It Follows

Posted: 7th July 2015 by Death in Recensioni
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Interpreti: Maika Monroe, Keir Gilchrist, Jake Weary, Olivia Luccardi, Daniel Zovatto, Lili Sepe, Linda Boston, Heather Fairbanks, Ruby Harris
Regia: David Robert Mitchell
Durata: 94 min.
Titolo originale: id.
Produzione: USA 2014

VOTO:

È già IL film horror del 2015 a detta di molti internauti, anche se ha debuttato a Cannes nel 2014 e in Italia sarà il film horror del 2016, considerati i tempi dei distributori nostrani, ma a ogni buon modo io diffido sempre da simili etichette. Generalmente, quando un film viene incensato troppo, il mio carattere merdoso mi porta ad approcciarlo con un velato pregiudizio e il desiderio inconscio di ritrovarmi deluso a fine visione, in modo da potermi lamentare dei gusti delle masse.

Il film in questione è It Follows, e lo guardo senza sapere neanche di cosa parla.

La storia, brevissimamente, è questa.
C’è una misteriosa maledizione che se scopi con qualcuno te la ritrovi addosso, e da quel momento in poi verrai perseguitato da inquietanti figure disposte a seguirti in capo al mondo, in maniera lenta ma inesorabile, ovviamente per farti malissimo. Per liberartene, devi scopare con qualcun altro in modo da passare il “testimone”.
Jay scopa con un pirlone dopo un grottesco appuntamento e finisce nella merda più nera.

Parrebbe evidente che dietro ci sia un metaforone sulle malattie sessualmente trasmissibili, ma il primo dubbio che mi viene in mente è: la maledizione vale solo per il sesso non protetto? Possibile che i giovani del film scopino tutti senza goldone con perfetti sconosciuti? Certo, il demone inseguitore è uno spauracchio notevole, ma anche la sifilide non scherza. Il film però non esplica questo distinguo importantissimo. Mi sfugge anche la morale del poter esorcizzare la maledizione attaccandola a qualcun’altro, scopandoci. Mors tua vita mea? Nel caso delle MST non funziona proprio così, quindi apparentemente i conti non tornano. Magari la mia interpretazione del film è una troiata senza senso.

Aldilà del sottotesto non troppo sottile, comunque, il film è realizzato ottimamente e anche discretamente terrificante. Ormai sono vaccinato all’orrore in molte delle sue forme, eppure le figure creepy che di volta in volta tormentano i nostri protagonisti sono state in grado di regalarmi dei gradevolissimi brividi di inquietudine, veramente rinfrancanti nella torrida afa estiva. Questa entità mutaforma spaventa non grazie alle ormai usurate apparizioni improvvise con scoppio sonoro allegato, ma semplicemente ciondolando per l’inquadratura, in maniera robotica, implacabile e ostinata. Può avere l’aspetto di donne nude, vecchie rattrappite o giganti dagli occhi di brace, e neanche un colpo di rivoltella in piena fronte riesce a fermarli. È anche vero che a nessuno viene in mente di provare con un lanciarazzi, ma vabbe’…
In ogni circostanza, l’ottima messa in scena mi ha fatto rizzare i peli del culo per ciò che in altri contesti avrei trovato assolutamente innocuo.

Niente male anche il ritmo, anche se le situazioni diventano un po’ ridondanti con il procedere del minutaggio. Non manca qualche momento di dubbia riuscita, come una ragazza che, per scollarsi di dosso il maleficio, si cimenta in una gang bang in stile Brazzers con degli ignari nababbi a bordo di un piccolo yacht (la scena è fortunatamente fuori campo), oppure un’apparizione, a mio avviso a sproposito, di un bambino dal volto demoniaco e dal ringhio bestiale, troppo cheap.

La bellissima colonna sonora synth regala piacevoli suggestioni anni ’80 (anche se il film è ambientato in una Detroit fuori dal tempo) e il finale aperto sembrerebbe presagire, ahimè, un sequel di cui io non sentirei la mancanza.

Raramente mi sbilancio in giudizi assolutistici, quindi non sarò io a confermarvi che It Follows è il miglior horror del 2015. Ma al netto delle (trascurabili) imperfezioni, ci rimane un film solido, coraggioso, capace di spaventare andando praticamente controcorrente a tutti gli stereotipi del genere e insinuare (forse a sproposito?) anche la giusta paranoia verso un tema troppo spesso taciuto.
Sempre che la mia interpretazione trovi fondamento, eh.

PRO
Non so se sia il migliore, ma è sicuramente un ottimo horror

CONTRO
Avrò travisato completamente il metaforone?

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  1. psichetechne says:

    Concordo completamente. Inoltre le tue riflessioni circa il “sesso protetto o non protetto” sono interessanti e non ci avevo mica pensato, tutto preso dalla paranoia dei villain mutaforma. Tra poco recensisco “Unfriended”, boiata pazzesca da cui stare alla larga, ma appunto per questa recensibile, cioè da recensire per dovere etico nei confronti di chi mi legge. Buona estate (il 15 luglio vai assolutamente a vedere “The Babadook”, che esce in quella data, e merita totalmente).

    • Death says:

      Babadook appena recensito! 😉 Al momento scrivo da un computer di fortuna che va a manovella, veramente lentissimo, ma cercherò di passare sul tuo blog a leggere i tuoi pareri su questo triplete di horror appena citati 🙂

  2. Horace Pinker says:

    Visto anche io… le malattie sessualmente trasmissibili sono la prima cosa a cui ho pensato,onestamente. Magari c’era dietro molto di più,chissà… Ad ogni modo, questo film l’ho trovato gradevole ma un po’ moscetto: un po’ di sangue in più, qualche violenza assortita magari avrebbero fatto anche piacere. Buona l’idea di puntare su questi loschi e inarrestabili figuri ma a parte “la scena del gigante” (sai cosa intendo), lo spavento non è poi tantissimo, o almeno non per me. Peccato però, perchè qualcosina in più l’avrebbe migliorato senz’altro.

    • Death says:

      È vero, gli spaventi non sono poi tantissimi, ma il senso di oppressione l’ho trovato presente durante tutto il film… una sorta di situazione senza scampo… poi sì, la scena del gigante mi ha fatto venire la pelle d’oca, devo ammetterlo 😀