Jack Reacher – La prova decisiva

Posted: 23rd January 2013 by Death in Recensioni
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Interpreti: Tom Cruise, Rosamund Pike, Richard Jenkins, David Oyelowo, Robert Duvall, Werner Herzog, Jai Courtney, Joseph Sikora, Michael Raymond-James
Regia: Christopher McQuarrie
Durata: 130 min.
Titolo originale: Jack Reacher
Produzione: USA 2012

VOTO: 

Tom Cruise è un personaggio ormai ambiguo. Idolo delle giovanissime negli anni ’80 e istrione delle folle nei ’90, il buon Tom ha fatto discutere di sé da un punto di vista cinecritico per il suo ego spropositato e da un punto di vista socio-etico per il suo fanatismo nei confronti della sua cyber-religione.
Personalmente lo ritengo un tipo simpatico e apprezzo parecchio alcuni tra i suoi lavori, fermo restando che la sua crisi mistica nel divano di Oprah Winfrey mi fece rivalutare parecchio più che la sua figura la sua sanità mentale (e mettiamoci anche il terrificante rumor sulla placenta di Katie Holmes…).

È indubbio che Tom abbia perso colpi nei confronti del grande pubblico e abbia provato recentemente il riscatto con due film in cui, come al solito, faceva il figo: Mission: Impossible 4, iperbolico e assurdo ma non per questo meno divertente, e Rock of Ages, in cui ricoperto di tatuaggi strepitava hard rock melodynizzato.

Jack Reacher mi si presenta come un’incognita. So che è tratto dal libro La Prova Decisiva (da cui il sottotitolo italiano) di Lee Child, autore di parecchi romanzi aventi tutti il protagonista che dà il nome al film. Il trailer, confezionato a regola d’arte, delinea subito un ruolo in pieno stile Cruise.
Jack Reacher è un ex-poliziotto/militare/quelcazzochevolete fortissimo, infallibile, una vera sagoma. Maliardo con le donne, spietato coi criminali (è un dio della Keysi, la micidiale arte marziale da strada), risponde in maniera sarcastica e sprezzante a qualsiasi domanda gli venga posta. È il classico tipo sicurissimo di sé, il modello che Cruise propone con pochissime eccezioni da 20 anni a questa parte.

Un reduce di guerra sciroccato è accusato di aver cecchinato cinque persone random di fronte al PNC Park di Pittsburgh, ma si rifiuta di confessare. Viene perciò pestato così forte da piombare in coma profondissimo, sicché la polizia non sa più che pesci pigliare. Jack Reacher irrompe sulla scena, disposto a indagare sull’accaduto, spalleggiato dall’avvocato Helen Rodin (Rosamund Pike, trentaquattrenne con velleità da MILF) ancora più disperata della pula perché incaricata di difendere il cecchino killer.

A questo punto ho immaginato un prosieguo surrogato da Mission: Impossible. Secondo l’idea che mi ero fatto del film, Jack avrebbe dovuto far saltare in aria mezza città, massacrando un numero indefinito di scagnozzi e possibilmente rimbalzando da una parte all’altra con sprezzo del pericolo e senza l’ausilio di una controfigura. E invece il film imbrocca i binari del legal thriller, con la raccolta degli indizi, le deduzioni del caso e una risoluzione insospettata (che veramente si intuisce ben prima dello sbroglio finale). Jack si muove per locations periferiche, strizzando l’occhio alle commesse dei negozi (stranamente tutte bone) e picchiando a gomitate nel cranio i bifolchi locali. Quello che sembrava essere il semplice sclero di un marine sbroccato si rivela essere un complotto multimilionario piuttosto ingarbugliato.

Personalmente gradisco parecchio i thriller giudiziari ma mi garbano anche gli action cafoni e fortunatamente il film ha modo di accelerare nei punti giusti regalando due sequenze girate ottimamente che spiccano sul resto. Nello specifico: un inseguimento automobilistico pazzesco, notturno e cupissimo, impreziosito dalla mancanza di colonna sonora che esalta il fragore delle cilindrate ruggenti e lo scroscio della segnaletica infranta; la rocambolesca concitazione finale, anche questa senza alcuna musica rock a rompere i coglioni, giocata a colpi da cecchino e mitragliate sul grugno, con scontro a mani nude – pedate e schiaffi – tra Cruise e una versione discount di Tom Hardy.

Da segnalare la presenza di Werner Herzog nel ruolo del cattivissimo di turno e di Robert Duvall nei panni dell’attempato e saggio tiratore scelto.

Ora, la faccenda è questa: Jack Reacher è un film onesto, ben strutturato ma che non riesce mai a rendersi veramente indimenticabile. Ci trascorri su due orette, tutto tranquillo, e poi ti passa di mente. Seconda prova registica dello sceneggiatore de I Soliti Sospetti Christopher McQuarrie, ma contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare il plot non brilla affatto per originalità. Il film vive in funzione del suo produttore, ovvero Cruise. Tom è come sempre monolitico, inespressivo, piacione alla grande (anche se ha il decoro di non post-prodursi gli addominali, che nell’immancabile scena a petto nudo appaiono un po’ sfatti, come è giusto che sia a 50 e passa anni… a meno che non ci si chiami Sylvester Stallone). Il film è tutto costruito sulla sua persona, confezionato a misura personale, e ne glorifica invulnerabilità ed eccellenza sotto ogni angolazione (esclusi gli addominali). Se questo non vi scazza, il film è più che gradevole, ben diretto e non annoia.
Il discorso cambia se Cruise vi sta sul cazzo. Per voi, Jack Reacher sarà un calvario insopportabile.

PRO
Action Legal Thriller

CONTRO
Sconsigliato ai Cruise-fobici

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  1. bradipo says:

    a me Cruise non sta particolarmente simpatico ma questo film l’ho trovato onesto e gradevole nel suo anacronismo da sindrome postkennedyana.Però nel finale ammetto che pensavo più alle tette della Pike che non al resto. Ma quando lo ha mai avuto un davanzale cos^? O ricordo male io?