La Casa (2013)

Posted: 13th May 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Jane Levy, Shiloh Fernandez, Lou Taylor Pucci, Jessica Lucas, Elizabeth Blackmore, Randal Wilson, Jim McLarty, Inca
Regia: Fede Alvarez
Durata: 90 min.
Titolo originale: Evil Dead
Produzione: USA 2013

VOTO: 

Volete sentire un’altra volta il solito pistolotto per il quale i remake non avrebbero senso di esistere?
Credo di no, dunque partiamo con i soliti postulati di rito, e cioè che i remake sono lammerda, i reboot puzzano e il cinema di una volta era più meglio perché sì.

Detto ciò, esco fuori dalla modalità pregiudizievole ed entro in sala fiducioso per questo rifacimento dell’epocale La Casa (1981) di Sam Raimi. Un film oserei dire intoccabile, geniale nella sua realizzazione “amatoriale” e precursore totale di un genere prolifico e fin troppo imitato. Eppure, l’intenzione di rivisitare quel film leggendario nasce proprio per volere dei suoi creatori, Raimi e i compari di merenda Tapert e Campbell, il ché genera qualche confusione.
Quindi, prima di cominciare la visione, sgombriamo la mente.
La Casa 2013, regia dell’esordiente Fede Alvarez, evita il confronto diretto con il prototipo, imbastendo una storia grossomodo fedele all’originale ma con alcune rivisitazioni non invasive.

Piuttosto che per trascorrere un tranquillo week-end di paura, la combriccola odierna si riunisce nella baita sperduta nella foresta per aiutare un’amica che sta cercando di ripulirsi dalle droghe. La cara amica strippa senza pietà.
Quella che sembra essere solo una violenta “scimmia”, si rivela in realtà essere una nevrosi demoniaca scatenata dal solito Necronomicon, inchiostrato di fresco (il sangue umano sembra però esser stato rimpiazzato da della semplice china).

L’unico passo veramente falso del remake, per me, sta proprio nell’evocazione delle forse oscure.
Se nell’originale i nostri “eroi” risvegliavano i demoni ascoltando incuriositi un nastro magnetico, qui il nerd occhialuto di turno, nonostante gli avvertimenti scarabocchiati sulle pagine del libro – “Non leggere, ocio che muori!”, “ALLARME SATANA” e tutta una serie di disegnini truculenti -, cosa fa? Evoca il diavolo, ovviamente, declamando l’infame rituale in tono drammatico e serioso. Non può dire di non essere stato avvisato, dunque la punizione per la sua stoltezza è l’inferno in terra.

Una volta sbrogliati gli obblighi di storyline, il film marcia spedito a suon di sequenze splatter pazzesche, una roba veramente fortissima che raramente si è vista al cinema, almeno in tempi recenti. Una vera e propria festa di sangue senza alcuna incertezza censoria, tra arti mozzati e rigurgiti sanguinolenti. Una manna per uno splatterofilo accanito come me, un calvario per gli incauti spettatori “casuals“, costretti a coprirsi gli occhi di fronte alla mattanza totale.
Convincentissimo l’utilizzo di effetti artigianali classici piuttosto che la solita merda in CGI: il quadro trasuda sangue, sporcizia, orrore e non poligoni, textures e lens flares. Trattandosi di un progetto a basso budget, il tutto acquista ancora più valore e rispetta un’etica horror cara agli estimatori di vecchia data.

Alvarez evita il rischio del rifacimento patinato, ciò in cui Nispel e soci avevano fallito. I personaggi sono lontano dagli stereotipi del macho palestrato e la figa siliconata, fortunatamente nessun personaggio vuole prendere il posto di Ash e i toni generali sono sporchissimi e neri come la situazione richiederebbe. Finisce davvero tutto in un minestrone di sangue, fango e merda. Si riducono al minimo le incursioni nell’umorismo nero, anche se qualche momento è talmente grottesco da poter strappare qualche risolino isterico liberatorio.

La regia è decisa, per nulla intimorita dal gravoso incarico e spesso omaggia il maestro con le tipiche zoomate sghembe e l’immancabile steady tra gli alberi.
Buoni gli attori, tra i quali spicca la notevole Jane Levy, in doppia performance parimenti schizzata, in bilico tra crisi d’astinenza ed estasi diabolica. La sua versione demoniaca è veramente terrificante e perversa, anche se forse rinforzata da qualche aiutino in post-produzione.

La progressione degli eventi subisce qualche modifica, per evitare il rischio di noia e la sensazione di déjà vu. Alvarez, anche sceneggiatore, azzecca persino un paio di twist non banali che giocano proprio sul tradire le aspettative di chi conosce già le regole del gioco, e regala una sequenza finale in rosso dominante così catartica e potente da avermi quasi commosso.

Immancabili le chicche sui titoli di coda, con l’audio “maledetto” tratto dal film originale e una brevissima scena che strizza l’occhio ai fans ma che ho trovato veramente gratuita ed inutile. Molto meglio le criptocitazioni nascoste, come la vecchia macchina di Raimi abbandonata nel bosco e altre che non noterete fino a che non andrete a cercarle su internet.

Non si può pretendere che Evil Dead 2013 sostituisca il film originale ma, tra i tanti modi in cui si può gestire un’operazione di rifacimento simile, questo è certamente uno dei migliori.
Poche pretese, molta umiltà e qualche migliaio di galloni di sangue finto.

PRO
Potenza splatter assoluta

CONTRO
Il primo amore non si scorda mai

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  1. Fabio says:

    direi che concordo quasi su tutto, tranne il fatto che a me, come ho detto in svariate sedi l’originale di Raimi piace, ma non lo amo, questo remake mi ha fatto impazzire 😉

    Ho scritto anche io la rece nel mio blog death, se ti va dagli una letta

  2. Psichetechne says:

    Concordo a 360 gradi con questa tua rece proprio bellona 🙂

  3. Esattamente…bello senza alcun dubbio, ma il primo amore non si scorda mai. Dovrei parlarne presto anche a casa mia.

    • Death says:

      Oltre alla nostalgia canaglia, Raimi ha rivoluzionato sia il cinema horror sia la concezione registica stessa 🙂 Leggerò volentieri la tua rece!

  4. E siamo a tre pareri positivi, ormai la visione è diventata obbligata

  5. Babol81 says:

    Bella recensione, mi trovo completamente d’accordo!
    Anche se io partivo completamente disillusa 😛

  6. Lessio says:

    per me è troppo politically correct.. sti cazzi che quella si doveva disintossicà, io volevo rivedere l’allegra combriccola di minchioni in vacanza! 🙂

    • Death says:

      Effettivamente la nuova è una combriccola un po’ meno gioviale della vecchia, ma l’importante è che finiscano tutti fatti a pezzi, no? 😀