L’Alba del Pianeta delle Scimmie

Posted: 28th September 2011 by Death in Recensioni
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Interpreti: James Franco, John Lithgow, Freida Pinto, Brian Cox, Tom Felton, David Oyelowo, Tyler Labine, Jamie Harris, David Hewlett, Ty Olsson, Madison Bell
Regia: Rupert Wyatt
Durata: 105 min.
Titolo originale: Rise of the planet of apes
Produzione: USA 2011

VOTO:

Il film inizia con dei negri che inseguono delle scimmie. O forse sono delle scimmie che inseguono dei negri? O scimmie che inseguono altre scimmie? Sono confuso.
Comunque c’è James Franco che ha il padre completamente rincoglionito dall’Alzheimer e quindi sta sperimentando una cura, testandola ovviamente sugli scimpanzé. Immaginate tutto il pistolotto sulla vivisezione e sui diritti degli animali… sacrosanto, ma sappiate che concordi o discordi dovrete farci i conti.
Il bello è che il farmaco funziona e se su un cervello in pappa ha esiti rigenerativi, immaginate gli effetti su un cervello efficiente anche se primitivo come quello di uno scimmiotto.

Esatto, la scimmia, chiamata Cesare in onore di uno sclero del babbo rinco, diventa superintelligente; comunica col linguaggio dei segni, disegna pastrocchi, risolve rompicapi e organizza trasse con le veterinarie bone.
Tutto vero, grazie a lui infatti James si cucca Freida Pinto che però è indiana e ha fatto The Millionaire e mi fa schifo.
Il problema è che Cesare, sviluppando le sue facoltà cognitive, sviluppa anche dei sentimenti umani ma non sentimenti hippie come l’amore e la pace, bensì la frustrazione, il nervoso e l’odio che sfocia nell’ultraviolenza ai danni di un pilota d’aereo disgraziato, reo di aver malmenato il vecchio rincoglionito che gli aveva sfasciato la macchina. Lo sapevate che lo scimpanzé geneticamente e fisicamente, insieme al bonobo (che è la versione nana), è l’animale più vicino all’uomo? Il DNA dello scimpanzé infatti è uguale a quello dell’uomo in una percentuale, oscillante intorno al 96%, per cui non stiamo parlando di cose così fantascientifiche.
Così Cesare viene sbattuto a vita in un carcere scimmiesco, pensare che agli zingari per omicidio danno appena una settimana di fermo, in barba alla par condicio e al 96% di affinità genetica.

Da qui l’inizio di una rivolta che coinvolge anche gorilla, orangotango e macachi (di solito dopo il caffè) parallela a un epidemia scatenata dal farmaco miracoloso di Franco che cura sì l’Alzheimer ma provoca la morte, un affarone. Capito il pistolotto sull’industria farmaceutica e sull’uomo che gioca a fare Dio? Io no…
Comunque il film è una figata anche se paradossalmente ho preferito tutta la prima parte in stile commedia animalistica tenerona piuttisto che il fracasso finale coi primati in branco che mettono sotto scacco le forze di polizia locali, troppo impegnate a mangiare ciambelle e bere cappuccino.

Il film epiloga dunque un po’ in sordina, con un gran fracasso del quale però ormai non mi interessava granché, poco prima dell’intervento di qualche corpo speciale cazzutissimo che avrebbe abbattuto senza difficoltà le scimmiacce incazzate che invece si danno alla macchia mentre la razza umana si fotte con le sue stesse mani.
Ve lo ricordate il remake de Il Pianeta delle Scimmie di Tim Burton dove le scimmie erano tutte attori truccati da scimmia tranne Michael Clarke Duncan che era al naturale? Questo è MOLTO meglio, le scimmie son tutte in CG ed è tutto molto meno ridicolo:  è già un grosso risultato. Fanculo Tim Burton, viva le scimmie.

PRO
Ci siamo evoluti

CONTRO
Pistolotti a raffica

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  1. Babol81 says:

    Concordo in pieno con il "molto meglio di Tim Burton". Credo che il suo Planet of the Apes si salvasse solo per Tim Roth che, scimmia o umano, è sempre e comunque bravo.
    Comunque pensavo davvero fosse molto, ma molto peggio L'alba del pianeta delle scimmie dal trailer. Invece, mi ha sorpresa.
    Saluti!

  2. deathrow says:

    Anche a me tutto sommato non fregava più di tanto di questo film, eppure a parte un calo di tensione nel finale (dove mi sono persino addormentato qualche minuto) mi ha tenuto saldo alla poltroncina