anni vicini qualcuno poteva pensare di realizzare un film con protagonista un verme di nome Elmer)…appena me li procuro ti farò sapere se la qualità è all’altezza della loro fama (sempre che tu non li abbia già visti, cosa probabilissima eh eh..)

        • Death says:

          Tetsuo è bomba! Poco immediato come gran parte del cinema giapponese, ma assolutamente disturbante (e per certi versi rivoluzionario, specie se si pensa la semi-amatorialità del progetto). La maledizione di Elmer mi manca ma sembra parecchio promettente ahahahahah!