L’Altra Faccia del Diavolo

Posted: 21st March 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Fernanda Andrade, Simon Quarterman, Evan Helmuth, Suzan Crowley, Ionut Grama, Bonnie Morgan, Brian Johnson, Jeff Victoroff, Pamela Davis
Regia: William Brent Bell
Durata: 83 min.
Titolo originale: The Devil Inside
Produzione: USA 2011

VOTO:

I giornali lo titolano a caratteri cubitali e io già fiuto l’odore di merda!
The Devil Inside, in patria, ha sbancato i botteghini e strippato qualche spettatore debole di cuore… inevitabile il tam tam mediatico: in TV veniamo tempestati di trailer dal flano poco incoraggiante, che recita “Il film che il Vaticano non vorrebbe mai che tu vedessi”.

Con simili premesse, le aspettative stavano comprensibilmente sotto zero, inculati ormai innumerevoli volte da simile pubblicità ingannevole. Ma per amor di cinema e soprattutto dei nostri fans, ci siamo sentiti in dover di immolarci ugualmente.

Muniti di tessera, otteniamo due biglietti scontati e ci accomodiamo nelle comode seggiole del multi. Il martedì le donne entrano gratis, infatti la sala è gremita di ragazze, perlopiù coppie lesbiche, che cominciano a ridacchiare istericamente per dissimulare la tensione, già palpabile sin dal trailer di American Pie: Ancora Insieme. Il film inizia e la gente non smette di parlare. Io sacramento a voce alta e minaccio di andarmene, ma a nessuno frega un cazzo e il brusio persiste.

Una ripresa datata ci introduce la storia: nel 1989 una tale di nome Maria Rossi (probabilmente moglie di John Smith) fa secchi tre preti durante un esorcismo. La rinchiudono all’ospedale Centrino a Roma (che non esiste), ignorando la sua forza sovraumana e la sua blasfemia fuori dall’ordinario bollandola come semplice malata mentale. 20 anni dopo la figlia Isabella si ricorda di lei e decide di venire in Italia a farci su un documentario.

Siccome il nostro è un paese accogliente, Isabella a Roma fa il cazzo che vuole: accompagnata dal fido cameraman si intrufola in seminario a lezione di esorcismo, gironzola per ospedali psichiatrici e fa riprese in luoghi pubblici senza che nessuno gli spacchi la telecamerina.
L’incontro con la madre non è dei migliori, perché Maria è ormai vecchia e rincoglionita, ma oltre a tatuarsi croci rovesciate sulle braccia, comportarsi da maliarda e urlare come Dani Filth non fa granché altro. L’attrice Suzan Crowley (coincidenza o raccomandazione?) è anche brava, ma si è visto di peggio.

Poi due giovani preti rampanti la introducono al fantastico mondo della possessione demonica, perché “si impara più in 5 minuti con un posseduto che in 3 mesi di lezioni”. Non manca la solita critica al Vaticano, che ricordiamo non vorrebbe mai che tu vedessi questo film.
Allora ecco il team all’opera con Rosa, una povera disgraziata patita del contorsionismo sessualmente repressa. Per risolvere il suo corpo annodato su sé stesso basta un siringone di antispasmodico, mentre per sedare i suoi bollenti spiriti (invita il prete a leccarle il mestruo che le sgorga copioso, per poi ruggire al suo compare “mi fai succhiare il tuo cazzo???”) ci vogliono due schiaffi in faccia. Si è visto di peggio, rispettivamente al Guinness World Records e su qualsiasi sito porno americano (magari il ciclo no, ma meno male).
Piccola nota di colore: nel doppiaggio italiano l’ossessa a un certo punto sbraita molto compostamente “siano maledetti i tuoi morti”, mentre nel doppiaggio americano un ben più romanesco “l’anima de li mortacci tua“. Questo effettivamente non si era mai sentito in un film dell’orrore!

Un’ulteriore visita a Maria finisce ancora peggio. Un prete si becca un cazzotto in faccia, l’altro viene scagliato contro un muro e Maria raggiunge nuove vette liriche con uno scream da paura, ma lo staff del Centrino sembra non accorgersene e la combriccola dell’acquasanta agisce quasi indisturbata.
Lo scream libera Maria dai suoi demoni interiori (i cui nomi non vengono esplicitati ma suppongo si tratti di gente come Shagrath, Abbath e Nergal) che però passano al resto del team. E quindi, come tutti i film che recensisco, finisce tutto in merda, stavolta in maniera così precipitosa che non volevo crederci.

Diciamo le cose come stanno.
Ormai il genere esorcistico ha sparato tutte le sue cartucce e film simili non spaventano più nessuno. La realtà fa ben più paura della finzione e non bastano due bestemmie e un po’ di power stretching a terrorizzare il pubblico, non dopo che al TG si sentono cose come il pedoprete col tattoo satanico che mandava sms con su scritto “porko ***” ai chierichetti.
Inoltre, proprio la scelta di girare un reality movie con l’utilizzo della telecamera a mano, più che creare immedesimazione, provoca solo mal di mare. Il cameraman filma come fosse preda del delirium tremens, non riesce a stare fermo un momento, zooma e controzooma a cazzo di cane col risultato che riprese simili, sforzandosi di essere più realistiche possibile, risultano al contrario posticce.
E mi hanno provocato una nausea tale che, per cercare sollievo, ho ruttato in segreto per tutto il resto del film.

Magari potrebbe incuriosirvi il fatto che il film sia ambientato a Roma, anche se, Vaticano a parte, sembra una scelta di comodo per sfruttare le nostre superstizioni e circondarsi di un’autorialità che non esiste (“la facciamo in barba al Vaticano”).
Figuratevi persino che gli attori che interpretano i personaggi italiani sono tutti rumeni, il ché, senza per questo essere leghisti, dà un po’ a pensare.
In pratica l’Italia non ci guadagna un cazzo, ci fa solo una figura di merda e, considerata quanta gente andrà a sborsare soldi per vedere ‘sta ciofeca (me compreso) ha solo da rimetterci.
L’altra faccia del diavolo? Una faccia da gran paraculo!

PRO
Non mi fottete più

CONTRO
Mavaffanculo

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  1. alessioAlpheus says:

    Dopo questa recensione lo andrei a vedere solo per sentire l’indemoniata cantare come Dani…che non scrive un pezzo decente da beneath the howling stars…e i demoni interpretati dai Dimmu Borgir, un sogno! Il prete esorcista lo avrebbe potuto interpretare Varg “burzum” vikernes… A sto punto un’apoteosi.

  2. Death says:

    L’altra faccia del pogo!
    A proposito, hai mai visto il film di Dani “Cradle of Fear”?
    Trashissimo e girato con due sterline, ma ha un paio di sequenze da cult immediato (inizia con lui che spara un growl a un passante e gli fa vomitare l’anima…)

  3. alessioAlpheus says:

    Ahah,purtroppo no! Devo assolutamente riparare al danno…sono rimasto al pazzesco begotten di Elias Merhige… Piú di un’ora di tormento in bianco e nero ultra saturato

  4. Death says:

    Begotten è una cosa assurda… mi era anche venuto in mente di recensirlo, solo che dopo la visione sono diventato completamente pazzo…

    • alessioAlpheus says:

      Ti capisco, è talemente sconnesso con la realtà da far sembrare Inland Empire di David Linch un documentario della national geographic