Like a Dragon

Posted: 18th September 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Kazuki Kitamura, Gorô Kishitani, Shô Aikawa, YosiYosi Arakawa, Ken’ichi Endô, Yoo Gong, Takashi Itô, Haruhiko Katô, Claude Maki, Yutaka Matsushige, Natsuo, Saeko
Regia: Takashi Miike
Durata: 110 min.
Titolo originale: Ryû ga gotoku: gekijô-ban
Produzione: Giappone 2007

VOTO: 

Takashi Miike è fuori di testa.
Partendo da questo presupposto, andatevi a guardare la sua filmografia e non stupitevi di trovarvi di tutto: deliranti Yakuza Eiga (i film di mafia giapponese), svitatissimi cine-manga, horror parecchio splatter, musicarelli teen in salsa giappo e film in costume in pieno stile Kurosawa. Insomma, Miike gira quel cazzo che gli pare e lo fa sempre in maniera egregia.

Like a Dragon è il live action del celebre videogame SEGA Ryû Ga Gotoku (Yakuza in occidente) che narra le vicende di Kazuma Kiryu, un nerboruto mafioso alle prese col quartiere più incasinato di tutta Tokyo, Kamurochou (parodia del quartiere a luci rosse Kabukichou).
In questo spazio peccaminoso si consumano contemporaneamente varie vicende: la polizia alle prese con una rapina in banca; due teenagers armati di pistola spadroneggiano rapinando boutiques; diverse cosche mafiose si contendono a suon di mazzate un bottino di 10 miliardi di yen.

Le varie trame che si intrecciano a vicenda danno vita ad una narrazione piuttosto dispersiva che non riesce a chiudersi in maniera omogenea, ma chissenefrega. L’importante è respirare l’atmosfera della “città che non dorme mai”, coi suoi locali, con le sue insegne luminose, coi suoi pittoreschi personaggi. Il talento di Miike risiede soprattutto nel tratteggiare con toni dissacranti la mafia locale, al punto tale che i temibili Yakuza appaiono allo spettatore occidentale come dei mattacchioni totali, anche se alle prese con incarichi truculenti su cui non ci sarebbe nulla da ridere.

Il boss Majima si aggira per le strade cercando il suo rivale Kiryu e falciando a colpi di mazza da baseball ogni disgraziato gli si pari di fronte.
I due si fronteggiano ad alto tasso coreografico prima in un “batting center” e poi alle terme (stile Nuru Massage), mentre gli scagnozzi attorno a loro crepano come mosche.
Poi, siccome Miike se ne fotte dei canoni narrativi, l’ultimo boss appare dal nulla 5 minuti prima dei titoli di coda solo per esser preso a calci in culo da Kiryu, resosi invincibile con un power-up in lattina in puro stile videoludico.
Non manca ovviamente il finalone dove esplode tutto e nonostante lo sviluppo degli eventi non ci permetta di appassionarci alla vicenda, la messa in scena ha un respiro così epico da essere quasi toccante.

Like a Dragon non è nè il miglior film, nè il miglior Yakuza Eiga di Miike ma si distingue per la sua ambientazione patinata, per la sua ironia dissacrante e, valore aggiunto per i fan del gioco, per essere una trasposizione videoludica fedele alle atmosfere dell’originale, un qualcosa che nei film americani si perde nel 90% dei casi.

Servirebbe prendere esempio dal buon Takashi, in modo che anche qui in occidente si impari a fare cinema in maniera professionale ma senza prendersi troppo sul serio, girare i film per passione e anche per piacere personale.

PRO
Yakuza che si picchiano tra le luci al neon

CONTRO
Sceneggiatura sconclusionata

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