Kristy

Posted: 18th August 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Haley Bennett, Ashley Greene, Lucas Till, Chris Coy, Mike Seal, Lucius Falick, Erica Ash, James Ransone
Regia: Olly Blackburn
Durata: 86 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2014

VOTO: ½

In America c’è una sorta di setta satanica spanatissima che dà la caccia alle ragazze di nome Kristy, le ammazza, fa il filmino e sbatte tutto su internet in siti snuff inaccessibili ai più. Essendo adoratori del demonio, questi svitati attribuirebbero al nome Kristy una valenza cristologica e in questo modo, uccidendo tutte le ragazze così chiamate, metterebbero in pratica una specie di deicidio reiterato. O almeno credo.

Ci troviamo in un college, alla vigilia del giorno del ringraziamento. Gli studenti sono in procinto di evacuare aule e camere per trascorrere le festività assieme ai parenti o andare a ubriacarsi in qualche bettola fino all’alba. L’unica nerd decisa a rimanere al campus a studiare è Justine e già per questo la simpatia dello spettatore nei suoi confronti comincia a vacillare. Nonostante sia addirittura fidanzata con un fighetto platinato, Justine preferisce ritrovarsi in completo isolamento, fatta eccezione per due manzi della security e un giardiniere più asociale di lei, esclusivamente in compagnia dei suoi libri e della sua vita di merda.
Durante la notte, in uno slancio di YOLO inarrestabile, si reca al market poco distante a fare incetta di junk food, per affogare i dispiaceri nello zucchero. Tra gli scaffali delle merendine e quelli dei preservativi, però, incrocia una punkabbestia coi piercing che farnetica stronzate e la guarda in modo minaccioso.
È l’inizio di un incubo.

La punkabbestia, spalleggiata da tre compari mascherati e incappucciati, si convince senza motivo che anche Justine si chiami Kristy e si intrufola nel college per darle la caccia. A poco vale l’intervento dei due manzi che, nonostante la stazza imponente e il pizzetto da sbruffone, finiscono macellati in breve tempo.
La caccia è aperta e Kristy è costretta alla fuga per tutti gli ambienti dell’istituto, sempre tallonata dai suoi assassini che, a sfregio e per diletto, filmano tutto col cellulare uploadando il video in tempo reale sui siti pirata amati dai segaioli dello snuff.

Kristy è l’ennesimo film slasher che ripropone l’ormai abusato schema del gatto e il topo ma, nonostante la struttura sia vista e rivista innumerevoli volte, la realizzazione tecnica è comunque pregevole e, complice la durata esigua, non annoia mai, tiene in discreta tensione nonostante l’esito scontato e anzi, gratifica lo spettatore con un finale catartico caricato con buon mestiere.
Certo, non c’è un reale motivo per preferirlo agli innumerevoli esponenti della stessa categoria (Ils, The Strangers, You’re Next… potremmo andare avanti per ore), ma nel caso vi dovesse capitare diciamo che fa il suo dovere senza troppi guizzi ma anche senza nessun difetto grave.

Tra i membri del cast sorprende la presenza di Ashley Greene, la vampira figa di Twilight di cui, tempo fa, uscirono le foto nuda nudissima. Quante pippe vi ci siete fatti sopra, eh? Bene, sappiate che la sexy Ashley non interpreta la protagonista, bensì la killer punk con felpa hoodie, labbro screpolato e sguardo da maniaca. Shock! Proprio per questo, però, la sua interpretazione è veramente convincente e detestabile.
Justine, interpretata sommessamente da Haley Bennet, diventa presto sufficientemente tormentata e spaurita per farsi perdonare l’eremitaggio che innesca la vicenda (in realtà dettato da ragioni economiche) e sintonizzarsi empaticamente con lo spettatore.

Per quanto mi riguarda, sono rimasto piacevolmente in tensione per tutta la durata del film. Certo, è quella tensione innocua che non ti fa stare realmente male, ti tiene giusto vivo l’interesse di scoprire come farà la damigella in pericolo a cavarsela da tale situazione o cosa si inventerà per metterla nel culo ai suoi aguzzini.
Perché, come avrete già intuito, a un certo punto i ruoli si invertono e sarà proprio Justine/Kristy a diventare la cacciatrice, incazzata nera e anelante vendetta. Mi sarebbe piaciuta qualche esecuzione truculenta in più, qualche bell’effetto di sangue urlato a tutto schermo, ma ci troviamo nei territori sicuri del PG-13, quindi non si può eccedere in cattiveria anche se, come già osservato prima, il senso di liberazione nel finale è veramente appagante.

Kristy possiede insomma una struttura rodata ma poco originale, un background occulto abbastanza affascinante (quello dei siti internet snuff sul dark web) ma non approfondito appieno, un ritmo serrato e qualche momento di violenza efficace, senza sporcare troppo il quadro di liquami vermigli. Non è un capolavoro ma neanche un brutto film.
Onesto: una visione spensierata la vale sicuramente.

PRO
Buona tensione

CONTRO
Non il massimo dell’originalità

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  1. Frank R. says:

    Ecco, sono abbastanza d’accordo con te, un film alla fin fine innocuo, non molto originale se non per la macro ambientazione, che fonde più di un genere e caratterizzato da una discreta tensione. Niente di che, ma si lascia guardare

    • Death says:

      È il tipico horror estivo che affolla le sale quando la gente ha di meglio da fare. A volte si perdono dei titoli interessanti, per via di questa logica. Diciamo che anni fa, l’avessero trasmesso a Notte Horror, mi ci sarei leccato i baffi 🙂