Paranormal Activity 3

Posted: 8th February 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Katie Featherston, Sprague Grayden, Lauren Bittner, Christopher Nicholas Smith, Chloe Csengery, Mark Fredrichs, Brian Boland, Dustin Ingram, Jessica Tyler Brown
Regia: Ariel Schulman, Henry Joost
Durata: 84 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2011

VOTO:

Io l’avevo detto già sulla nostra paginina di Feisbuc che stavolta non ci saremmo fatti fregare! Dopo 2 attività paranormali decisamente soporifere, avremmo accuratamente evitato il battage pubblicitario illusorio grisando il film senza speranza, al massimo degnandolo di una visione in home video. Poi però escono fuori le prime recensioni del film e i commenti sono generalmente positivi ed io e Sex Machine cominciamo a smaniare, dissimulando il nostro entusiasmo con sciocche scuse del tipo – Bah, non mi aspetto nulla, però… – oppure – A prezzo ridotto me lo guardo pure, anche se so che è una merda – e via dicendo, ma in realtà noi il film lo volevamo vedere davvero.

Epperò il nostro multisala di fiducia ci fa il pacco e non ce lo mette in programmazione e siccome non se ne parla proprio di andarcene in un altro multisala in casino, siamo riusciti nostro malgrado a tener fede al nostro proposito originale e recuperare Paranormal Activity 3 solo ora che esce in videoteca. Non c’è bisogno che vi dica che i soliti sospetti erano fondati e le recensioni entusiastiche non erano altro che ciarpame da marchettari, ma tanto ve ne siete già accorti dal voto, no?

Sterminati tutti i personaggi dei capitoli precedenti e smaniosi di stiracchiare ulteriormente il brand per fare altri soldi, gli sceneggiatori giocano la carta del prequel introducendo alcune allettanti premesse: il film è ambientato negli anni ’80 e segue la tormentata infanzia delle due sorelline perseguitate dalle inquietanti presenze. Siccome 30 anni fa non era alla portata di tutti avere mazzi di telecamere in casa, si pensa molto pretestuosamente di far lavorare il paparino nel campo del video editing. Questo prodigo padre di famiglia avrà avuto conoscenze ai piani alti di qualche poderosa major cinematografica (anche se lo vediamo montare tristi feste di matrimonio) perchè al primo fenomeno sospetto si dota di un arsenale di videocamere la cui qualità nulla ha da invidiare alle più recenti Full HD a 1080p, il che mi sembra un pò forzato. Il look vintage da vhs sgranato è quindi perso in partenza e già storco il naso.

Per il resto? Il solito brodo: le cose si spostano, le luci si accendono da sole, il pavimento scricchiola ed una delle bambine parla da sola con un amico immaginario che, dice lei, è piuttosto irascibile e minaccia di fare casino se non gli si lascia il cazzo in pace. Prevale la diffidenza e il raziocinio, attribuendo ogni avvenimento insolito a improbabili scosse sismiche o stati percettivi alterati da kili di ganja (la più viziosa in tal senso è, insospettabilmente, la mammina) fino a quando la cucina intera non decide di levitare sino a toccare il soffito per poi precipitare in blocco a terra, producendo un bordello tale che il terremoto, ben più innocuo, è ormai scagionato da ogni accusa.

Il finale, manco a farlo apposta, è già visto e plagiato da un altro reality-movie recente che non vi svelo giusto per non rovinarvi la sorpresa, sempre che vi aspettiate qualcosa da un film simile. Uno dei grossi problemi che affligge il film, oltre al fatto che non succede praticamente niente per oltre il 75% della sua durata, è che come al solito nei trailer ci viene mostrato qualcosa di sfizioso che puntualmente nel film MANCA TOTALMENTE. Mi riferisco alla storiella di Bloody Mary, appena accennata ma con diversi esiti da quanto visto nel provino: in pratica, in America si dice che se pronunci tre volte Bloody Mary di fronte allo specchio lei appare e ti uccide. Ora, a parte che Maria Tudor mi sembra un’antagonista meno insidiosa di un Candyman, che senso ha inserire una simile leggenda, presentandocela addirittura in pompa magna in pubblicità, se poi nel film non ve n’è praticamente traccia?

Io sono più che contento di non aver speso i soldi del biglietto per questo film, ma devo rendergli un merito. Alcuni scorci sono un piccolo tuffo nel passato, tra videocassette Maxell, giubbotti in jeans e… un cameo di Teddy Ruxpin! Cazzo! Ve lo ricordate??? Cristo, quanto mi sento vecchio…

PRO
Odore di ’80

CONTRO
zzzzzzzzzzzz

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