Jimmy Bobo – Bullet to the Head

Posted: 6th April 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Sylvester Stallone, Sung Kang, Sarah Shahi, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Christian Slater, Jon Seda, Jason Momoa, Marcus Lyle Brown
Regia: Walter Hill
Durata: 97 min.
Titolo originale: Bullet to the Head
Produzione: USA 2013

VOTO: 

L’avevo promesso, quindi partiamo con un piccolo stacco promozionale:

Insomma, il copywriter della Citterio c’aveva proprio visto giusto. Il nome ha proprio la sua importanza. Eppure non si spiega perché mai James Bonomo (Sylvester Stallone), sicario tra i più micidiali sulla piazza, accetti senza fare storie di farsi chiamare Jimmy Bobo. Vabbè, poco importa, perché Jimmy c’ha il petto enorme e le spalle ricoperte di tatuaggi minacciosi, per cui può tranquillamente sbattersene le palle.

L’importante è non pestargli i piedi: quando il suo compare viene sbudellato in un pub, Jimmy non esita a fare team-up con un coreano (Sung Kang), un’alleanza quantomai improbabile, di questi tempi…
“Corea” è un cop della omicidi che ha ficcato il naso dove non doveva e ha attirato su di sé le ire dei corrotti, per cui non può che accettare a malincuore l’alleanza improvvisata.
Il sodalizio Macho man + Asiatico è ben rodato sin dai tempi di Resa dei conti a Little Tokyo, e la chimica tra i due funziona alla grande. Se Kang non perde occasione di ironizzare sulla senilità del suo partner, Stallone ribatte con un fornito arsenale di luoghi comuni sui musi gialli.

La trama è un mero pretesto per sfoggiare sequenze action old school dove le pistole rombano come tuoni, il piombo nelle teste fa schizzare geyser di sangue e il rumore dei cazzotti che si infrangono sulle mascelle fa vibrare il subwoofer. Zero coreografie fichette, zero fronzoli, zero intercessioni al decoro; piuttosto, una fisicità prorompente, di muscoli grinziti e zuppi di inchiostro che schiantano e si tendono allo spasimo.

Non poteva che essere così, perché alla regia troviamo un solidissimo Walter Hill, poco incline alle moine, fresco settantenne rintemprato dopo un intervallo undecennale. Insomma, anche qui si celebra la scorza dura della vecchia guardia, che continua imperterrita per la sua strada e sembra ancora provarci gran gusto.

Ed è proprio esemplificativo di ciò lo scontro finale, che vede contrapposti un granitico Sly, la vera old school, a Jason “culo liscio” Momoa, la nuova generazione debosciata, per quanto fisicata. Ma due bicipiti gonfi di creatina non bastano se hai il sopracciglino depilato, per cui Jason non può che buscarle di santa ragione in una colluttazione ascia VS ascia (echi di Cobra?), il momento più godurioso del film, imperdibile per tutti i rancorosi che, dopo aver visto Conan 2011, se la sono legata al dito.

Sfiziosi ruoli secondari per Adewale Akinnuoye-Agbaje, il negrone di Legionnaire, e Christian Slater, stella cadente ridottasi, causa ripetuti scazzi con la giustizia, a lavorare, dopo Annaud, Scott e Woo, con Uwe Boll.

Tratto dalla graphic novel francese Du plomb dans la tête, Bullet to the Head è una pellicola vecchio stampo rinfrancante, capace di aggiornare gli stilemi tipici degli anni ’80 in un contesto moderno senza perdere le proprie peculiarità e senza indulgere in rimpianti o sterili nostalgie.
Forse al botteghino questo tipo di cinema non tira più come una volta, ma la qualità è indubbiamente più alta che un tempo, forse in virtù del rarefarsi di simili produzioni. A noi, che continuiamo a godercela assieme a Sly e soci, non resta che approfittarne, sperando che duri.

PRO
Graniticità Old School

CONTRO
Perché non lasciare il titolo originale?

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  1. Fabio says:

    FIGATA di film, sono andato a vederlo ieri alla prima e mi son proprio divertito, questi action dal gusto squisitamente retrò mi riempion sempre di gioia.
    Sly in forma come sempre, simpatico il co-protagonista asiatico, non male il solitamente mediocre Jason Momoa che come hai giustamente ribadito anche tu nel remake di Conan (film che a me è anche piaciuto) non era certo in parte, ma in questa pellicola regala un buon cattivo.
    E’ bello vedere che anche se è stato fermo 10 anni il grande Walter Hill non ha perso lo smalto di un tempo

    • Death says:

      Momoa c’avrebbe anche la faccia, assomiglia un po’ a Brian “faccia di marmo” Thompson, però lo vedo troppo fichetto e poco ruspante 🙂
      Grandissimo Hill, non ha fallito per niente il colpo, e Stallone ENORME… quanto è grosso nella scena del bagno turco???

  2. Fabio says:

    Indubbiamente la mia scena preferita assieme al duello axe vs axe.
    Ben tornato Walter 🙂

  3. CinemaOut says:

    Questa settimana me lo pappo.

  4. Non vedo l’ora di vederlo, devo assolutamente andare. Hill al cinema è un’occasione da non perdere…

  5. Viva l’Old School!!! Anche io non l’ho ancora visto ma rimediero presto, lo aspettavo da troppo e poi e’ veramente imperdibile. Stasera me lo godo!

  6. CinemaOut says:

    Visto sabato notte, alle 00.40, eravamo in 10 in sala, io sono dovuto andar da solo per via di spettatori che con questi film storcono il naso.
    A me è piaciuto molto, fa piazza pulita a molti, tanti film usa e getta infighettati. Gran film.

  7. Fantastico, film della stramadona anche meglio di The last stand!!! Lo ripeto ancora piu’ forte VIVA l’OLD SCHOOL!!!!! Poi Stallone a 67 anni ha ancora un fisico da far invidia persino ai 20enni! Stasera lo andro a rivedere.

    P.s.: Ho visto anche Oblivion ma come dice il titolo va solo dimenticato…

    • Death says:

      Yeah! Ecco perché a Last Stand non diedi 4 teschietti… perché sospettavo che si potesse fare di meglio, ed ecco qui Bullet to the Head!

      Visto anche io Oblivion ma ero stanco morto e mi sono addormentato in sala a più riprese, quindi per correttezza non lo recensisco, anche se mi sembra che ci fossero molti elementi “presi in prestito” da altri film 😐