Non Avere Paura del Buio

Posted: 25th January 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Katie Holmes, Guy Pearce, Bailee Madison, Alan Dale, Jack Thompson, Eliza Taylor-Cotter, Julia Blake, Edwina Ritchard, Dylan Young, Emelia Burns, Nicholas Bell, Garry McDonald
Regia: Troy Nixey
Durata: 99 min.
Titolo originale: Don’t Be Afraid of the Dark
Produzione: USA, Australia 2011

VOTO:

Il titolo ci indica in partenza il target di riferimento del film: i mocciosi. Si apre su un bel campo lungo di un maniero lugubre però fotografato con toni accesi e morbidi, quasi fosse un film Disney. Tipo le scene supposte spaventose de I Pirati dei Caraibi, quando c’erano i morti viventi che facevano “BUUU” ma non facevano fifa manco per il cazzo, avete presente? Fiuto dunque subito la cagata. Però la sequenza iniziale regala un bel momento di ortodonzia poco ortodossa, un qualcosa che non sfigurerebbe affianco ad American History X (“Avanti, metti la bocca sul marciapiede…”). Tutto questo per introdurre il tema cardine del film che in realtà non sarà sviluppato per niente: i denti.

Sì, perchè Non avere paura del buio è una rilettura della classica leggenda della fatina dei denti; perchè nella lugubre magione, immobile di lusso, ci vanno ad abitare Katie Holmes (l’idea che Tom Cruise ne abbia mangiato la placenta mi devasta ad ogni sua inquadratura) e Guy Pearce, il supertatuato di Memento, con figliola al seguito che è spiccicata alla Holmes pur essendo sua figliastra (leggerezza di casting, eccesso di zelo o semplice fatalità? Boh).

La bimbina è funestata nottetempo da strane presenze liberate dalla prigionia di quella che sembra essere una vecchia caldaia. Si tratta di piccoli e fastidiosi trolls che somigliano più che altro a dei grossi sorci di fogna idrofobi. Durante tutto il film vengo perseguitato dalla parola “Rubacchiotti” che continua a ripetersi inconsciamente nella mia testa. Però i topastri non sono poì così tanto pericolosi, non costituiscono una vera e propria minaccia. Sì, rompono i coglioni, tagliano qualche pupazzo o qualche abito di Katie, bisbigliano la notte per far paura alla povera bimba che già deve superare il trauma del divorzio dei genitori, ma nulla che non si possa risolvere con l’intervento di una squadra cazzuta di derattizzatori.

Eppure, complice l’indifferenza dei grandi, troppo presi dai loro cazzi per dare ascolto ai propri figli (e questa è un’invettiva mica da ridere), i rubacchiotti continuano a fare casino fino a quando non succede un porca troia di cui non ho capito assolutamente niente: in teoria i sorci dovrebbero dare la caccia ai denti, no? e invece alla fine sembra che vogliano solo devastare tutto e reclutare la bambina tra le loro fila, senza un motivo apparente. Ci tengo a farvi notare che, davvero, i mostri del film sono grandi come un topo di fogna, un paio di Dr. Martens sporche di fango andrebbero più che bene per schiacciarli tutti senza pietà, tuttavial’inettitudine generale fa sì che il film si concluda con un bad ending sprezzante ed inquieto.

Nonostante l’atmosfera pseudo-gothic, seppur da film per ragazzi, non mi sia dispiaciuta, non posso che dichiararmi deluso dalla pressoché totale assenza di sangue e dall’inconcludenza generale della storia. La produzione di Guillermo del Toro, come da réclame, non significa veramente niente e serve solo ad intortare qualche spettatore alla ricerca di brividi sofisticati (del film si è parlato bene in giro per i festival) che si imbatterà invece in una favoletta horror per bambini, ben realizzata, per carità, forse da bambino mi ci sarei pure cagato la mutanda, ma decisamente non fa per chi abbia superato i 14 anni.

PRO
I Rubacchiotti…

CONTRO
Per bambini

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