Nick Fury

Posted: 28th April 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: David Hasselhoff, Lisa Rinna, Sandra Hess, Neil Roberts, Garry Chalk, Tracy Waterhouse, Tom McBeath, Ron Canada, Bill Croft, Roger R. Cross, Peter Haworth, Scott Heindl, Campbell Lane
Regia: Rod Hardy
Durata: 91 min.
Titolo originale: Nick Fury: Agent of Shield
Produzione: USA 1998

VOTO:

Mercoledì è uscito The Avengers e qui a Death Row si freme tutti per andare a vederlo, ma siccome siamo dei pezzenti micragnosi stiamo solo aspettando il giorno giusto in cui pagare il biglietto il meno possibile.
Per ingannare l’attesa, chiudiamo il discorso Vendicatori proponendovi l’ultimissimo membro non ancora trattato su queste pagine: Nick Fury.

Voi avete presente Nick Fury come un simpatico negrone bendato col faccione incazzoso di Samuel L. Jackson, giusto?
Sbagliato! o meglio, non del tutto. Il Nick Fury negroide è quello della serie “Ultimate” perchè alla Marvel hanno spesso voglia di incasinarci le idee e di escogitare nuovi universi paralleli in modo da spillare un sacco di soldi ai poveri nerds che, da buoni fans devoti, si vedono costretti ad aprirsi un mutuo per acquistare ogni uscita del proprio supereroe favorito.

Ma il Nick Fury originale era in realtà bianco e brizzolato.
Inutile dire che l'”Obama Effect” che ha scatenato tanta politically correctness (mi giunge voce che anche il nuovo Spiderman sia piuttosto “abbronzato”) ci faccia tuttalpiù sorridere. Semplicemente mi sembra una cazzata reinventarsi un personaggio classico come nero, semplicemente perchè è una scelta priva di alcun fondamento ma solo una paraculata. Per carità, io non mi scandalizzo mica, anzi ME NE FREGO. Immaginate però che casino succederebbe se la Marvel decidesse di candeggiare un, chessò, Luke Cage rendendolo biondo e ariano…

Comunque, tutto ‘ste cazzate per arrivare al nocciolo del discorso.
Nel 1998 la Marvel, che all’epoca era buona a fare fumetti ma in tutto il resto (film & videogames) “suckava” di brutto, se ne esce con una produzione televisiva ispirata proprio a Nick Fury, affidando il ruolo principale nientemeno che a… David Hasselhoff!

Vedo già le vostre faccie contratte dal disappunto. Lo so, Samuel L. Jackson sarà sicuramente un miglior attore, Ezechiele 25:17 e bla bla bla, ma volete mettere col faccione paciocco e il doppio mento di Hasselhoff?
Molti di voi non ne saranno convinti, soprattutto dopo averlo visto soccombere alle prese con un cheeseburger, ma nel ’98 i tragici giorni da coma etilico facile erano ancora un futuro impronosticabile, e The Hoff era giovane, bello (benchè sotto la tuta cominci ad apparire un pò di panza da birra, preoccupante segnale d’allarme), pieno di vitalità e probabilmente all’epoca si bombava persino Pamela Anderson.
La scelta ideale dunque per interpretare il supereroe (di serie B) più U.S.A. di tutti.

Nick/Hoff deve così mandare all’aria il diabolico piano dell’Hydra, il solito attentato terroristico del venerdì sera, nella fattispecie razzi batteriologici sull’isola di Manhattan, con una variante da discount: nonostante Hydra si dileggi nell’arredare la propria base con mobilio retrò e costosi arazzi griffati, con indubbio esborso economico, sembra però non potersi permettere un attacco missilistico intercontinentale vedendosi quindi costretta a caricare la pericolosa arma chimica su un camion della nettezza urbana che andrà a parcheggiarsi in uno scantinato limitrofo per sparare sul bersaglio in tutta comodità da distanza ravvicinata: l’apoteosi della povertà.

Non che il resto sia più ricco. Si parla un casino in questo film, ma l’azione scarseggia. Nick viene richiamato in servizio dopo esser stato confinato a fare il minatore nello Yukon perchè considerato l’unico in grado di fermare il diabolico piano dei cattivi, ma le sue abilità strategiche si limitano a masticare il sigaro, flirtare con le compagne di squadra e a farsi infettare come un pollo dalla Vipera (una leggerezza forse dovuta al fai-da-te forzato in miniera), il cui bacio secerne un mortale virus che lascia 48 ore di vita.

Se gli effetti speciali sono insolitamente dignitosi (per un TV Movie) ma le sequenze d’azione fanno cagare dal ridere -e saranno 2 o 3 al massimo-, il meglio del film risultano essere le scadenti battute da smargiasso di Nick, umorismo da cartone animato merito/colpa della sceneggiatura dello stesso David S. Goyer che pochi mesi prima aveva firmato Dark City (nonchè Colpi Proibiti nel 1990) e circa 7 anni più tardi Batman Begins, il che lascia piuttosto spiazzati.

Ora i film dei supereroi non sono più roba a basso budget per sfigati, ma i blockbusters su cui le majors sembrano puntare tutte le loro risorse. Indubbio quindi che il livello qualitativo si sia impennato drasticamente. Sarà, ma tutto sommato non posso non guardare con nostalgia film come questo che saranno anche di merda, ma racchiudono in loro la spensieratezza vintage dei bei tempi in cui leggere i fumetti era roba d’élite e non la moda del momento, tutto era più bello e soprattutto non avevo visto Drunkwatch

PRO
The Hoff > Jackson

CONTRO
Televisivissimo

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