Johnny Il Bello

Posted: 17th November 2012 by Death in Recensioni
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Interpreti: Mickey Rourke, Elizabeth McGovern, Scott Wilson, Ellen Barkin, Lance Henriksen, Forest Whitaker, Morgan Freeman, David Schramm, David Schramm
Regia: Walter Hill
Durata: 109 min.
Titolo originale: Johnny Handsome
Produzione: 1989

VOTO: 

Dal festival di Roma giunge fresca una notizia bellissima: Walter Hill e Sylvester Stallone presentano il loro nuovo film, Bullet to the Head, con gran plauso di critica e pubblico. Insomma, pare che il film sia una bomba e non mi vien difficile crederlo, se è vero che Sly spaccherà il culo a colpi di accetta a Jason “culo liscio” Momoa. E stranamente tutti sembrano ora ricordarsi di Hill come il grande artigiano del cinema, quando fino a pochi giorni fa nessuno se lo cacava di striscio.
In ogni caso, io non vedo l’ora e devo a tutti i costi ingannare l’attesa.
Ma siccome Walterone era inattivo praticamente da 10 anni, dall’ottimo Undisputed datato 2002, l’occasione mi è propizia per rispolverare un retro-cult e soddisfare le richieste dei carissimi fans.

Johnny, sadicamente soprannominato “Il Bello”, è un ragazzone un po’ sempliciotto e brutto come la merda. È storpio dalla nascita, c’ha la faccia che sembra un quadro astratto ma ha anche un gran talento per orchestrare delle rapine perfette. Per fare un favore al suo unico amico, organizza un ultimo colpo prima di lasciare per sempre la via del malaffare e mettere la testa a posto. Purtroppo i complici scelti, due teppisti che c’hanno “tradimento” scritto in fronte, si rivelano per quello che sono: dei grandi figli di puttana che massacrano tutti e scappano col malloppo lasciando Johnny solo come unico indiziato.
In galera, a Johnny vien fatta la proposta indecente: sottoporsi ad una serie di massacranti interventi di chirurgia estetica per risolvere la sua bruttezza congenita.
Il medico teorizza che l’aspetto mostruoso porterebbe ad una condotta criminosa, una forma di ribellione contro la natura pezza di merda e la società che anziché empatizzare disprezza senza pietà; l’applicazione pratica vorrebbe dimostrare che se sei bello non hai bisogno di delinquere, perché puoi sfogarti ciulando quanto vuoi.
Johnny cambia faccia e identità: diventa un figo da paura, lineamenti scolpiti, sguardo magnetico, capello gellato e un lavoro finalmente onesto.
Ma si sa che l’abito non fa il monaco… e infatti Johnny, pur avendo conquistato subito una bella chica col suo nuovo look, in testa cova solamente sanguinosi propositi di vendetta. Nessuno se la sente di biasimarlo, e tutto finisce con un massacro.

Il film, visto oggi, sembra quasi una presa per il culo profetica per Mickey Rourke. Una versione noir de La Bella e La Bestia, dove Johnny è un deforme che grazie alla chirurgia acquista un aspetto bellissimo e ha occasione di rivalersi; nella cruda realtà, di lì a poco Mickey avrebbe immolato il suo viso da sex symbol sull’altare della boxe, sfigurandosi a morte e cercando di salvare il salvabile mettendosi nelle mani di macellai mascherati da chirurghi plastici. I ruoli si ribaltano, in maniera beffarda, e Mickey diventa un freak, una faccia di gomma gonfia e grottesca, ma non per questo meno carismatica.

Walter Hill, come sempre, dirige da vero duro una storia apparentemente stereotipata ma ben ritmata, impreziosita da lampi di violenza e le solidissime interpretazioni di un cast di superstar, tra cui Rourke spicca per intensità (che riflette un periodo per nulla felice della sua carriera, alla continua ricerca di ruoli “kamikaze”), Morgan Freeman in un inedito ruolo da bastardissimo (prima di diventare il più stucchevole di Hollywood) e Lance Henriksen che buca lo schermo a suon di sudiciume e maleficenza.
Tra virtuosismi tecnici (le due sequenze di rapina sono tempisticamente perfette), atmosfere dark e malinconiche (New Orleans mon amour) e la colonna sonora rock blues del grande Ry Cooder, il film si chiude in maniera cupa, cupissima, con una mattanza catartica che però ci lascia alle prese con l’amarezza dell’ineluttabilità del destino del povero Johnny.

PRO
Noir e cazzuto

CONTRO
Tristemente profetico per Rourke

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  1. CinemaOut says:

    Notevole. Che nostalgia questo modo di fare cinema, duro e secco, senza fronzoli o ricercatezze che ora il digitale permette.

  2. Cleaned says:

    Confermo la cazzutaggine old-school di BTTH. Visto al festival con Sly presente in sala 😉