Mission: Impossible – Protocollo Fantasma

Posted: 4th February 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton, Michael Nyqvist, Vladimir Mashkov, Josh Holloway, Anil Kapoor, Léa Seydoux
Regia: Brad Bird
Durata: 132 min.
Titolo originale: Mission: Impossible – Ghost Protocol
Produzione: USA 2011

VOTO:

Dopo un acceso dibattito redazionale, vertito principalmente sull’infinita diffidenza nei confronti di Tom Cruise dopo la sua dichiarazione di voler sgallupparsi la placenta della puerpera Holmes, abbiamo inaspettatamente deciso pressoché all’unanimità di andare al cinema a spararci il quarto capitolo delle mirabolanti avventure dell’agente Hunt.

Ora, io non so se Tom la placenta l’abbia realmente mangiata o meno, ma in giro per l’intrawebs si ciarla delle sue fantomatiche proprietà anti-aging. Non che ci si debba fidare ciecamente di ciò che si legge sul web, è risaputo, figuratevi che c’è anche chi dice che lo sperma faccia bene alla salute e ci si potrebbe condire il minestrone. Provateci voi magari, io passo. Comunque, dicevo, anti-aging un cazzo. Tom gioca a fare il regazzino, corre, salta, tira calci… ma c’ha la panza! Un’impietosa inquadratura lo ritrae appeso a un cornicione, a petto nudo, alle prese con la sua personalissima missione impossibile: trattenere il respiro per simulare un ventre piatto, benché i rotolini e le maniglie strabordino dai calzoni taglia 44. Alterna inoltre un paio di bicipiti ben torniti alla totale assenza di pettorali alti. Penso a Van Damme che di faccia è il doppio delle rughe, bernoccolo compreso, ma muscolarmente dimostra 20 anni in meno.

La storia: Il solito illuminato della domenica vuole scatenare una guerra mondiale per purificare il mondo e lo fa blastando prima il Cremlino, poi tirando contro gli Stati Uniti una bombazza da qualche migliaio di megatoni. La missione impossibile consiste nel disattivare la bomba proprio un secondo prima che si abbatta su New York, un nome di città a caso perché non me la ricordo. Sappiamo ben prima di entrare in sala che i nostri eroi non avranno vita facile, così come sappiamo bene che le cazzatone fioccheranno come la neve in gran parte dell’Italia oggidì. Gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, vuoi il malfunzionamento di qualche sofisticato gadget proprio al momento sbagliato, vuoi i contrattempi suscitati dal conflitto d’interessi tra le parti in causa (Cruise vuole salvare il mondo, l’illuminato vuole blastarlo, gli americani si fanno i cazzi loro e i russi rompono i coglioni alla rinfusa non avendo capito un cazzo di niente).

L’apoteosi action è Cruise che scala quasi a mani nude il Burj Khalifa a Dubai (la più alta struttura mai costruita dall’uomo, 828 metri di lusso in mezzo a un deserto del cazzo), scivola e si riappende a mezz’aria perché nonostante sia invecchiato la sequenza iniziale di M:I-2 gli fa una pippona a due mani (a lui ne basta una, guantata, per rimanere appeso).

L’apoteosi delle cazzate: vedi sopra. Quantomeno mi sarei aspettato di vedere Tom con i pinocchietti ringonfi di merda.

L’apoteosi del divertissement è lo spassosissimo playboy indiano che cerca di rimorchiarsi la negra del team facendo leva sugli istinti più veniali delle donne e dunque mostrandole la sua collezione di croste indiane raffiguranti scene del kamasutra, “tutti pezzi originali del distretto di Chhatarpur“. Bella merda, penso tra me e me, e così fa la negra: lo ribalta con una mossa di Aikido e lo mette a nanna con un sedativo per cavalli.

L’apoteosi della gnagna (una delle 45 province del Burkina Faso) spetta alla fighissima Léa Seydoux, la killer più spietata del mondo, 26 anni, viso d’angelo, biondissima. Se la gioca alla grande per l’apoteosi della cazzata, anche se ad onor del vero in questo film le scene meritevoli sono davvero troppe.

Il momento di vero godimento: il manzo di Lost stecchito a 5 minuti dall’inizio.

Il dubbio che mi attanaglia ancora e non mi permette di dormire serenamente: ma dopo le cazzo di tempeste di sabbia gigantesche che affliggono Dubai, chi cazzo sale a pulire i vetri all’ultimo piano del Burj Kahlifa?

PRO
Apoteotico

CONTRO
Van Damme c’ha ancora la tartaruga

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  1. joe r. lonsdale says:

    ahahah era da tanto che non leggevo una rece così ispirata! ora vo a ingravidare una per bermi la placenta!