Java Heat

Posted: 8th May 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Kellan Lutz, Mickey Rourke, Ario Bayu, Tio Pakusodewo, Verdi Solaiman, Agung Udijana, Atiqah Hasiholan, Rio Dewanto, Mike Duncan, Rahayu Saraswati
Regia: Conor Allyn
Durata: 104 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2013

VOTO: 

Una volta che ti sei smerdato con la saga di Twilight, la tua carriera può imbroccare solo due direzioni. Puoi avere il culo spropositato di finire tra le grazie di David Cronenberg, oppure finire a girare stronzate che nessuno vedrà, magari finto-autoriali, per poi elemosinare uno strascico di notorietà facendo il giullare di fronte ai paparazzi.

Kellan Lutz, il vampiro gonfio di casa Cullen, intraprende la sua prima avventura solista con un action esotico ambientato in Indonesia. Niente ingaggi miracolosi, niente pretese culturali: sceglie la strada dell’action perché, ipervitaminizzato com’è, non sarebbe credibile in nessun altro contesto.

Siamo a Java, che non ha nulla a che vedere coi PC. È un posto bellissimo ed affascinante, multiculturale.
Lutz finge di essere un ricercatore di storia dell’arte, ma i suoi muscoli pompati a steroidi fanno subito saltare la sua copertura. Diviene testimone di un attentato alla sultana di Java, dunque viene torchiato dalla polizia. Salta fuori un magheggio contorto che coinvolge musulmani, cinesi e un Mickey Rourke trafficante piacione che rutta le sue battute in un improbabile accento francese e il pensiero fisso sul conto in banca.
Lutz è il più grosso della nazione, quindi alla fine ce la fa.

Sono sempre molto sprezzante, patito come sono di action d’annata, verso questi fichetti che cercano di imporsi in un genere più che mai dominato dall’esperienza dei geronti dal bicipite d’oro e l’espressione monolitica. Ho disintegrato il primo (e fortunatamente ultimo) tentativo di Taylor “piscio plastilina” Lautner, con sommo gaudio, e mi accingevo a fare lo stesso per Kellan “creatina” Lutz.

Eppure Java Heat non è così infame come mi sarei aspettato. Lutz avrebbe anche il fisico, ma c’ha una faccia da scemone tale che manca totalmente di carisma, anche se la sua manifesta dabbenagine lo rende tutto sommato più simpatico di altri manzi che si atteggiano a fighi.
Per farvi un esempio, in una scena Lutz ingaggia uno scontro frontale moto VS moto e, come in una giostra, riesce a disarcionare il suo contendente con una pertica raccattata per strada. Per bullarsi del suo trionfo, si gira tronfio verso il nemico a terra e gli mostra un fiero dito medio, per poi schiantarsi immediatamente contro un carretto di frutta parcheggiato poco più avanti. Figura di merda da competizione, e un briciolo di simpatia in più da parte mia.

Poi l’Indonesia pare proprio bella e, aldilà degli scorci suggestivi che richiamano talvolta i panorami thailandesi già visti (e sospirati) in Kickboxer, implica anche dei risvolti di sceneggiatura non scontati, come ad esempio il dilemma etico dei muslims che si battono per un paese così dissoluto, lo stesso dove i dvd bootleg al mercato nero costano tanto quanto un “waria”, i temibili ladyboys autoctoni. La citazione meta sta nel fatto che a Lutz, prima di inviti transessuali promiscui, viene proposto di acquistare una copia pirata di Twilight. Capita la “chicca”?
Per la cronaca, si cita pure Rambo ma con un disinteresse tale, da parte del protagonista, che il briciolo di simpatia guadagnato è pericolosamente a rischio.

Il problema principale sta nel fatto che l’Indonesia, che sembra sempre più intenzionata a lanciarsi nel circuito del cinema d’azione, ha già sfornato la bombetta di The Raid, che ha un script con molti meno fronzoli ma frulla mille volte questo Java Heat in quanto a calci in faccia e schiaffi a mano aperta. Quindi il metro di paragone è settato troppo in alto e Java Heat, pur dimostrandosi un film tutto sommato compatto e onesto, forse un pelino troppo “standard”, non riesce a spiccare come vorrebbe.

PRO
Almeno c’è Rourke

CONTRO
Privo di particolari attrattive

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  1. CinemaOut says:

    Eh, è in lista d’attesa. Mi hai battuto nel tempo!