Jupiter – Il destino dell’universo

Posted: 9th August 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Channing Tatum, Mila Kunis, Sean Bean, Eddie Redmayne, Douglas Booth, Tuppence Middleton, Terry Gilliam, Jo Osmond
Regia: Lana Wachowski, Andy Wachowski
Durata: 125 min.
Titolo originale: Jupiter Ascending
Produzione: USA, Australia 2015

VOTO:

La carriera dei Wachowski è una delle più strambe di Hollywood. Dopo l’ottimo esordio con il lesbo-thriller Bound – Torbido inganno, i due Bros imbroccarono il successone planetario di fine millennio con The Matrix e relativi seguiti. La trilogia di Neo e soci è sicuramente un’opera affascinante e ricca di momenti memorabili, ma i due sequels non avevano convinto appieno i fans. Nonostante tutto, i film ebbero un buon riscontro commerciale e i Wachos diventarono due nomi di rilievo nel mondo del cinema.
Poi successe l’incomprensibile. Dopo che la Warner gli affidò la realizzazione di un film per famiglie, i fratelli tirarono fuori Speed Racer, tecnicamente pazzesco ma con un appeal scarsissimo sulle nuove generazioni, dato che si basava su un semisconosciuto anime giapponese degli anni ’60. Flop.
Cercarono allora il riscatto con Cloud Atlas, regia a tre mani e adattamento di un libro di successo. Il risultato, per chi scrive, è ottimo, ma il pubblico ignorante, incapace di computare ragionamenti che vadano oltre la Champion’s League o le misure del culo di Belen, ne decretò il parziale insuccesso al botteghino.

Ecco che allora i Wachowski si ritrovano con tutte le maggiori case di produzione disposte al massimo a mandarli affanculo.
Eppure, il trailer di Jupiter Ascending non mi si presentava come un B-movie dal budget irrisorio e gli attori pescati in qualche lercio sobborgo periferico. Tuttora non mi spiego come abbiano fatto a racimolare quasi 180 milioni per la realizzazione del film.
Ci son parecchi effetti speciali per avvincere il pubblico patito di sci-fi e pure un bel po’ di nomi noti per attirare in sala i più giovani. C’è Mila Kunis che si è rimessa in forma, dopo essere apparsa sfattissima in qualche scatto paparazzato. Sospetto l’utilizzo di controfigure nei campi lunghi in cui mostra un culo al top e le cosce ben tornite, mentre nei piani ravvicinati si riscontrano forme decisamente più tozze. Poi c’è “Magic MikeTatum, tatuato e con le orecchie a punta, che a un certo punto si toglie la maglietta e resta a fare lo sbruffone a petto nudo, ma c’ha la panza da birra nonostante interpreti un supersoldato licantropico. C’è anche Eddie Redmayne coi labbroni pompati a botulino, prima che vincesse il contestabile Oscar per La teoria del tutto… state certi che a breve rinnegherà questo ruolo.

Insomma, sembrava che gli ingredienti di questa nuova portata Made in Wachowski fossero quelli giusti per imporsi al box office, ma anche in questo caso le cose non sono andate per il verso giusto. È vero, ci sono un sacco di effetti speciali, un buon numero di sequenze di combattimento, tra cui un aereo tra i palazzi di Chicago veramente ganzo e spettacolare, ci sono le ambientazioni spaziali tutte 3D e tutte affascinanti, e pure il cast è piuttosto in palla.

Il problemissimo di Jupiter Ascending è che la sceneggiatura è una scorreggia umida su una mutanda già sporca di merda.
Perché la storia di Jupiter, immigrata russa costretta a pulire i cessi dei ricchi che si ritrova contesa da alcune potenti famiglie aliene, per poi ritrovarsi catapultata in ambienti da space opera pallosa come Beautiful ma scenograficamente più curata, con di tanto in tanto delle ottime scene d’azione buttate lì a caso, giusto per far svegliare lo spettatore assopito, con risoluzioni di trama assolutamente inspiegabili e altri aspetti che avrebbero meritato più spazio tralasciati ingiustamente… sì, insomma, lo script è ‘nammerda, del destino dell’universo non frega un cazzo a nessuno e poco più ce ne sbatte dei protagonisti, che si affannano e si struggono ma alla fin fine non si capisce realmente dove cazzo vogliano andare.

Insomma, salvo la confezione tecnica e alcune idee concettuali che, sviluppate meglio, avrebbero fatto davvero la differenza. Salvo anche Tatum, coraggioso a mostrarsi ignudo, così fuori forma, con gli addominali rimpiazzati da un’indecente pancetta da mediocre.
Salvo comunque anche i Wachowski. Sono due registi con le palle, anche se Larry se l’è tagliate per diventare Lana. Ma gli riconosco il coraggio di aver continuamente provato a esplorare terreni nuovi, progetti rischiosi, concetti profondi, rifiutando di fossilizzarsi sul prototipo che li aveva resi famosi. Dal punto di vista puramente visivo sono sempre eccellenti, dimostrano gran gusto e un colpo d’occhio pazzesco. Peccato che non ripongano la stessa cura nella stesura delle sceneggiature…

PRO
Ottima estetica

CONTRO
Sceneggiatura assurda

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  1. lazyfish73 says:

    Sono d’accordissimo,sulla carta aveva tutto per essere una roba caruccia(anche se temevo troppo teen per noi),non è uno schifo come Insurgent,però boh,non va da nessuna parte,ed alla fine lascia ben poco.Tanto fumo e poco arrosto.
    Io sono fra quelli che hanno adorato Cloud Atlas,e anche Sense8,la serie TV che hanno buttato fuori ultimamente,che ne riprende dei temi,in un certo senso.

    • Death says:

      Ne sento parlare molto bene, di Sense 8! Purtroppo non sono così costante da riuscire a seguire per intero una serie TV, anche se in effetti, visto che si tratta dei Wachos, un tentativo potrei pur farlo 😉