John Dies at the End

Posted: 7th January 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Chase Williamson, Rob Mayes, Paul Giamatti, Clancy Brown, Glynn Turman, Doug Jones, Daniel Roebuck, Fabianne Therese, Jonny Weston, Jimmy Wong, Tai Bennett, Allison Weissman, Angus Scrimm
Regia: Don Coscarelli
Durata: 99 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2012

VOTO: 

È il film horror del momento per il quale l’internet è andato in fibrillazione e le voci dai blog si moltiplicano unanimi nell’intonare un “CAPOLAVORO!” corale.
Per me, che sono diffidente nell’anima e profondamente anti-idolatra, l’occasione è propizia per tastare con mano, come il buon Tommaso alle prese con fianchi sbrindellati.
Ed effettivamente John Dies at the End, ultima fatica dell’esperto mestierante Don Coscarelli (di cui mi rammarico non aver visto Bubba Ho-tep, colpa della distribuzione italiana occulta), sorprende per freschezza, immaginario e intrattenimento.

La trama è semplice. Dave Wong se ne sta seduto al ristorante cinese a raccontare la sua incredibile storia ad un reporter d’assalto. Dopo aver assunto una droga chiamata Soy Sauce (salsa di soia, ottima con gli involtini primavera), Dave ha sviluppato prodigiosi poteri psichici che gli consentono di divinare il futuro, prevedere le azioni e le intenzioni altrui ma anche, ahilui, di vedere orrende creature provenienti da dimensioni ignote. Questa droga sintetica sarebbe capace di aprire le porte della percezione, per intenderci, le stesse che tanto facevano sollucherare Jim Morrison e William Blake prima di lui.
Così, Dave rimane invischiato in un delirio allucinatorio costellato da creature al limite dell’assurdo, un profluvio di situazioni nonsense ed esplosioni splatter improvvise.

La struttura del film evita ogni linearità e giustappone flashback, profezie e digressioni senza però far perdere mai di vista il filo principale e soprattutto senza diventare mai inutilmente ingarbugliato. Non so perché, ma durante la visione ho paragonato il film a Donnie Darko, benché le due pellicole, aldilà degli universi paralleli, c’azzecchino come il pane e la merda (de gustibus). Si tratta però di pellicole indipendenti, trattanti appunto scazzi dimensionali e che conoscono la fama grazie al tam tam mediatico, ma se il lavoro di Kelly era inutilmente arzigogolato per confondere lo spettatore e far parlare di se in virtù di una sceneggiatura forzatamente criptica, il filmazzo di Coscarelli mette a suo agio lo spettatore sbattendogli in faccia sequenze sì astruse, ma conducendolo per mano in un piacevole trip da LSD. Si arriva alla fine senza un momento di stanca, invogliati alla visione da una gestione dei tempi pressoché perfetta che inanella un’invenzione dietro l’altra.

La sceneggiatura (tratta dal romanzo omonimo dell’omonimo David Wong, che però non ho letto) potrebbe esser criticata perché piena di “esagerazioni” e buchi giustificati dagli stati allucinatori dei personaggi, ma cercare questo genere di magagne in un film simile è un po’ come tuffarsi in un letamaio e lamentarsi perché c’è puzza di merda.

John Dies at the End è una pellicola spiazzante ma mai disagiante, un giro su una folle giostra acida con momenti surreali degni del Raimi prima maniera e visioni del Cronenberg o Lynch più strafatto. Scritto alla grande, interpretato ottimamente da attori semisconosciuti (ma con un contorno di caratteristi di lusso: Doug Jones e Clancy Brown (l’immenso Kurgan di Highlander!) e un sugoso cameo di Paul Giamatti, qui anche produttore), totalmente folle e ricco di inventiva, con sequenze instant-cult (tra le mie favorite un mostro composto da bistecche, wurstel e costolette) che non dubito diventeranno presto un tormentone sul web, effetti digitali un po’ rustici ma frattaglie splatter artigianali supervisionate dal prode Robert Kurtzman.

Chissà se lo vedremo mai in Italia. Probabilmente no, ma se mai dovesse, bisognerà fare i salti mortali nell’adattare gli irresistibili dialoghi super-pop.

PRO
Un trip

CONTRO
Quando mai in Italia?

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  1. bradipo says:

    Posso azzardarmi a dire che John dies at the end è il Cabin in the woods del 2013? e siamo solo all’inizio…se il buon anno si vede dal mattino…

    • Death says:

      È uno di quei film che ti fanno ricredere, quando pensi che il cinema non possa più sorprenderti 😉 L’anno inizia sicuramente alla grande!

  2. Psichetechne says:

    Sì, speriamo che l’anno cinematografico, partito bene, prosegua così. D’altra parte sono appena usciti anche “Cloud Atlas” e “The Master”, che non ho ancora visto ma che sembrano gran bei film, almeno a detta di chi li ha visti. In ambito horror non sarei così ottimista tuttavia, poiché non ho ancora visto titoli particolarmente significativi. Forse “Le streghe di Salem”, brutto titolo per l’ultimo film di Rob Zombie, potrebbe essere interessante, ma Zombie è un tipo strano, si sa. Comunque vedremo.

  3. Psichetechne says:

    Ah, dimenticavo, poi c’è “Tulpa” di Federico Zampaglione, regista che io non amo, ma che pare sia stato ben accolto a Londra. Boh, chissà 🙂

    • Death says:

      Cloud Atlas c’è chi lo massacra e chi lo esalta… esce oggi al cinema e molto presto me lo sparerò! Rob Zombie un po’ mi sconforta, perché parto sempre esaltato dal trailer e poi a fine visione mi ritrovo deluso… Le Streghe di Salem sembra piuttosto schizzato, vedremo… Anche perchè non può fare “film omaggi” per sempre, è ora che tiri fuori un po’ di contenuto anche lui!
      Su Tulpa, c’è chi dice che a Londra sia stato accolto bene, c’è chi dice che in sala la gente ridesse a crepapelle… Fino a che non vedo non giudico, però il dubbio un po’ mi viene… 🙂

      • zio adams says:

        Cloud Atlas l’ho visto qualche settimana fa perchè è spuntato un rippaggio dvdrip son i sub ita, gli ho dato uno sguardo veloce per curiosità perchè mi pareva troppo strano che la qualità fosse dichiarata così buona (ed era vero) e poi ci sono rimasto incollato XD Andrò sicuramente a rivederlo al cinema, mi è piaciuto molto

  4. zio adams says:

    Ecco questo è il motivo per cui AMO questo sito! Tirate fuori sempre qualcosa che mi è sfuggito che poi si rivela una figata. Questo lo recupero sicuramente, ho visto i trailer e mi ha convinto

    • Death says:

      Cerco sempre di proporre qualcosa di originale oltre alle nuove uscite! Son contento che apprezziate! 😀
      Cloud Atlas mi ispira molto, e molto presto andrò a spararmelo…