Lo Hobbit – La desolazione di Smaug

Posted: 26th December 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Ian McKellen, Martin Freeman, Richard Armitage, Benedict Cumberbatch, Orlando Bloom, Evangeline Lilly, Lee Pace, Luke Evans, Stephen Fry
Regia: Peter Jackson
Durata: 161 min.
Titolo originale: The Hobbit: The Desolation of Smaug
Produzione: Nuova Zelanda, USA, Gran Bretagna 2013

VOTO: 

Uno potrebbe preferire un po’ di bigliettoni o qualcosa d’oro, ma il mio regalo di natale per voi è la recensione fiacca e senza nerbo de Lo Hobbit – La desolazione di Smaug, che ho visto qualche giorno fa (biglietto gratis) ma che ho già quasi dimenticato.

Perché, diciamocela tutta, a me il fantasy ha sempre fatto cagare.
Per me è fondamentale riuscire a immergermi nel contesto filmico per poter apprezzare appieno una pellicola, ma se non mi riesce affatto difficile credere a uno Schwarzy che da solo disintegra più di 100 soldati, non riesco proprio a empatizzare con elfi silvestri e nani di merda.

Ma siccome, per l’appunto, il biglietto era gratis e le alternative fottute commedie natalizie, mi sono infilato in sala armato di Pepsi piccola (circa 1 litro e mezzo) e le giunture scricchiolanti, pronto ad adagiarmi nella poltroncina e ronfare per 3 orette buone.

Eppure, benché abbia dormito alla grande durante Machete Kills, malauguratamente non son riuscito ad assopirmi durante questo secondo, deleterio capitolo de Lo Hobbit, nonostante la noia fosse tanta e la voglia di urlare il mio disappunto anche maggiore.
Infatti, già dimentico del precedente capitolo, non riesco da subito a racapezzarmi mentre vedo uno stuolo di nani orribili farsi strada per rupestri locations, mentre un babbeo coi piedoni pelosi (l’hobbit del titolo, mi dicono dalla regia), si gingilla con la bigiotteria pakistana sulla quale si baserà l’altrettanto soporifera trilogia de Il Signore degli Anelli.

Il discorso seguente vale per lo Hobbit, come per i film precedenti, come per tutto il fantasy dimmerda.
Si tratta sempre di una cricca di personaggi che deve andare da un punto A a un punto B per fare qualcosa di risolutivo, tipo salvare il mondo, mentre ciò che succede nel mezzo è completamente tralasciabile o inutile.
Quindi fotte sega del nano che si innamora dell’elfa Evangeline Lilly (bona però), mentre Orlando Bloom (inspiegabilmente dotato di lenti a contatto azzurre) fa le faccette corrucciate, timoroso di slogarsi il polso -col quale tira portentosamente di arco- a suon di seghini.
Fotte ancora meno sega di Gandalf che scappa da una parte all’altra, quando in realtà potrebbe fare il culo a chiunque con qualche magia pirotecnica.
E mi fotte ancora meno dei nani, o gnomi che dir si voglia, brutti, gretti e laidi. Tifo abbestia per il dragone gigante che gli ha inculato il castello zeppo di ricchezze: ben vi sta, taccagni del cazzo.

Il finale sarebbe in tal senso liberatorio, perché la speranza che Smaug (nome di merda per un drago, ma vabbe’) li rosoli tutti quanti cresce forte in me.
Ma, visto il materiale di partenza, uno scialbo libercolo per bimbi, mi appare improbabile un epilogo così caustico.

Poi leggevo sul web che il libro originale è una roba tipo 300 pagine e non ci si spiega come cazzo stia facendo Peter Jackson, per il quale ho perso tutta la stima che avevo, a tirarci fuori 3 film lunghissimi e inesorabili, zeppi di fillers senza senso e privi di alcuna attrattiva a parte gli ottimi effetti digitali che, a dire il vero, a me sembrano pure finti tanto sono perfetti.

Perlomeno i nani non cantano mai e non si ricorre al fottuto stratagemma delle aquile magiche, già visto e disprezzato negli scorsi film. Per contro c’è una scena in cui un nano dentro una botte sgomina un manipolo di trolls, una roba che neanche nei cartoni di Hanna & Barbera, sequenza contaminata ulteriormente dall’utilizzo indiscriminato di inquadrature girate in GoPro, una poverata talmente amatoriale che si fa fatica a crederci.

Insomma, fanculo questa merda. È tempo di rivalutare questi grandi “classici” della letteratura e parimenti del cinema, che in realtà sono solo grossi feticci ultratecnologici (o ultrapolverosi, in ambito cartaceo) per chi ha ancora interesse a fantasticare di orchi e fate.
Di certo non io.

PRO
Bruciali tutti, Smaug bruciali tutti…

CONTRO
Pattume fantasy

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  1. Psichetechne says:

    Carissimo! Finalmente sei tornato, e col lanciafiamme vedo. Bene, bene, concordo poi completamente sulla recensione. Non se ne può più di Tolkien e compagnia bella. Basta! Guardiamo al futuro! Un grosso augurio di Buone Feste natalizie. 🙂

  2. Fabio says:

    weeeeeeeee che fine avevi fatto, ero preoccupato…:-)
    Non hop visto questo film, ma il precedente non è che mi abbia detto chissà che, mentre la trilogia dell’anello, si quella mi è piaciuta.

    Vedo che anche tu sei rimasto deluso da machete kills, io l’ho trovato passabile, ma speravo meglio, il primo è tutt’altra cosa

  3. bradipo says:

    anche io non l’ho visto e non è che mi si mangia la voglia di vederlo…

  4. Ben tornasto Death!!!! #TeamActionanni80

  5. Death says:

    Grazie a tutti amigos! Appena avrò un momento passerò a sbirciare un po’ i vostri blog, che ho 2 mesi di posts in arretrato 😉
    #TeamActionAnni80Forever