Knock Knock

Posted: 19th December 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Keanu Reeves, Lorenza Izzo, Ana de Armas, Ignacia Allamand, Aaron Burns, Colleen Camp
Regia: Eli Roth
Durata: 99 min.
Titolo originale: id.
Produzione: Cile, USA 2015

VOTO:

Cosa? Due film di Eli Roth a distanza di pochi mesi? No ragazzi, il buon Eli non è così prolifico.
Semplicemente The Green Inferno è stato girato un paio d’anni fa ma è sbarcato nelle sale solo lo scorso Ottobre, dopo un po’ di ristagno per questioni distributive.

È Knock Knock il vero film di Roth del 2015, ed è una piccola pellicola low budget che punta tutto sulla scrittura e sulle interpretazioni, un ottimo diversivo per rilassare i nostri spossati neuroni tra un blockbuster supereroistico e un film dove le esplosioni la fanno da padrone.

La trama è semplice e intrigante. Evan (Keanu Reeves), architetto gonfio di soldi, rimane solo a casa nel week-end mentre moglie e figli vanno a spassarsela al mare. Durante una notte di tregenda, mentre lavora a un progetto in scadenza, Evan riceve la visita di due avvenenti teenagers, mezze nude sotto il diluvio, che lo implorano di poter fare una telefonata. Evan, con gran spirito di misericordia, le accoglie in casa deglutendo al massimo, le offre il tè e inizia a conversarci un po’.

Peccato che le due squinzie siano infoiate come po(r)che e le provino tutte per far cacciare a Evan il cazzo fuori dai jeans. Evan, da bravo padre di famiglia, cerca in tutti i modi di resistere alla peccaminosa tentazione, fino a che un pompino in tandem, inflitto con la forza, non lo costringe a cedere alla sexy trappola. Inizia una notte di sesso acrobatico con quelle che, ahilui, scoprirà essere due “minorenni del sesso” abili nel ricatto e in cerca di cash facile.
Inizia l’incubo.

Lontano dagli eccessi grandguignoleschi e dai barocchismi degli ultimi lavori, con Knock Knock Roth punta tutto sul minimalismo. Gli sono sufficienti una bella e spaziosa casa, un protagonista abbastanza afflitto (Keanu nuovamente in grande spolvero, specie quando strilla un’accorata tirade per aver salvo il culo), due sexy zoccole (tra cui anche Mrs. Roth, Lorenza Izzo, già vista sporca di sangue e merda in Green Inferno) e una sceneggiatura piena di trovate ciniche e sferzante femminismo (o forse subdolo maschilismo?).

Si gioca un po’ coi generi. Si parte che siamo quasi dalle parti del porno soft, si procede oscillando tra dramma morale con rovello familiare annesso e si conclude alla grande con una home invasion che profuma di torture porn, non lesinando di tanto in tanto sul solo porn, con sequenze perverse di sesso coercitivo extraconiugale.

Certo, verso il finale l’intervento di un personaggio secondario più stupido di un moscone lascia qualche perplessità, ma è funzionale, in virtù del suo epilogo, a rafforzare la tesi quasi dadaista che sotterraneamente il film veicola per tutta la sua durata, ovvero che l’arte non esiste, è tutta merda spacciata per gran cioccolata, e io, fino a un certo punto, specie per ciò che riguarda quella contemporanea, sono pure d’accordo.

E poi c’è il tema più basico ma non meno scontato della guerra tra sessi. Può una notte di sesso selvaggio con due hot teens invalidare moralmente una persona immacolata? Keanu, padre modello e marito perfetto, commette una tantum l’errore di ragionare con l’uccello piuttosto che con la testa. Può una simile e isolata cedevolezza, estorta con violenza, giacché l’essere umano un po’ bestia lo è ancora, condannarlo alla morte civile o persino fisica?

Non è comunque ben chiaro, viste le dinamiche, l’intento moralizzatore del film, sempre che ce ne sia uno. Sono gli uomini a essere tutti porci pervertiti o le donne a essere tutte troie manipolatrici? Per conciliare gli animi, le colpe sembrano distribuite equilibratamente tra le due fazioni: 1-1 e palla al centro.

Tripudio social nella chiusa, cattivissima e cinica come poche, uno dei rari momenti in cui un film, negli ultimi tempi, mi abbia fatto ridere a crepapelle contemporaneamente a un attacco d’ansia di proporzioni bibliche.

Knock Knock è forse, a oggi, il lavoro più completo di Roth e, paradossalmente anche quello meno pompato commercialmente. Niente promesse di evisceramenti brutali, niente cannibalismo, niente zombies purulenti. Al massimo qualche culo e un po’ di tette. Nonostante lo script talvolta forzato, regge botta fino alla fine evitando cadute di tono troppo vistose e riducendo al minimo i momenti morti.
Rimane pur sempre un piccolo film d’exploitation con degli intenti un po’ incerti, di certo non un capolavoro. Ma considerati gli altalenanti standard di Roth (e sotto quest’ottica va inquadrato il voto), stavolta ci è andata persino di lusso.

PRO
Monologo di Keanu da URLO

CONTRO
La morale qual’è?

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  1. babol81 says:

    Aspetto che il mio ragazzo si decida a farmi compagnia per vederlo, ormai si parlerà del 2015. Chissà come mai voi uomini diventate indulgenti e accettate anche di affrontare l’istintivo disgusto verso horror e thriller quando ci sono di mezzo due bei donnini XDXD

    • Death says:

      Io l’ho aspettato per mesi e poi mi son rotto le scatole: su Amazon è disponibile già da tempo. La distribuzione italiana è sempre tempestiva 😐

  2. Max Leone says:

    Grande Death!!
    Un film che da troppo troppo tempo devo recuperare e mi dispiace (seppure la scena super sexy di Salma Hayek resta un cult indimenticabile, con quella presentazione in lingua originale di Danny Trejo…
    Grande rece! A me personalmente queste recensioni Amarcord piacciono di brutto! Quindi un grazie grosso per il regalo natalizio, anche se non è il Van!! 😉

    • Death says:

      Caro Max, devi recuperare al più presto! 😀
      Comunque son contento che le rece nostalgiche ti piacciano, magari cercherò di farle a cadenza fissa, senza trascurare le novità 😉