Mad Max: Fury Road

Posted: 22nd May 2015 by Death in Recensioni
Tags:

Interpreti: Tom Hardy, Charlize Theron, Rosie Huntington-Whiteley, Zoë Kravitz, Nicholas Hoult, Riley Keough, Nathan Jones, Josh Helman
Regia: George Miller
Durata: 120 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA, Australia 2015

VOTO:

Qualche tempo fa, in occasione dell’uscita del primo Expendables, un noto critico cinematografico si scagliava contro i vecchietti di Hollywood, asserendo che avessero fatto il loro tempo, largo ai giovani e bla bla bla.
Cazzo, quanto mi piacerebbe vederlo ora alle prese con un vecchietto che di anni ne ha 70, di nome fa George Miller e, dopo una stralunata carriera costellata da cult generazionali e cartoons per famiglie, ti tira fuori una BOMBA ATOMICA come Mad Max: Fury Road!

Ragazzi, già dal trailer si capiva, ma il quarto capitolo della saga post-apocalittica per eccellenza è una roba infernale, pazzesca, come non se ne vedevano da anni.

Entro in sala gasato ma fievolmente scettico, per via dell’ovazione unanime in rete (sapete che sono diffidente per natura).
Ho persino evitato di riguardarmi i primi tre capitoli, che non vedo da anni, proprio per schivare potenziali malumori legati al passato.

Siamo sempre nelle wasteland desolate e Max ha oggi il faccione crucciato di Tom Hardy. In origine Miller aveva intenzione di girare Fury Road nei primi anni 2000, con Mel Gibson, ma casini in produzione e battute antisemite hanno fatto sì che il film uscisse solo ora e Mel dovrà guardarselo in poltrona, come tutti gli altri.

Max, dicevamo, è come al solito in fuga dai classici punk motorizzati che vogliono fargli il culo. Viene purtroppo catturato e rimane invischiato in una folle corsa lungo il deserto, ove un auto-cisterna a caccia di rifornimenti solca le distese di sabbia in fuga dall’avamposto dittatoriale di Immortan Joe.

La trama è stringata ma va bene così. Anzi, non voglio proprio dirvi un cazzo per lasciarvi la sorpresa. Lo sapete tutti, no? “Meno c’è, meno si rompe”.
Il film decide proprio di seguire questa massima Bensoniana, mettendoci di fronte un film di pura immagine, con pochissimi riferimenti dialogici. Catapultati in medias res senza alcun cenno introduttivo, ci si rende conto che il mondo di Mad Max è fatto di dettagli, sequenze, forse anche vaneggi mentali. Non c’è bisogno dello spiegone che ci faccia la lezione di storia, lo spettatore attento può ricavare tutte le informazioni dalla grande quantità di particolari e suggestioni presenti su schermo.

Oltretutto, se cercate uno di quei film gonfi di sottostorie più ammorbanti di una lezione a scuola (Tolkien docet), sappiate che il film dura 2 ore ma, se si esclude un breve break centrale in cui ci è permesso di riprendere fiato, ha un ritmo così indiavolato che passano in un soffio. Sono praticamente 120 minuti serratissimi e elettrizzanti, sfido chiunque, a fine visione, a dire “eh, ma avrei preferito che ogni tanto si fermassero un po’ a parlare di massimi sistemi”.

Miller è un vecchietto ma gira in una maniera forsennata, incredibile, e dà le piste a tutti i suoi colleghi ben più giovani.
Le scorribande motoristiche sono coreografate in una maniera pazzesca, con un tale profluvio di trovate acustiche e visive che si rimane veramente galvanizzati sulla seggiolina del multisala. La fotografia supersatura tutta virata al celeste-arancio, la colonna sonora micidiale di Junkie XL, il ricorso minimo all’effettistica digitale (ebbene sì) e un utilizzo al limite dell’umano di stuntman e veicoli modificati… siamo davvero di fronte a una pellicola che setta un nuovo paradigma dell’azione hollywoodiana (che poi del tutto hollywoodiana non è, perché è in gran parte made in Australia).
Giuro, anche solo pensare di orchestrare alcune delle scene presenti nel film mi provoca le vertigini, perché è tutto così iperbolico che faccio fatica a credere che sia stato girato da una persona con più del doppio dei miei anni e più del triplo del mio gusto cine(ma)tico.

Non si disperino, inoltre, gli aficionados del caro Gibson. Hardy non lo fa rimpiangere, col suo faccione a metà tra l’arcigno e lo sfigato, anche se il ruolo più importante viene affidato a Charlize Theron, figa da urlo anche coi capelli cortissimi e una protesi meccanica al braccio. Chi non si accontenta del look selvaggio di Charlize, sappia allora che a un certo punto appare Megan Gale tutta nuda, nudissima, quindi non c’avete proprio nulla da obiettare.

Chiudo auspicando un premio oscar per Nathan Jones e omaggiando uno dei personaggi più folli che abbia mai visto su schermo, ovvero “il chitarrista”, individuo svitatissimo che, durante tutto l’inseguimento su cui si basa il film, se ne sta appeso a un camion su di una struttura pazzesca tutta amplificata a suonare riff distorti con una combo chitarra-basso sputafuoco.
Se non è un capolavoro questo, ditemi voi cosa lo è…

PRO
Il nuovo paradigma dell’action

CONTRO
Anche i patiti del cinema d’autore stavolta non potranno cagare il cazzo

Compralo su Amazon in DVD e Blu-ray.

Leggiti anche...

  1. Cleaned says:

    Grande Death,
    C’è piaciuto assai. Pensa se i “rifacimenti” li rifacessero tutti con questo impegno, cazzo.

  2. Max Leone says:

    Grande rece come al solito Death! Sono in fregole fin dai primissimi trailer.. Ho letto svariate rece e mancava solo la tua!!!!!
    Tutti a parlare di capolavoro e adesso sto col pisello duro e i coglioni gonfi come un adolescente arrapato!!! Spero di soddisfare la “mia voglia domenica”…

  3. Lucia says:

    È il film del secolo e fine.
    E comunque il cazzo molti critici italiani lo hanno già cagato.
    Ma sono dei coglioni frustrati e basta, perché questo è un capolavoro sul serio.
    E chi non lo capisce è una brutta persona

    • Death says:

      Ti giuro, sono tentato ma devo resistere dal leggere le opinioni della critica “colta”… ho sin troppo sangue acido in corpo, Alien mi fa una pippa 😀

  4. psichetechne says:

    Concordo con Lucia, a prescindere. Infatti non l’ho ancora visto. Lo devo vedere. Assolutamente 🙂

  5. Antonella says:

    POTENTE!

  6. psichetechne says:

    Hai visto “It Follows”?

  7. Max Leone says:

    Pienamente soddisfatto!!! Ma non ancora sazio… Una visione non mi basta!
    Storia del cinema comunque.. È ancora complimenti per la solita nella recensione!
    Ho pure voluto dire la mia sulla mia pagina Facebook, in risposta agli ignoranti che si lamentano per la mancanza di una storia…

  8. Max Leone says:

    Chiedo scusa, ma l’ora è tarda ed il T9 corregge a cazzo… Volevo scrivere: e ancora complimenti per la solita bella recensione