Lake Mungo

Posted: 8th September 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Talia Zucker, Rosie Traynor, David Pledger, Martin Sharpe, Steve Jodrell, Tamara Donnellan, Scott Terrill
Regia: Joel Anderson
Durata: 83 min.
Titolo originale: id.
Produzione: Australia 2008

VOTO:

Per scovare finalmente un mockumentary degno di questo nome bisognava tornare indietro nel tempo, precisamente in quel 2008 ove Death Row compiva appena un anno e macinava film su film, uno dietro l’altro. Strano infatti che mi fosse sfuggito questo Lake Mungo, forse trovai il titolo un po’ ridicolo e focalizzai la mia attenzione su altro. Madornale errore.
Così, nel 2015, su consiglio dell’amigo Caden de Il buio in sala, recupero questo filmetto australiano e me lo sparo di notte, ansioso di cagarmi la mutanda dalla paura.
Con mia somma sorpresa, Lake Mungo non fa quella paura fottuta che invece mi aspettavo. Tuttavia, rimane un film maledettamente inquietante.
Vediamo nel dettaglio perché.

Il finto documentario in questione parla di una famigliola la cui giovane figlia, Alice, è morta annegata durante una gitarella alla diga locale. Dopo la morte della ragazza, strani fenomeni cominciano a presentarsi all’interno della loro dimora. Durante la notte si sente rumore di passi, passi che si dirigono proprio verso la camera della povera Alice. Non solo. All’interno di alcune fotografie, scattate in casa, in cortile ma anche in esterna, compare una figura sfocata che sembra proprio somigliare in maniera drammatica alla defunta.
Attraverso una serie di interviste ai membri del nucleo familiare e ai loro dirimpettai, sedute spiritiche con un sensitivo che forse è un cialtrone, ma anche tramite l’analisi di filmati di repertorio e foto, tutti i tasselli della ghost story andranno al loro posto e quella che sembrava essere solo una tragica fatalità assume connotazioni ben più macabre e misteriose.

La peculiarità di Lake Mungo è che tiene costantemente lo spettatore sulle spine. Attraverso una costruzione delle sequenze e progressione degli eventi semplicemente perfetta, il film sembra continuamente dover esplodere da un momento all’altro, rimandando però l’esplicitazione dell’orrore all’infinito, senza dover mai ricorrere alle solite esplosioni sonore o agli scontati flash grafici improvvisi, trucchi ormai fin troppo abusati da qualsiasi film horror recente.
È sufficiente un fermo immagine sgranato per instillare nel tuo cervello quella sorta di fastidio, di malessere latente che non ti si scrollerà di dosso prima del sorgere del sole. Magari non te ne accorgerai subito, e spavaldo te ne andrai a dormire come se nulla fosse. “Ah ah! Sono abituato a ben altro, io”.
Poi però ti svegli nel cuore della notte per andare a pisciare e devi percorrere il corridoio al buio, lo stesso corridoio in cui, nel film, sembrava annidarsi lo spettro indefinito di Alice. Sei allora costretto ad accendere tutte le luci e pisciare strizzando al massimo la vescica, in modo da tornare a letto il prima possibile, sperando che ai piedi del giaciglio non ci sia nessuno fermo a fissarti.
Lake Mungo si sedimenta nel cervello e ti lavora ai fianchi, infonde disagio in maniera occulta, non immediatamente evidente. E quando te ne sei reso conto, ormai è troppo tardi… devi cambiarti le mutande.

Non aspettatevi dunque la solita cafonata tutta urla e scorregge. È un film che richiede attenzione e soprattutto interesse verso una storia che pare, inizialmente, virare sui soliti clichés del genere. Voi non fidatevi e andate avanti. Lake Mungo saprà ricompensarvi con sensazioni sempre più rare nel cinema attuale. E non sto parlando solamente di generica paura, ma anche di qualcosa molto più vicina alla melancolia.
Consigliatissimo, anzichenò.

PRO
Sottilmente inquietante

CONTRO
Alzarsi per andare a pisciare la notte diventa arduo

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  1. Mari says:

    Uno dei film che di recente mi ha fatto più paura. La sequenza del cellulare non mi ha fatto dormir serena!

  2. Frank R. says:

    Per me se non è un capolavoro quasi ci siamo: la massima espressione del mockumentary

  3. caden cotard says:

    No no, ma infatti, non fa una paura fottuta (a parte, per me, quella scena che ti dicevo) ma, come dici benissimo, è la sua costruzione drammaturgica ad essere assolutamente perfetta e sempre più carica di inquietudine (mano a mano che si scoprono nuovi scenari).

    Meno male che faccio pipì solo una volta al giorno e di mattina 😉

    • Death says:

      È un film che mi ha messo angoscia perché ho cominciato a ragionare sulla situazione, durante la visione. Il gran gusto di narrare la vicenda con un tono intimo anziché fracassone lo rende veramente un po’ di spanne sopra gli altri esponenti, anche i più riusciti, del genere.
      Devo veramente ringraziarti per il consiglio!

      Per il commento non preoccuparti, c’è un antispam piuttosto agguerrito che a volte strafà 😀

  4. caden cotard says:

    non vedo il commento, forse c’è la moderazione? (non vedo nemmeno riferimenti ad essa)

    beh, se non prende nemmeno questo vuol dire di sì 🙂

  5. psichetechne says:

    Me lo sono perso, o meglio, non ho mai avuto il tempo di vederlo pur avendone letto molto bene da varie parti. Me lo hai riportato a galla dallo sgabuzzino infinito del mio inconscio. Grazie 🙂

  6. Lupokatttivo says:

    Mi son gia cagato sotto a leggere la tua rece…. Mi Sto arrivando! che salto… Che ho bisogno di dormire 😀

  7. Lupokatttivo says:

    Il Sto arrivando! voleva essere un sa…. Sto cavolo di correttore ortografico del piffero … Sorry