Point Break (2015)

Posted: 20th March 2016 by Death in Recensioni
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Interpreti: Edgar Ramirez, Luke Bracey, Teresa Palmer, Ray Winstone, Delroy Lindo, Matias Varela, Clemens Schick, Tobias Santelmann
Regia: Ericson Core
Durata: 114 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2015

VOTO:

Sarò breve, perché non c’è bisogno di sprecare più parole del dovuto.
I remake hanno rotto il cazzo e hanno senso solo nell’ottica di migliorare un prototipo difettoso, magari dotato di spunti intriganti ma sviluppati malamente. L’ossessione tutta hollywoodiana di rifare i grandi classici del presente e del passato (al cinema, proprio in questi giorni, è uscito persino il remake di Ben-Hur!) denota una penuria di idee e un’avidità dei produttori veramente preoccupante, in quanto si pensa che il pubblico odierno non possa essere in grado di apprezzare il buon cinema, non dico dell’antichità, ma neanche vecchio di qualche anno. In parte è forse vero, che i giovani siano propensi a sputare su tutto quello che non sia al passo coi tempi, ma l’approccio scelto dalle majors, anziché educarli, li convince di aver ragione e sobilla il dilagare incontrollato della mediocrità culturale.

Point Break 2015 non vale un pelo di cazzo dell’originale firmato da Kathryn Bigelow nel 1991, anche se la Bigelow il cazzo non ce l’aveva e non so neppure se la figa l’avesse depilata o meno, ma aveva, sia lei che il film, comunque più palle di tale Ericson Core, che firma ‘sta stronzata markettara e modaiola.
Si tratta di un grosso spottone sugli sport estremi che stavolta non fanno più da sfondo alle vicende poliziesche tra l’agente Utah e il guru Bodhi, bensì è l’intreccio poliziesco stesso a fungere, stavolta, da cornice a un flusso continuo di acrobazie tra i ghiacciai, free climbing, lanci col paracadute e tutte le cose adrenaliniche che fanno impazzire chi cerca emozioni forti, che però potrebbero trovare tranquillamente su Youtube piuttosto che al cinema in un film che in principio voleva parlare d’altro. Si tenta di gettare nel calderone anche qualche abbozzo filosofico-esistenzialista, ma lo spettatore è troppo stordito dal turbinare della camera nelle sequenze action per poterci ragionare su.

Poi, ragazzi, lo so che la critica “colta” non ha mai nutrito troppe simpatie per Keanu Reeves e Patrick Swayze ma, diciamoci la verità, il loro corrispettivo – la coppia BraceyRamirez – ha sicuramente più cura nella scelta del taglio di capelli, sempre fighetto e alla moda, e nel design dei tatuaggi, tutti belli pastrocchiati a carboncino, ma neanche per un istante nessuno dei due riesce a raggiungere anche solo il carisma dell’espressione più monocorde di Keanu. Non c’è proprio paragone.

E poi la storia è inutilmente ingarbugliata, sommersa proprio dalle infinite sequenze di stunt su snowboard e sul surf, sicché del piano criminoso della banda di Bodhi si perde presto il senso, così come della loro ricerca del nirvana tramite il completamento delle 8 prove di Ono Ozaki, nirvana che potrebbero tranquillamente raggiungere con una bella scopata intensa, una sega col dito in culo o una serie in stripping di curl con manubri. Gli ovvi rimandi all’originale appaiono forzati, anche se poi il resto del film prende una piega completamente diversa e, proprio per questo, annoia ancora di più di quanto non avrebbe fatto una copia carbone.

E in quello tsunami finale, entro il quale Swayze ci faceva sussultare il cuore con la sua etica del martirio, il ben pettinato Ramirez non può far più che subire la stessa fine a cui è destinato questo progetto inutile e indesiderato: l’oblio.

PRO
Complimenti al parrucchiere

CONTRO
Basta remake, PORCA TROIA!

Compralo su Amazon in DVD e Blu-ray.

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  1. Max Leone says:

    Non serve aggiungere altro.. Bravo Death!!

    PS.. Ma a rimandare in sala gli originali non costerebbe meno?

  2. Mirko says:

    La cosa che più mi ha indispettito è la poca fantasia con cui hanno ripreso gli stunt. Basta vedersi un paio di video della RedBull per gasarsi molto di più.

  3. ale.is.rock says:

    piuttosto che guarda il remake di un capolavoro come il film della Bigelow mi sono andato a guarda guardare Gerard Butler che aggredisce in malo modo i terroristi in Attacco Al Potere 2, film ignorantissimo e molto trash, ma proprio grazie a questo presupposto me lo sono goduto tantissimo,
    p.s. se ti dicessi che 13 Hours di Michael Bay non davvero niente male, film godibilissimo sotto tutti i punti di vista, apprezzato da moltissima critica e pubblico mi crederesti? 😀

    • Death says:

      Bay quando ha ache fare coi robottoni mi fa venire il mal di testa, ma in onore di Pain & Gain, veramente un filmone sotto ogni punto di vista, credo che si sia meritato un’altra visione! 😉

  4. ale.is.rock says:

    condivido, soprattutto l’ultimo capitolo mi ha messo a dura prova, ma tutto sommato mi ha intrattenuto bene suvvia 😀 Pain & Gain resta un piccolo gioiello di black comedy, con un toni anche tristi nel finale, ma la critica lo ha stroncato solo perchè diretto da Bay, … ti consiglio 13 Hours dal profondo del cuore, le reazioni post film parleranno da sole 😀