Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali

Posted: 22nd February 2017 by Death in Recensioni
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Interpreti: Eva Green, Asa Butterfield, Samuel L. Jackson, Judi Dench, Rupert Everett, Allison Janney, Chris O’Dowd, Terence Stamp
Regia: Tim Burton
Durata: 127 min.
Titolo originale: Miss Peregrine’s Home For Peculiar Children
Produzione: USA 2016

VOTO: ½

Tim Burton ormai è andato.
Hanno poco da obiettare i nostalgici, secondo me l’estroso regista di Burbank è proprio bollito.
Le avvisaglie le avevamo già avute col merdaceo Alice in Wonderland e il clownesco Dark Shadows, ma non beccare più neanche un film così burtoniano alla radice come Miss Peregrine è davvero preoccupante.

La storia, tratta dai romanzi di Ransom Riggs, sembra cucita su misura per lui.
Un fessacchiotto, persuaso dai racconti del nonno rincoglionito e recentemente defunto in circostanze misteriose, va alla ricerca di un mitologico orfanotrofio per ragazzi particolari retto da Miss Peregrine, appunto, che nel libro è una vecchia sciura mentre nel film è bona come Eva Green.
L’istituto, scopre il fessacchiotto, è stato distrutto durante un raid aereo durante la seconda guerra mondiale, quindi parrebbe che il nonno fosse davvero rincoglionito, ma la spiegazione a tante stronzate è di fattura magica.

L’edificio è ancora in piedi (e abitato) all’interno di un loop temporale, castato dalla Miss proprio prima che il simpatico siluro targato Luftwaffe si abbattesse sul tetto, che costringe gli inquilini – Miss Peregrine e i ragazzi speciali – a rivivere all’infinito le stesse 24 ore precedenti al bombardamento.

Ogni ragazzo ha un’abilità particolare: c’è il bimbo invisibile, la marmocchia superforzuta, la ragazza che spara fiamme e quella che svolazza più leggera di una piuma. Gli X-Men X-Kids, praticamente.
Sono perseguitati dai Wight, dei ceffi con gli occhi bianchi che desiderano sbranarseli vivi per avere tipo la vita eterna o una cazzata del genere. Ovviamente fessacchiotto si rivelerà determinante per la salvezza dell’intera combriccola.

La prima ora di film è sconcertante.
Burton dirige con uno stile totalmente televisivo, fotografia verdognola piattissima, ambientazione suburbana che cita (?) maldestramente Edward mani di forbice, inquadrature dozzinali, una vera pattumiera.
La seconda ora ingrana la marcia giusta in quanto a stramberie, ma è affossata da cadute di tono veramente amatoriali. In primis l’utilizzo di una computer grafica pedestre che fa rimpiangere persino alcuni film della Asylum, in secundis delle leggerezze di sceneggiatura veramente imperdonabili, specie perché inventate di sana pianta rispetto al prototipo cartaceo.

Senza spoilerare troppo, i ragazzi di Miss Peregrine sono minacciati dai Wight (capeggiati da un gigionissimo Samuel L. Jackson) e da alcuni mostroni oblunghi chiamati Hollowgast che ricordano lo Slenderman tormentone del web, ok? Ebbene, dal momento che si tratta di X-Men, in miniatura ma pur sempre dotati di poteri straordinariamente pericolosi, perché quell’imbecille di Miss Peregrine anziché fare la saggia non li aizza a pianificare un attacco coordinato per far secche le loro nemesi? Basterebbero solo la ragazza fuoco e la ragazza vento (no, non tira scorregge mefitiche) per organizzare un lanciafiamme umano da paura, per non parlare dell’invisible kid che potrebbe sgozzare chiunque alle spalle, con la dovuta cattiveria. Cattiveria che, ormai, sembra non essere più di casa, visto che Burton pare uniformatosi alla mollezza placida delle produzioni Disney più edulcorate.
Così, anziché un bel rogo di cattivoni o una sequela di gole mozzate in stile stealth, dobbiamo accontentarci di una ridicola carica di scheletri di plastica animati col potere della magia, ovviamente nel nome dell’amore, che vince sempre, un po’ come lo sport.

Insomma, il peculiar child Tim, quel ragazzo speciale che tanti anni fa ci aveva stregato coi suoi film così bizzarri ma fondamentali, sembra proprio aver perso la sua particolarità…

PRO
Eva Green fa sempre la sua figura

CONTRO
A tratti televisivo e scritto col culo

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  1. Walter Marek says:

    si in effetti film mediocre, siamo lontani dalle vette fecali dell’insopportabile “la fabbrica di cioccolato” però mi aspettavo qualcosa in più …concordo sul salvare Eva Green e mi sembra che anche il vecchio Samuel se la sia cavata con mestiere, per Burton invece un bel passo indietro dopo due film che tutto sommato non mi erano dispiaciuti (Dark shadows e soprattutto Big eyes)…