Quella casa nel bosco

Posted: 27th May 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Kristen Connolly, Chris Hemsworth, Anna Hutchison, Fran Kranz, Jesse Williams, Richard Jenkins, Bradley Whitford, Brian J. White, Jodelle Ferland
Regia: Drew Goddard
Durata: 95 min.
Titolo originale: The Cabin in the Woods
Produzione: USA 2011

VOTO:

Recensione a grave rischio spoiler, perché se si dovesse tacere su tutto non si potrebbe parlare di un cazzo.

La trama in pillole: 5 fessi vanno a trascorrere un week-end in una baita sperduta nel bosco, nonostante presagi avversi e inquietanti pezzi d’arredamento lascino intendere che non sarà una scampagnata piacevole.
Ed infatti… finisce tutto a merda.

Leviamoci subito il sassolino dalla scarpa: Quella Casa nel Bosco fa nel 2012 – e all’ennesima potenza – ciò che Scream fece nel 1996. Tutti i clichés, tutte le situazioni e i luoghi comuni del cinema horror mondiale vengono qui esaminati, dissezionati, irrisi e infine sintetizzati in 95 minuti. Ma ben lungi dall’essere un freddo saggio analitico, il film è puro entertainment multistratificato, profondo e cazzone, raffinato e grossolano allo stesso tempo. Rispetto a Scream, che strizzatine d’occhio a parte rimaneva un solido e realistico thriller, Whedon e Goddard calcano sull’accelleratore del weird e del surreale, spesso e volentieri indulgendo nella parodia à la Scary Movie, sicché ci si spaventa pochissimo, anzi molto spesso sono le risate a prevalere sulla tensione, ma fa tutto parte del gioco meta-cinematografico.

Assistiamo alle stolte gesta della tipica cricca da film dell’orrore – il macho, la figa, la vergine, il nerd e il droghino – scoprendone tratti caratteristici e metodi comportamentali. Scopriamo perché in situazioni critiche facciano sempre la scelta sbagliata, ma anche perché annichiliscano il loro quoziente intellettivo (il “macho” in realtà è qui un dottorando in medicina) proprio quando ne avrebbero maggiormente bisogno.

Il loro affannarsi e finire massacrati nei modi più pittoreschi dagli avversari più folkloristici altro non è che un tributo di sangue a divinità antiche e spietate, gaudenti voyeurs di stragi: gli spettatori.

Gli ultimi 15 minuti finali sono un vero e proprio regalo al fan tipo del cinema del terrore. Una monster mash delirante ed assurda, trash all’inverosimile ma proprio per questo (e per gli stessi motivi) emozionante quanto l’ormai storica reunion di Expendables.
Questo film, come quello di Stallone, è la dimostrazione che esiste ancora qualcuno capace al giorno d’oggi di farci divertire al cinema come quando eravamo dei piccoli puffi con le mani sporche di nutella.

Piccola nota a margine: Anche stavolta colgo un minuscolo plagio, in questo caso nei riguardi del videogame Illbleed (solo su Sega Dreamcast), parto del maestro Shinya Nishigaki (un vero visionario che purtroppo ci ha lasciato nel 2004… RESPECT) che aveva già avuto l’intuizione sulla quale si basa tutto il film già 10 anni fa. Benché i giapponesi vengano qui presi per il culo per il loro shintoismo bonario, la verità è che son sempre stati un passo avanti.

PRO
Una goduria per l’horrorofilo

CONTRO
Nihon Banzai

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  1. joe r. lonsdale says:

    peccato per quei grossolani errori di sceneggiatura (il cugino inesistente, ecc.) comunque avercene film così vista la merda che esce ultimamente!

  2. Steven says:

    Si in effetti il film era una figata; parlando di lievi buchi nella gestione del plot….ma sinceramente parlando…alzi la mano chi, sapendo di avere uno zoo apocalittico come quello, decide di mettere il “panic button”) ossia quello che scatena gli ultimi innominabili 15 minuti di onnicidio) in una sorta di fottutissima reception-sgabuzzino nel bel mezzo di un corridoio!
    E vabbè che pensi che tanto li non ci arriva nessuno, ma li anche una password del salvaschermo di windows sarebbe andata bene!!

  3. Death says:

    Ormai si spoilera senza ritegno, quindi diamoci sotto!
    Io pensavo anche allo sballone, i cui battiti cardiaci erano monitorati come quelli di tutto il resto della combriccola: come cazzo hanno fatto a non accorgersi che era ancora vivo?!?

    • Steven says:

      Si in effetti lo spoiler incombe a grandi linee ormai! Ma tant’è vero che chi apprezza sto genere lo va a vedere comunque! Purtroppo non ho saputo resistere dal confidare il mio atroce dubbio sull’improbabile ubicazione del “panic button”!
      Lo sballone aveva dalla sua il potere della cannabis! Ecco perchè! immune a tutte le influenze dei gas e delle sostanze varie che somministravano, ha finito con lo sballare pure i bio-rilevatori! IPOTESI 2: Il team (Alias, gli stessi stronzi che han lasciato in esposizione il fantabottone, erano troppo rincoglioniti a festeggiare e a farsi i cazzi loro per accorgersi di cosa stava accadendo!)

  4. Death says:

    Il “Panic Button” spero sia un’ulteriore presa per il culo agli stereotipi da film, il classico pulsante dell’autodistruzione… della serie, facciamoci del male da soli!