Mission: Impossible – Rogue Nation

Posted: 3rd September 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Ving Rhames, Alec Baldwin, Sean Harris
Regia: Christopher McQuarrie
Durata: 130 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2015

VOTO:

Non ero particolarmente gasato per l’uscita di Mission: Impossible 5, perché la serializzazione scriteriata sta ormai toccando livelli parossistici, ma a furia di subire il lavaggio del cervello col trailer piazzato ad arte prima di ogni spettacolo al cinema mi sono convinto di andare a vederlo.
Del resto Tom Cruise è sempre Tom Cruise, anche se a Panzer sta sul cazzo.

A me invece Tom piace.
Me ne sbatto della critica che lo mortifica in quanto egocentrico e poco capace di astrarsi dalla propria figura personale, anche se probabilmente c’hanno ragione loro. Ma Tom è un simpaticone, si tiene sempre in forma e ha la piacevolissima attitudine a eseguire egli stesso i pericolosi stunt che coinvolgono i suoi personaggi, il ché, in un mondo di primedonne troppo preoccupate a non sgualcirsi l’acconciatura, è senz’altro lodevole. Non che Tom non abbia a cuore la propria pettinatura, beninteso…

In Rogue Nation, Ethan Hunt e compagnia bella si ritrovano a dare la caccia al Sindacato, una sorta di “stato canaglia” (sic) che fa bordelli terroristici in completo anonimato e festeggia con l’oro dei nazisti (no, questa me la sono inventata). L’IMF, Impossible Mission Force, viene smantellata e Ethan è costretto a operare come un ronin, un mercenario senza padrone, anche se coi soliti magheggi riesce sempre a farsi parare il culo dai suoi compari dell’intelligence.

Da un po’ di anni a questa parte, le sceneggiature delle missioni impossibili seguono un canovaccio classico (generalmente c’è una minaccia da sventare) e puntano tutto sull’incredibilità delle situazioni di contorno (c’è la classica infiltrazione, il recupero di un personaggio importante ecc.), che ormai toccano veramente livelli veramente spinti. Ma del resto non si parla di missioni difficili, giusto? Quindi va benissimo Tom che rimane appeso al portellone di un aereo cargo in decollo, va benissimo che mantenga l’apnea subacquea per un quarto d’ora, va benissimo che non venga seccato alla prima occasione utile dai cattivi, più impegnati a corrucciare lo sguardo che a premere il grilletto.
Va benissimo così, bisogna solamente stare al gioco.

E se si sta al gioco, Rogue Nation è capace di regalare oltre 2 ore di azione pressoché ininterrotta, girata in maniera efficiente dal Christopher McQuarrie che già aveva dato buona prova di sé col Cruise in Jack Reacher, accomunato a questo quinto capitolo della saga di Hunt da un inseguimento in macchina veramente turbolento e girato con ottima mano. Ovvio, pochi altri a questo mondo, oltre a Cruise e forse Seagal, sopravvivrebbero a uno schianto in BMW M3 lanciata a 180 km/h, ma come vi ho già detto prima, fa tutto parte del gioco.

Il cast poi è in palla e l’alchimia coi comprimari è ben rodata. Ving Rhames è sempre roccioso, anche se mi pare abbia problemi a deambulare, mentre Jeremy Renner è sicuramente più simpatico e funzionale qui che nei panni di Occhio di falco. Ottimo anche Simon Pegg, sulle cui spalle grava quasi tutto il peso della componente comica, che spesso, volentieri e in maniera rinfrancante spezza l’azione per permetterci di riprendere fiato.

La dose d’ironia è infatti presente in dosi massicce, ma questo non vi deve far pensare che l’azione drammatica venga messa in secondo piano, anzi. Premesso che a Hunt non compete il perire in battaglia, annoveriamo una favolosa scena di botte e cecchinaggio durante una sfarzosa rappresentazione della Turandot di Puccini, la cui romanza più celebre, il Nessun Dorma, a un certo punto e per tutto il resto della pellicola, si fonderà con il celebre tema della saga creando un accattivante mix sonoro.

Siccome poi gli avevo criticato gli addominali per Protocollo Fantasma, Tom è corso ai ripari e sfoggia qui un fisico decisamente più cesellato e scolpito, anche nell’immancabile scena a petto nudo dove mostra addominali convincenti, forse enfatizzati dalla fotografia e da sapienti giochi di luce, ma che sicuramente riscattano la mia opinione sul suo six pack.

La bonazza di turno invece si chiama Rebecca Ferguson, ha all’attivo Hercules con The Rock, ha appena 31 anni ma ne dimostra di più. Nella sequenza del teatro appare in abito con spacco vertiginoso e fa una scosciata da paura mentre imbraccia un fucile di precisione, per la gioia dei feticisti. Peccato che successivamente, nella sequenza in cui si denuda per cambiarsi i vestiti fradici, esibisca un culo cadente non proprio al top della forma. Vabbe’.

Il culo così così, ma le cosce al top.

Il culo così così, ma le cosce al top.

Volendo trovare a tutti i costi un neo, mi potrei lamentare della scelta di Paolo Bonolis come villain, non troppo minaccioso anche se pieno di moine, e infatti la confrontazione finale è gestita in modo tale da evitare lo scontro diretto (ove sarebbero bastati due schiaffi di Tom per mandarlo al tappeto).

Per il resto, sapete già cosa aspettarvi. Rispetto a Protocollo Fantasma, al netto della spettacolarità, ritengo che questo numero 5 abbia qualche sequenza memorabile in più, indi il voto più entusiastico.

PRO
Sempre più esagerato, ma va bene così

CONTRO
Se odiate Tom Cruise…

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