John Wick

Posted: 6th February 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Keanu Reeves, Michael Nyqvist, Alfie Allen, Adrianne Palicki, Willem Dafoe, Ian McShane, Bridget Moynahan, Jason Isaacs, Bridget Regan
Regia: David Leitch, Chad Stahelski.
Durata: 101 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2014

VOTO: 

Avevo lasciato Keanu Reeves in condizioni pietose nello scadente 47 Ronin (“il capolavoro del 2014” solo a detta di un nostro carissimo fan/hater), e ne ero seriamente dispiaciuto, perché Keanu è sempre stato un tipo tosto e c’ha pure una vita personale parecchio disastrata, perciò empatia al massimo per l’interprete di grandi classici come Point Break, Johnny Mnemonic e l’essenziale trilogia di Matrix.

Uscito come al solito in gran ritardo rispetto agli States, approda nei cinema questo John Wick, di cui avevo sentito parlare gran bene nelle rece d’oltreoceano. Il trailer era una bomba, per cui mi sono fiondato al cinema alla prima occasione di avere il biglietto scontato.

La storia è semplice. John Wick è un killer fortissimo che, parimenti al buon Keanu, sta passando un momento veramente duro: la moglie è morta dopo una lunga malattia e lui resta solo al mondo.
A peggiorare le cose si inseriscono dei mafiosi russi che, inconsapevoli di stare pestando i piedi alla persona sbagliata, lo randellano a sangue, gli rubano la Mustang del ’69 e gli ammazzano il cane, regalo dell’ormai scomparsa consorte.

Inizia l’apocalisse.

Anche se la sceneggiatura potrebbe apparire minimale – e lo è -, con il solito canovaccio vendicativo e i personaggi tagliati spessi, ci sono alcune finezze mica da poco, come la delineazione di un ambiente sotterraneo popolato di killers, codici e sistemi di pagamento in dobloni d’oro e peculiari locations come l’hotel che funge da quartier generale, tutto molto underground e affascinante.

Il resto è azione frenetica a palla: il film è diretto da due stuntmen (anche se uno non accreditato, per le solite stronzate burocratiche) e si vede. Coreografie di grappling indemoniato e headshots a raffica, pratica del quale il buon Wick sembra essere proprio patito. Reeves ha interpretato il 90% delle sequenze di azione in maniera egregia, s’è proprio ripreso alla grande. C’è chi critica questi stunt definendoli un po’ goffi, poco fluidi, ma ci terrei a far notare che, nella finzione scenica, John è reduce da uno iato di 5 anni, perciò è perfettamente plausibile che la sua forma atletica sia un pochino arruginita. Inoltre non c’è alcuna sequenza di allenamento, quindi non rompete le balle.

Il versante splatter è moderato, senza grosse esplosioni vermiglie, ma ci sono un bel po’ di schizzi di sangue e qualche pugnalata parecchio dolorosa: la violenza è perfettamente bilanciata, senza che si scada nel grottesco.

Ci terrei inoltre a precisare uno snodo importante della trama, in risposta (ancora) ai soliti criticoni del web incapaci di godersi una dignitosa visione pur di fare i bastian contrario della situazione (qui, lo ammetto, dovrei fare mea culpa anche io).

Si obietta il fatto che John, sicario tra i più letali in circolazione, si faccia malmenare senza opporre troppa resistenza da una cricca di inesperti gaglioffi russi.
Evidentemente i nostri amici criticoni trascurano il fatto che John, ormai solo al mondo dopo la morte dell’amata moglie, non voglia più vivere in questo merdoso mondo, e non posso dargli torto. Si arrende quindi al suo desiderio di oblio eterno, fino a ché non vede massacrato l’innocente cucciolo regalatogli dalla consorte (ok, questo è un po’ ruffiano, lo riconosco), unico appiglio verso la realtà terrena e una speranza di aldilà.

John allora capisce una grande verità, ovvero che in condizioni drastiche, quando ormai tutto sembra perduto, è l’odio a diventare il grande motore della nostra esistenza, ascendendo quindi a disintegratore mosso solo dall’impulso primordiale della distruzione e del giramento di coglioni (aka Vendetta).

Personalmente, ritengo John Wick come una sorta di The Wrestler per Keanu Reeves. È innegabile che gran parte dell’intensità della sua interpretazione sia dovuta alla sua rinascita, al tentativo di risalire la china dopo l’abisso della depressione.
Gli auguro il meglio.

Però già si mormora di un potenziale sequel, cosa che mi lascia un po’ perplesso.
Cosa potrebbero mai inventarsi per farlo incazzare nuovamente? Gli ammazzeranno di nuovo il cane? Gli cagheranno di fronte all’uscio di casa? Gli pisceranno nel serbatoio della Mustang?

Quale che sia la soluzione di sceneggiatura adottata, temo che un John Wick 2, pur mantenendo la stessa frenesia ipercinetica, non riuscirà a conservare la stessa tragicità (e genuinità) del prototipo.

PRO
Welcome back, Keanu

CONTRO
Trama minimale, ma anche sticazzi

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  1. bradipo says:

    La Bolla ha brillantemente riassunto la trama con un ” Scendi il cane che te lo sparo”…comunque anche per me divertimento sopraffino…

  2. Carlo says:

    Bella rece per un film che insomma dopo averlo visto mi sono acceso una paglia.
    Veramente fichissimo.

  3. Cleaned says:

    Io dico ” mondo cane” (o mondo keanu…) ce ne fossero di film cosí…

    Le genti si meritano Twilaids e Hunger Gay

  4. psichetechne says:

    Mh, mai sentito. Si vede che ho un pò di arretrati filmici, accidenti. Lavoro troppo. Grazie quindi della segnalazione 🙂

  5. Mirko says:

    Secondo me la trama, quando hai un world building così sintetico(un mondo dove si ammazzano le persone e si guadagnano i coin come nei videogiochi ha vinto tutto) ed efficace(se ci pensate con poche cose denota alla grande una società di killer molto meglio di un Wanted per esempio), puoi anche bypassarla tranquillamente per andare al sodo. Viva John Wick

  6. Antonella says:

    Concordo sul film, davvero bella sorpresa per me, ma non condivido su ronin 47 che ho trovato (inferiore a questo si) ma interessante per diversi motivi, beh il mondo e’ bello perche’ avariato 😉