Millennium: Uomini che Odiano le Donne

Posted: 14th February 2012 by Death in Recensioni
Tags: ,

Interpreti: Daniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer, Stellan Skarsgård, Steven Berkoff, Robin Wright, Yorick van Wageningen, Joely Richardson, Geraldine James, Goran Visnjic, Donald Sumpter
Regia: David Fincher
Durata: 158 min.
Titolo originale: The Girl with the Dragon Tattoo
Produzione: USA 2011

VOTO:

Prologo: Buon San Valentino a tutti. Il titolo della recensione odierna non è casuale. Parliamone:

La mia prima visione di Uomini che Odiano le Donne (l’originale) si svolse più o meno così:
“uh figo, i nazisti…”
“uh figa lei, punk…”
“uh fighi, tattoo…”
“zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz”

Ora, ne esce il remake. Siccome si parla di David Fincher e non di Niels Arden Oplev, con tutto il rispetto, ed essendomi lasciato ipnotizzare dallo spot in tv, sono andato a vedermelo al cinema assolutamente convinto, forse autoimposto, che stavolta avrei apprezzato maggiormente la visione.
Il film è lo stesso, sempre ambientato in Svezia dove ci sono tipo -30° ma vestono tutti in maglioncino e cappotto quando io, a latitudini ben più caritatevoli, mi devo infilare magliette multistrato, maglioni a calcinculo e due giubbotti per non morire assiderato, e dura sempre un fottìo di minuti, ben 158.  Daniel Craig è un giornalista che ha sputtanato un magnate e si è beccato una raffica di querele per diffamazione nonostante lui dica il vero, ma siccome siamo in Svezia la fa franca. Ci fossimo trovati in Italia anzichè una costosa ammenda il povero Craig si sarebbe beccato 10 ergastoli mentre il serial killer della porta accanto se la sarebbe cavata con una sgridata e un buffetto sulle mani, monello!

Parallelamente Rooney Mara fa la punk disadattata che succhia cazzi per ottenere il sussidio. Inoltre fa la hacker professionista ed è piuttosto brava.
Per me che la Svezia è solo Puma Swede, ritrovarmi di fronte al fascino sick e bullonato di Lisbeth Salander è un bello shock: la precedente incarnazione by Noomi Rapace era troppo butch (perchè di lesbo si parla) per i miei gusti. Rooney ha invece il giusto aspetto fragile per rendere affascinante una punkabbestia anzichè incutere soggezione, fermo restando che siamo tutti uguali, e questa è una teoria che noi di Death Row portiamo avanti da sempre: Punk o meno, Tatuati o no, la mattina al risveglio mangiamo tutti corn flakes col caffellatte. Questa sua apparente fragilità amplifica poi l’esaltazione quando scopriamo che, oltre a essere lella, Lisbeth ha anche due coglioni cubici e infila grossi dildo su per il culo ai malandrini, un pò come il placido Ryan Gosling che in Drive all’improvviso schiaccia la testa a un gaglioffo facendola esplodere.

Craig deve scoprire che fine ha fatto la figlia di un vecio nazista scomparsa 40 anni prima, anche se non son sicuro che si tratti di un nazista perchè a un certo punto i nazi vengono messi in mezzo ma ho clamorosamente dimenticato il nesso. Comunque non è importante, tanto la ragazzina scomparsa (o assassinata) è un vile pretesto per mostrarci scene di indagine in vallate innevate, sequenze hacker underground e persino dopo lo scioglimento finale si prende la briga di mostrarci una chiusa totalmente slacciata dall’indagine iniziale. Questo perchè il giallo e il mistero sono in realtà un mero pretesto per mostrare personaggi cult sbrigare le loro faccende e forse, dico forse, diffondere uno scorcio socioculturale della Svezia, in cui evidentemente lo stalking va alla grande.   Se la durata vi scoraggia, prendiate atto delle seguenti scene di interesse e decidiate se ne valga o meno la pena: 3 scopate random (di cui una sodomitica), un bocchino, un rape & revenge, lesbo sex in discoteca, serial killer all’improvviso, nazisti a casaccio (già detto). Tutto il resto sono dialoghi a raffica, sequenze gelide e patinate, un sacco di one-liner (perlopiù della punkabbestia) e un gatto pigrone che se la spassa di fronte al caminetto, le cui evoluzioni hanno conquistato il mio interesse quasi più delle investigazioni.

La questione che vi si pone è la seguente: se avete visto l’originale Män som hatar kvinnor, sappiate che questo remake ne è la fotocopia sputata, solo con attori più famosi, con un look meno “telefilm da prima serata su Rai 2” e con degli opening credits che spaccano il culo ai passeri in volo. Diciamo che puzza meno di povero e olezza più di sofisticato. Inoltre se siete succubi dell’autorialità che porta con se il nome David Fincher, probabilmente vi piacerà anche se chiunque altro sarebbe pronto a cagare sopra il negativo originale del film.

Ah, inoltre il film è un enorme spot per la Apple: i computer son tutti Mac, i cellulari tutti iPhone e la musica di Trent Reznor è sull’iPod.

Epilogo: mi aggiro come un fantasma per il centro commerciale e, come radiocomandato, mi impadronisco della trilogia originale in dvd e del primo romanzo -ben 676 pagine- perchè ho smesso di avere senso tanto tempo fa.

PRO
Lisbeth Salander

CONTRO
Puma Swede

Leggiti anche...

  1. Alessandra says:

    Io però la mattina non li mangio i cornflakes!!!

  2. Death says:

    Azz! Dovrò rivedere la teoria allora…!